Perugia, sul Garda la partita del secolo, Caserta: “Abbiamo un sogno da realizzare”

 
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Perugia, sul Garda la partita del secolo, Caserta: “Abbiamo un sogno da realizzare”

di Elio Clero Bertoldi
PERUGIA – “Abbiamo un sogno da realizzare”. Con queste parole Fabio Caserta chiude la sua conferenza stampa, aggiungendo che per raggiungere questo risultato lui ed i suoi giocatori avvertono sensazioni apparentemente contrastanti: entusiasmo (“di disputare una stagione in 90’”), tensione (“legata all’impegno importantissimo”), paura (“che é un fattore positivo, perché accentua l’attenzione”, spiega).

Lui stesso confessa che queste ultime notti ha dormito poco, sebbene di gare decisive ne abbia disputate molte, prima da giocatore, poi da allenatore.”Ma da allenatore é diverso – chiarisce – perché il giocatore si sfoga in campo, negli allenamenti ed in partita. Mentre l’allenatore viene turbato da tanti pensieri per la testa, da ipotesi da avanzare, da risposte da darsi… Sì, si dorme poche ore. Ma questo é il bello del calcio. L’adrenalina, la tensione, le preocupazioni. Sono tutte il corollario di questo mestiere.”

Non tutti siamo uguali. Ognuno risponde alle sollecitazioni esterne a modo suo. Il principe Luigi II di Borbone-Condé, noto come “Le grand Condé” – lo rivela Aleassando Manzoni nei Promessi sposi – “ dormì profondamente prima della giornata di Rocroi”, che vide i francesi (19 maggio 1643) sbaragliare gli spagnoli e imporre il predominio militare francese per un lungo periodo. Beato lui…

L’allenatore confida: “In questa settimana ho pensato solo al lavoro. Nel calcio già si spendono tante parole, che non sento il bisogno di aggiungerne io altre. La squadra si é allenata bene. Ed é consapevole che ci attende una partita difficile ed al tempo stesso storica. Kouan? Domenica lo avevo sostituito perché si era fatto male ad una caviglia. Ma, dopo tre giorni di riposo, é tornato nel gruppo e lo considero recuperato.”

Certo il tecnico melitese non si nasconde le insidie della gara. “La Feralpi – argomenta – é un complesso forte, che lotta per un obiettivo importante. Attacca e si lascia attaccare. É fisica, strutturata, affronta l’avversario a viso aperto. Non si arrende mai, come abbiamo visto al Curi dove ci avevano segnato e anche se poi noi avevamo rovesciato il risultato, loro si sono battuti fino all’ultimo. Sì, ci attendono 90’ ed oltre di grande sacrificio, perché vantano un undici di buone qualità nei singoli e nel collettivo. Per questo motivo dobbiamo subito indirizzarla bene non solo per mandare un segnale agli avversari, ma anche a noi stessi. É bello giocarsi una stagione in una giornata…”

Sulla formazione non si sbilancia come suo solito, ma lascia intuire che in campo schiererà un mix di esperienza e di gioventù. E lo motiva così: “In una partita del genere serve tutto: l’aspetto fisico e quello mentale. Ovviamente l’esperienza gioca un suo ruolo. Ma anche la gioventù se ne ritaglia un altro: il giovane pensa poco ed ha la mente più libera ed anche questa caratteristica risulta utile.”

Accenna al cammino della squadra nel torneo e dichiara: “Sono fiero ed orgoglioso dei miei ragazzi. Non siamo partiti bene ed abbiamo dovuto superare molte difficoltà e le scorie velenose della dolorosa retrocessione. Ma dopo Mantova abbiamo capito la categoria e abbiamo imboccato la strada di una crescita giornaliera costante. I bilanci li faremo dopo la partita. Mi auguro solo che vivremo una giornata … allegra”.

Già, gli imperatori romani dopo i grandi trionfi in guerra aggiungevano al loro nome l’attributo di “Felix” (felice). Caserta si chiama Fabio, nome di una gens romana irriducibile in battaglia e pertanto di buon auspicio. Ma non sarebbe male etichettarlo, dalla serata del 2 maggio, come “Felice”.

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