Terni senza teatro, questa è la principale emergenza culturale della città

Teatro Verdi Terni dovrà essere un teatro coerente con arte e storia

Terni senza teatro, questa è la principale emergenza culturale della città

Approvato l'atto per riportare i beni archeologici di Terni esposti altrove(di Michele Rossi)
L’assenza di un Teatro (degno di questo nome) e’ sicuramente la principale emergenza culturale di questa nostra città. La giusta determinazione e volontà di questa nostra amministrazione di restituire questo fondamentale spazio alla città non sia però mossa dalla sola smania e dalla fretta del fare, per arrivare ad accontentarsi di una “spasa di poltrone” che sembra senza alcun valore o particolarità architettonica; rinunciando cosi a puntare ad interventi di alto profilo che la città e la storia del suo stesso teatro meritano.

Da sempre vado dicendo che occorre trovare soluzioni di alto livello. La soluzione Poletti lo è.

Cosi come la firma di un famoso architetto per uscire dalla dimensione provincialista in cui troppo spesso siamo impantanati. Pur nelle difficoltà (vincolo soprintendenza e scarse risorse economiche) occorrerebbe pensare ad un contenitore di qualità, magari anche flessibile e adatto a diversi tipi di spettacoli. Ho sempre pensato al rifacimento del “Verdi” come alla costruzione di qualcosa che sia duraturo e utile ma soprattutto bello e funzionale, all’altezza delle aspettative e dei bisogni della città, anche quelli futuri.

Alle aspettative di chi tiene al teatro, ama la città e merita per questo rispetto ed attenzione, sempre. Obiettivo comune superiore deve essere un teatro significativo per capienza, bellezza e funzionalità…solo cosi veramente competitivo con quelli delle città a noi vicine.

Non si tratta di una mera questione di numeri di posti – capienza (ottocento o mille) come se questo non facesse alcuna differenza. Cosi come gli aspetti dell’acustica e della completa visibilità’ del palcoscenico sono aspetti fondamentali per un teatro. Tenendo anche conto delle esigenze dei vari artisti che ne usufruiranno.

Solo un grande teatro, anche nei numeri, potrà proporsi in maniera credibile ad ospitare eventi di rilevanza nazionale e anche in questo caso la vicinanza a Roma potrebbe essere importante.

Il riscatto della città, dopo anni di palese declino e ripiegamento su se stessa, non può che passare attraverso la realizzazione di un teatro in grado di ospitare eventi di dimensioni e qualità tali da poter attirare pubblico da fuori.

Pur con le oggettive e tante difficoltà ereditate, abbiamo oggi l’occasione di costruire nel concreto una nuova idea di sviluppo del nostro territorio che abbia nella cultura e nel suo “tempio” uno dei suoi principali vettori, una nuova possibilità di rilancio della città. Voglio credere che questa nostra amministrazione si stia impegnando su un progetto all’altezza di queste giuste aspettative. Se non ne saro’ convito, come sempre non mi farò alcun problema nell’evidenziarlo.
(di Michele Rossi)

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