La Lega contesta la gestione della sanità nel polo di Terni
La gestione del nuovo polo sanitario umbro finisce al centro di un durissimo scontro politico. Enrico Melasecche, voce di spicco della Lega in Consiglio regionale, ha puntato il dito contro l’attuale amministrazione, denunciando quella che definisce una totale assenza di visione strategica e operativa. Il dibattito si è infiammato in occasione della riunione della Commissione Sanità, dove il tema della trasparenza è diventato il primo terreno di scontro: la richiesta del centrodestra di trasmettere i lavori in streaming per coinvolgere la cittadinanza sarebbe stata accolta con resistenze che, secondo l’esponente leghista, nasconderebbero il timore della maggioranza di mostrare le proprie incertezze davanti all’opinione pubblica.
Uno dei pilastri della critica riguarda la sostenibilità economica dell’opera. Melasecche definisce fallaci le ipotesi di finanziamento circolate negli ultimi mesi, in particolare il richiamo alla Zona Economica Speciale (ZES), considerata uno strumento del tutto improprio per la realizzazione di una struttura ospedaliera pubblica di tale portata. La preoccupazione si sposta poi sul coinvolgimento dell’INAIL: secondo i calcoli dell’esponente leghista, l’operazione si trasformerebbe in un affitto oneroso per la Regione. Con un tasso che tra canone e manutenzioni supererebbe il 5%, l’Umbria si troverebbe a pagare una rata annua compresa tra i 20 e i 25 milioni di euro senza mai acquisire la proprietà dell’immobile, a meno di non incrementare ulteriormente l’esborso per un futuro riscatto.
La scelta della localizzazione del nuovo nosocomio rappresenta un altro fronte caldissimo. L’ipotesi caldeggiata da alcuni settori del centrosinistra di spostare l’infrastruttura lontano dall’attuale sito di Colle Obito viene bocciata come un errore storico ed economico. Abbandonare l’area attuale significherebbe, secondo Melasecche, condannare il quartiere al degrado, replicando il fallimento urbanistico già visto a Perugia con Monteluce. Inoltre, uno spostamento renderebbe inutili i recenti investimenti milionari effettuati per la sede di Medicina, il centro per le cellule staminali e i modernissimi reparti di radiologia ed endoscopia appena inaugurati. Lo studio tecnico che ipotizza costi fino a 600 milioni per un sito alternativo viene considerato un espediente per dilatare i tempi all’infinito.
Infine, Melasecche solleva dubbi sulla gestione dei fondi residui, sostenendo che il “tesoretto” di 128 milioni originariamente previsto sia stato ormai frammentato in piccoli interventi di manutenzione ordinaria. La Lega difende invece la validità del project financing, sostenendo che grazie alla responsabilità di grandi imprese nazionali e garanzie fideiussorie certe, l’ospedale potrebbe essere realizzato con circa 300 milioni di euro, la metà di quanto previsto dai piani della Giunta Proietti. Il rischio concreto, conclude il capogruppo, è che la città resti intrappolata in una spirale di promesse elettorali e studi preliminari, vedendo sfumare la possibilità di avere una struttura moderna entro tempi ragionevoli, a tutto svantaggio della salute dei cittadini, come riporta il comunicato stampa LegaUmbria.

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