Nobel, Parisi: “ecco come a 25 anni me lo feci scappare da sotto il naso”

Nobel, Parisi: "ecco come a 25 anni me lo feci scappare da sotto il naso"
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Nobel, Parisi: “ecco come a 25 anni me lo feci scappare da sotto il naso”

“Non sono mai riuscito a capire se farsi scappare da sotto il naso un premio Nobel all’età di venticinque anni sia qualcosa da raccontare con orgoglio o piuttosto uno di quei segreti un po’ vergognosi che sarebbe meglio dimenticare. Io propendo per la seconda ipotesi, ma dato che la storia è gustosa, la scrivo lo stesso. Tuttavia bisogna fare uno sforzo per capire il contesto, altrimenti appare insipida…”. Inizia così lo stralcio, pubblicato sul Corriere della Sera, da un libro, che sarà edito da Rizzoli, di Giorgio Parisi, che ieri ha vinto il Premio Nobel per la Fisica.


Fonte Adnkronos


“Io mi feci sfuggire un articolo potenzialmente da Nobel, ma rimasi con una bella storiella da raccontare”, dice il professore alla fine dell’estratto. “Posizioniamoci alla fine degli anni sessanta – racconta il vicepresidente dell’Accademia dei Lincei e professore ordinario di Fisica teorica all’Università ‘La Sapienza’ di Roma – Il quadro sperimentale era chiaro: il protone, il neutrone e le altre particelle all’epoca note interagiscono fortemente tra di loro. In altri termini, se li facciamo collidere la loro traiettoria cambia notevolmente e ad altissime energie la loro collisione produce tante altre particelle.

È notevole che sono rarissime le collisioni in cui due protoni rimbalzano elasticamente, come due palle da bigliardo quando l’energia dell’urto è molto grande. La scarsità di queste collisioni si spiegava perfettamente in una teoria in cui il protone e il neutrone sono delle particelle composte: durante l’urto vanno letteralmente a pezzi e quindi non riescono a rimbalzare rimanendo interi”.

“Tuttavia – spiega il ricercatore associato all’Infn – Istituto nazionale di fisica nucleare – rimaneva da capire come si comportassero i costituenti fondamentali: c’erano due possibilità: 1) gli urti dei costituenti con rimbalzo erano frequenti: anche a grande energia. I costituenti interagivano fortemente tra di loro a tutte le energie. In questo caso il comportamento della materia rimaneva sempre difficile da capire e non c’erano semplificazioni ad alte energie. 2) gli urti con rimbalzo a grande energia erano poco frequenti: i costituenti tra di loro interagivano debolmente a grande energia e diventavano praticamente trasparenti l’uno rispetto all’altro.

Il comportamento dei costituenti ad alte energie era facile da calcolare: le loro traiettorie praticamente non si modificavano come se non ci fosse l’interazione. Una teoria di questo tipo viene chiamata una teoria asintoticamente libera (nel gergo dei fisici una teoria è libera quando le particelle non deviano dalle loro traiettorie e asintoticamente voleva dire a grandi energie). U

na teoria asintoticamente libera aveva il grande vantaggio che a grandi energie alcune quantità erano calcolabili in maniera relativamente semplice”.

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