Perugia ritrova sorriso e grinta, Livorno battuto due a zero

Il Perugia a Piancastagnaio può puntare di nuovo ai tre punti

Debutto vincente di Tedesco al Curi, entusiasmo tra i tifosi

Di Gianluca Drusian

Al Renato Curi il Perugia torna a vincere spezzando l’incantesimo delle sconfitte e della negatività che si
portava dietro dall’inizio del campionato.

Doveva essere la serata di Giovanni Tedesco tornato a vestire i panni biancorossi nel suo nuovo ruolo di
allenatore ed è stata tale senza la minima ombra di dubbio.

Il due a zero sul Livorno con reti segnate da Kanoutè al 54’ e Montevago al 70’ è di sicuro figlio di un modo
di presentarsi convincente di Tedesco davanti ai suoi giocatori che ha colpito nel segno.
Non ce ne era bisogno che Tedesco dovesse fare colpo sui tifosi biancorossi perché a loro “il capitano” era
da sempre sinonimo di attaccamento alla maglia, solidità, grinta e voglia di raggiungere traguardi
importanti e loro, il pubblico di fede perugina, ha risposto con almeno seimila presenze sugli spalti del Curi
facendo così sentire il proprio calore ed affetto come non mai.

Il Giovanni Tedesco alla guida della compagine perugina ha, stando alla prestazione dei giocatori in campo,
evidentemente saputo toccare i tasti giusti e scuotere quei sentimenti e quell’orgoglio che fino a ieri sera
era rimasto soltanto chiuso dentro qualche armadietto dello spogliatoio e che finalmente, l’intera squadra,
è riuscita a ritirare fuori.

Chissà se la vittoria contro il Livorno possa segnare davvero un nuovo inizio così come auspicato dallo
stesso Tedesco in sede di conferenza stampa post partita.

Ma Tedesco non ha giocato anche se a vederlo agitarsi dentro la ristretta area a lui dedicata davanti alla panchina poteva sembrare che volesse in qualche maniera cercare di dare una mano in campo anche lui.

Tedesco seguiva le azioni, in particolare quelle che si giocavano dalla sua parte, con ardore ed un po’ con la
mano ed un po’ con la voce cercava in ogni maniera di creare attenzione e grinta ai suoi giocatori.
E’ stato bello vedere questo tipo di atteggiamento da un uomo che, seppur non tanto grande fisicamente,
così determinato sembrava un gigante dal viso gentile e buono che è riuscito immediatamente a
trasformare l’emozione del debutto in adrenalina positiva.

Ma Tedesco ci ha messo del suo anche da un punto di vista tecnico.
Il mister è riuscito infatti ad ottenere dai propri giocatori la massima collaborazione adottando un modulo
iniziale modificandolo poi già nel corso del primo tempo (lo spostamento di Manzari dietro le due punte
Montevago e Kanoutè quest’ultimo indirizzato al fianco della punta centrale è stato illuminante ed ha poi
portato anche alla prima rete dello stesso numero sette biancorosso).

Il mister ha comunque scelto i giocatori che ha ritenuto più idonei inizialmente ma ha poi concesso spazio anche ad altri nel corso della partita andando a valorizzare un po’ tutti ma, soprattutto, andando anche incontro alla squadra nei momenti di maggiore difficoltà come quelli che si stavano concretizzando nel corso della seconda metà del primo tempo.

Anche i giocatori, molto probabilmente, hanno ricevuto da questo Giovanni Tedesco quell’insegnamento e
quel messaggio di dover trovare una compattezza d’animo ed unità di intenti che si è materializzato
soprattutto nel corso della seconda frazione di gioco quando, dopo il vantaggio con Kanoutè, c’è stato da
soffrire e da tirare fuori quegli artigli che fino a lunedì sera non erano stati mai messi così in mostra.

Il Livorno che aveva disputato un ottimo primo tempo che poteva essere finito anche con gli ospiti in
vantaggio solo se si fossero concretizzate un paio di occasioni da rete importanti e se il direttore di gara
avesse loro concesso un calcio di rigore per atterramento su Dionisi prima decretato e poi annullato a
seguito di controllo var, andato in svantaggio, non ha saputo più creare situazioni pericolose perché ha
trovato davanti a sé un muro fatto di giocatori che evidentemente hanno voluto dimostrare di voler
conquistare i tre punti in palio.

Ma è stata la serata anche di Riccardo Gaucci nuovamente sulla panchina del Perugia e di nuovo a
calpestare il terreno del Curi.

La presenza del figlio dell’indimenticato papà presidente Luciano ha anch’essa avuto effetti benefici all’interno dell’ambiente e dello spogliatoio. Il suo ruolo di trade -union tra lo staff tecnico ed i giocatori è
servito anch’esso per alimentare un clima diverso, votato a diventare vincente così come lo erano le
ambizioni della famiglia Gaucci una volta messe le mani sulla società perugina.

Peccato l’espulsione che il direttore di gara ha inferto a Riccardo Gaucci sanzionato per una ritenuta
eccessiva e, probabilmente, ingiuriosa condotta nei propri confronti.
In tutta questa serata di grandi emozioni e del ritorno del sorriso in casa biancorossa, la squadra dovrà
ancora sudare tanto per riconquistare quanto ha perso sin dalla partenza.
Gli errori tecnici sono ancora molti da correggere. Come ad esempio la mancanza ancora della verticalità,
del troppo gioco in orizzontale senza essere per lo più produttivo e foriero di situazioni da rete ma,
soprattutto, sono ancora tanti gli errori che, a volte, i singoli riescono a commettere.
Nella serata contro il Livorno in particolare due errori plateali, uno di Bartolomei nel primo tempo ed uno di
Giunti nella ripresa potevano costare veramente caro.

Errori che, un po’ per sfortuna, hanno visto coinvolti forse i due migliori del Perugia con Bartolomei che si è
visto ergersi a “capitano” in campo con atteggiamenti di incitamento, di stimolo ma anche di rimprovero
rivolti nei confronti dei propri compagni quasi a voler dimostrare un ruolo nuovo che assolutamente
mancava alla squadra: quello di un leader in campo che è da sempre un elemento fondamentale per
l’essenza di un gruppo di calciatori che devono essere guidati in ogni situazione pericolosa di una partita.
Un’ultima annotazione va fatta ancora una volta per il pubblico presente al Curi.

Finalmente, la cornice biancorossa ieri sera è stata degnamente rappresentata dalla presenza di tanta
gente e brava, ad onor del merito, ha fatto la dirigenza a diminuire il prezzo del biglietto in particolare nei
confronti dei giovani che hanno risposto in maniera massiccia dando ancora più voce al tifo della curva
nord.

PROMOSSI: Tedesco (e chi altro)- Montevago (rete da cattivo bomber speriamo ritrovato, colpisce anche un
palo al 81’)- Kanoute (Mamadou se gioca più vicino alla porta può diventare più pericoloso)- Giunti (tanta
corsa ed anche grinta, è lodevole) ma anche tutti gli altri tranne forse uno.
BOCCIATI: Giraudo (forse l’unico sotto la sufficienza. Sbaglia troppo passaggi e crossa sempre dalla tre
quarti palloni che sono sempre per la testa dei difensori. Possibile che non si riesca a correggere?)

 

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