Perugia Calcio, Falzerano, “non mi faccio tanti film, lavoro per l’esordio”

 
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Perugia Calcio, Falzerano, "non mi faccio tanti film, lavoro per l'esordio"

da Carmine D’Argenio
Perugia Calcio, Falzerano, “non mi faccio tanti film, lavoro per l’esordio” L’ex Venezia Falzerano si presenta al pubblico perugino in Conferenza Stampa, come ormai d’abitudine a chi viene accolto in città, al Museo del Grifo. Sorride complice quando pensa all’accoglienza. «Perché ora che sono qui avrò a favore quelle sensazioni forti ricevute da avversario – le sue prime parole -. Quando si cambia, i propositi sono sempre alti. Credo nel progetto Perugia».

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Prosegue incalzato dalle domande, per confermare che cercherà di alzare sempre di più anche la sua personale asticella, che fa capire potrà esser ottimale in questa piazza: «Ho sempre giocato mezzala destra, dai tempi di D’Angelo che a Bassano mi sposto a fare appunto la mezzala, posizione che ho portato fino ad oggi. Con Zenga invece sono stato posizionato esterno alto. Ad oggi mi trovo benissimo sia a destra che a sinistra».

Per rendere pubblica la sua disponibilità ad esser impiegato dalla metà campo in su’ a 360 gradi. Ed a proposito di tattica: «Più che il nome Nesta ha pesato il gioco dell’allenatore stesso nella mia scelta. Perché proprio per le idee di gioco mostrate, ritengo il Perugia la squadra con il modulo più adatto a far esprimere al meglio le mie caratteristiche».

Inevitabile l’accenno, dunque, alla attuale provenienza: «Attraverso i social è arrivato che io mi sia lasciato male con il Venezia. In realtà porterò sempre con me il ricordo di due anni splendidi. Poi arriva il tempo dei cambiamenti. Ma non ho lasciato male la piazza Venezia. Anzi».

Guardando all’immediato futuro della gara con il Brescia: «E’ un esordio che ad oggi, 5 giorni dalla partita, non mi fa fare tanti film: cerco di lavorare bene dal punto di vista fisico e dei meccanismi del nuovo gruppo in cui mi troverò».

L’ultima è sulle pressioni, che non tutti han dimostrato di saper reggere nel capoluogo umbro: «Chi fa questo mestiere sa che ci sono alto e bassi e quando le cose non vanno bene, un giocatore deve esser bravo a non farsi condizionare».

Sui tifosi: «Quando il Perugia vinse col Gubbio 5 a 0 io non giocai, ma è vivo in me il ricordo di quella curva trasferitasi a Gubbio stesso, che surclassava tutto».

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