Giovanni Dozzini presenta il suo nuovo romanzo “Qui dovevo stare” 📸🔴 FOTO

 
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Giovanni Dozzini presenta il suo nuovo romanzo Qui dovevo stare

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di Bruna Almeida Paroni

Nel pomeriggio di ieri la Sala dei Notari è stata lo scenario della presentazione del libro “Qui dovevo stare” del perugino Giovanni Dozzini, scrittore, giornalista, traduttore nonché organizzatore del festival letterario ispanofono Encuentro. Marina Bon Valsassina, neoeletta presidente dell’Associazione Nemo, ha aperto l’evento il quale poi è stato moderato dalla vicepresidente della medesima associazione, la scrittrice Caterina Martino. Ne hanno parlato con l’autore: Wladimiro Boccali, ex sindaco Perugia, e Leonardo Varasano, Assessore alla Cultura del Comune di Perugia.

“La scrittura di Giovanni Dozzini, per certi versi, mi ha ricordato lo stile di scrittori d’altri tempi, con una sintassi e linguaggio simili a quelli di Pavese e Bukowski”, ha commentato l’Assessore alla Cultura. “Evidente anche l’amore verso la città presente nel libro”, ha osservato Varasano.
La moderatrice del dibattito, Caterina Martino, ha evidenziato quanto scomodo fosse il libro. “E’ una lettura che ci fa pensare, riflettere”, ha osservato la scrittrice. “E’ come se grattasse un po’ via la ferita di chi ha un percorso simile al protagonista”.

Nelle vesti di analista politico e lettore appassionato, l’ex primo cittadino ha ringraziato l’Assessore Varasano per il dibattito sottolineando, però, l’esperienza diversa di lettura di quella che ha fatto il membro dell’attuale Giunta comunale. “Qui dovevo stare mi ha fatto riflettere soprattutto sulla crisi della sinistra non solo locale, ma anche a livello nazionale”, ha spiegato Boccali. Secondo lui, “i personaggi del libro, che spesso sono alla ricerca di un porto sicuro, sono l’emblema della perdita e al tempo stesso, della continua ricerca del senso di appartenenza di tutti noi. Come uomo di sinistra ed ex pubblico amministratore, il libro mi ha davvero toccato”, ha aggiunto Boccali, mettendo in risalto come “la sinistra non abbia saputo interpretare bene i cambiamenti della nostra società”.

Vincitore del Premio letterario dell’Unione europea nel 2019 con “E Baboucar guidava la fila” (Minimum Fax), Dozzini nel suo ultimo libro espone anche il rapporto dualistico e ambiguo che ha nei confronti della propria città d’origine. “In ‘Qui dovevo stare’ ho riportato in qualche modo anche i cambiamenti sociali e politici che ho vissuto in prima persona”, ha raccontato. “La presenza di due forze politiche opposte – Boccali e Varasano – è davvero importante per me, una volta che la politica è molto presente nel tessuto narrativo. Spero i miei libri spingano il lettore a interrogarsi sul proprio presente. Il mio romanzo non pretende di dare risposte bensì di porre domande”, ha concluso l’autore, ringraziando l’intervento di Martino, Varasano e Boccali e anche la presenza del pubblico.

Nelle pagine di “Qui dovevo stare” il lettore si troverà coinvolto direttamente nel dramma della perdita d’identità, il richiamo al Partito, alle scelte politiche e anche alle problematiche rilevate ed esposte dal narratore – il quale ci racconta tutto in un flusso di coscienza marcato dall’assenza di punteggiatura. Tutto ciò espone una realtà, una ferita del tutto italiana: l’immigrazione, le crisi (economica e d’identità, di valori), e soprattutto, la paura. Sensazione quest’ultima che porterà il protagonista – in una metafora di tutti noi, italiani, nati e cresciuti in un Paese che “non c’è più” e dove “prima si stava meglio” – a dover fare un’importante scelta.

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