Sciopero globale per il clima, anche Perugia si è fatta sentire, #PeopleNotProfit 📸🔴 FOTO E VIDEO

Sciopero globale per il clima, anche Perugia si è fatta sentire, #PeopleNotProfit

Sotto l’hashtag #PeopleNotProfit, anche a Perugia, come in tutto il Mondo, il Movimento di Fridays For Future è sceso in piazza. Lo ha fatto venerdì in centro storico sotto la fontana Maggiore.

Questo hashtag nasce dalla richiesta avanzata dal Movimento di procedere con i risarcimenti climatici per le Comunità più colpite dall’Emergenza Climatica e di una azione concreta in tal senso intrapresa da parte dei Leader di tutto il mondo.

“E’ ora di dire “basta”, e di dirlo a gran voce, a discorsi che sanno di greenwashing e che provengono da chi governa e, allo stesso tempo, è tempo di chiedere di guardare all’umanità e alla sua salvezza, piuttosto che al mero profitto”. E’ quanto dichiarano gli organizzatori del movimento.

In quest’ ottica, il gruppo Fridays For Future Perugia, insieme ad altre realtà del territorio tra le quali Legambiente Perugia e il Comitato Zero Waste, ha elaborato un documento che raccoglie richieste ed elaborazioni, su varie tematiche che coinvolgono i livelli internazionale, nazionale e locale. Le comunità ed una vera rinascita green sono al centro di questo documento che spazia dai MAPA (most affected people and areas), alla tassonomia UE, toccando temi locali particolarmente rilevanti per il nostro territorio come mobilità e rifiuti.

“La stesura di questo documento – hanno spiegato -, che appositamente declina i temi sulle esigenze e criticità del nostro territorio, nasce anche sulla spinta della recente approvazione della Dichiarazione di Emergenza Climatica da parte della Regione Umbria e che il Movimento spera vedrà presto essere seguita da una serie di azioni concrete volte a combattere fattivamente la crisi climatica già in atto. Di certo non potranno mancare riferimenti a quello che sta accadendo in giro per il Globo e agli ultimi avvenimenti, eventi e disastri che stanno sconvolgendo la popolazione Mondiale poiché pertinenti a quella che non abbiamo il timore di chiamare giustizia climatica”.

“Noi istituzioni – ha detto Proietti – dobbiamo essere qui davanti a voi, metterci la faccia oggi quando condividiamo le vostre idee e domani quando ci chiederete conto del nostro operato. Per motivi di vita e lavorativi precedenti al mio impegno nelle istituzioni sono legatissima alla lotta contro il cambiamento climatico e contro la povertà energetica. Non siete qui in maniera disconnessa all’emergenza della guerra in atto. Tutto è connesso ha detto Papa Francesco. Dobbiamo ricordarci che l’Ucraina è il corridoio del gas russo verso l’Europa. Dobbiamo ricordarci che noi siamo interdipendenti dalle fonti fossili, non c’è democrazia energetica e questo stringe in una morsa a volte mortale i paesi anche nelle loro azioni. Liberarsi delle fonti fossili non solo è un dovere – ha aggiunto la Presidente Proietti – perché dobbiamo capire che il cambiamento climatico da noi provoca disagi, ma in paesi dell’Africa e dell’Asia provoca migliaia e migliaia di morti e milioni di profughi ambientali che non sono diversi da quelli provocati dalla guerra. I maggiori focolai di guerra stanno tutti dove i fossili vengono estratti, dove passano o dove dovrebbero passare. L’Ucraina ancora una volta ce lo dimostra. Quindi dobbiamo emanciparci dalle fonti fossili, dobbiamo liberarci dalla schiavitù del petrolio e capire che essere qui è per l’ambiente e per la pace nel mondo. Tutto è connesso. Altro punto fondamentale è essere consapevoli che dal gesto singolo che nasce il cambiamento. Un’azione non può cambiare il mondo, ma sette miliardi di azioni possono cambiarlo. L’essere qui di tanti giovani fa la differenza. Non credete a chi vi dice che chiudere il rubinetto non conta niente, che andare in bicicletta non conta niente – ha concluso –  Non è vero vogliono solo inglobarvi in un sistema che vuole avere il profitto come priorità. Le istituzioni devono prendersi le proprie responsabilità. Siamo qui per la pace per combattere per i poveri e gli oppressi”.

“Da anni riempiamo le piazze per chiedere un cambiamento drastico sulle politiche ambientali e l’impegno per una reale transizione ecologica” ha affermato Margherita Esposito, Coordinatrice della Sinistra Universitaria – UDU Perugia. “Chiediamo soprattutto la riconversione delle centrali fossili, l’introduzione dell’educazione ambientale nelle scuole, lo stanziamento di fondi per la ricerca, un piano straordinario per l’edilizia scolastica e universitaria che sia sostenibile. Alcuni risultati li abbiamo visti: per quanto riguarda l’Università degli Studi di Perugia, con il nostro lavoro di rappresentanza abbiamo contribuito all’elaborazione del Piano Triennale di Sostenibilità 21-23, che contiene numerosi provvedimenti che mirano a rendere il nostro ateneo più ecologico e sostenibile.”

“Con l’inizio dell’ennesima guerra tutto ciò che abbiamo ottenuto fino ad ora rischia di andare perduto” ha affermato Anna Pierucci, Coordinatrice di Altrascuola – Rete degli Studenti Medi Perugia, “basta pensare alle dichiarazioni del Presidente Draghi, che ha previsto lo stanziamento di 17 miliardi aggiuntivi sulle spese militari e il possibile stop alla riconversione delle centrali per riutilizzarle con carbone e gas. Siamo scesi in piazza anche per sottolineare il legame tra Pace e Ambiente, non può esserci una reale riconversione ecologica senza pace”.



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