Bartoccini Fortinfissi Perugia: riduzione del pubblico al 35% è un colpo al nostro sport

Il presidente Bartoccini commenta il decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri del 29 dicembre

Il presidente Bartoccini commenta il decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri del 29 dicembre

Bartoccini Fortinfissi Perugia: riduzione del pubblico al 35% è un colpo al nostro sport

Il presidente Bartoccini commenta il decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri del 29 dicembre

Si riduce la capienza ed aumentano le difficoltà per le società pallavolistiche, dopo due anni passate tra gravi perdite e nuove sfide si trovano a dover fare i conti nuovamente con la pandemia. La diminuzione della capienza al 35% indicata nell’ultimo decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri del 29 dicembre 2021, lascia attonito tutto il movimento sportivo indoor e porta preoccupazione nella dirigenza dei club come la Bartoccini-Fortinfissi Perugia.

Da Ufficio Stampa Bartoccini Fortinfissi Perugia


In merito le perplessità del presidente Antonio Bartoccini. “Trovo immotivate queste ulteriori limitazioni, il nostro pubblico può accedere ai palazzetti solo se vaccinato e con mascherine FFP2, quindi nella massima sicurezza possibile. Questo provvedimento crea considerevoli danni alle società, specialmente degli sport che non godono di particolari introiti dallo sfruttamento dei diritti televisivi, andando ad impattare direttamente sugli incassi. Inoltre con grande stupore il credito d’imposta non è stato rifinanziato, dopo due anni molto difficili, in cui i proprietari hanno dovuto fare ulteriori sforzi economici per compensare il calo del pubblico e l’aumento dei costi legati ai protocolli resi necessari per la sicurezza di tutti, i club vengono danneggiati due volte. Ci aspettiamo un auto concreto dal Governo, nello specifico più concreto di quello promesso ma di fatto in molti casi non ancora onorato, come per il credito d’imposta della scorsa stagione, che ad oggi indica solamente un primo elenco degli aventi diritto, ma che all’orizzonte non mostra ancora qualcosa di concreto, per il prossimo anno poi come dicevo, non sembra più previsto nemmeno questo“. – Il rinvio della gara di Santo Stefano. – “Ho trovato questo rinvio immotivato vista la situazione, avremmo potuto disputare la gara in quanto  senza casi di positività in squadra, invece si è deciso di rimandare, questo potrebbe essere un errore vista l’alta instabilità della situazione e potrebbe complicare non poco un calendario che già di suo è molto denso per molti club, visto che ancora è difficile prevedere cosa succederà in futuro“.

Di seguito il comunicato integrale rilasciato in giornata da Lega Pallavolo Serie A Femminile
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Il Comitato 4.0, alla luce delle misure prese dal governo Draghi sulle misure di riduzione (i palazzetti al 35% e gli stadi al 50%) della capienza per gli spettatori, ribadisce la scelta che la salvaguardia della salute è il bene fondamentale nel nostro Paese. Da qui la scelta deve avere una conseguenza logica e coerente: andare verso l’obbligatorietà delle vaccinazioni. Sciocco e miope è chi afferma che sarebbe un diritto democratico garantire la non vaccinazione. Chi non si vaccina può farlo ma non può nuocere alla salute e alla libertà degli altri. Per gli atleti, in particolare gli atleti di alto profilo, non può essere consentita alcuna deroga.

La restrizione degli accessi ai palazzetti e agli stadi ha un riflesso negativo evidentissimo: i club che da due anni vivono una condizione di difficoltà finanziaria gravissima per gli effetti negativi causati dalla pandemia rischiano il tracollo perché da un lato vedranno ridursi gli incassi da botteghino – questa situazione sarà aggravata dal fatto che gli sponsor sottoscriveranno contratti in numero inferiore e con importi ridotti – e dall’altro i club vedranno aumentare le spese per le misure di salvaguardia della salute con i relativi aumentati controlli sanitari.

Dal che si evidenzia, oggi, l’assurdità del mancato rifinanziamento della misura del credito di imposta sulle sponsorizzazioni. Il governo, anche in previsione, delle misure restrittive negli accessi degli spettatori, avrebbe dovuto capire l’inderogabilità del rifinanziamento della misura.

Vi è da fare, a questo punto, una riflessione su questi due anni che abbiamo alle spalle e che solleviamo con forza al governo.

Pallavolo, basket, calcio nella pandemia e anche ora hanno seguitato a disputare partite assicurando ai propri tesserati il reddito e consentendo agli italiani momenti di svago. Mentre ciò avveniva con notevoli riflessi negativi sulle finanze dei club, finanze che vengono assicurate da imprenditori privati che lo fanno a costo di sacrifici elevatissimi, agli stessi club non solo non venivano riconosciuti i giusti ristori ma gli stessi sono stati penalizzati rispetto ad analoghe attività produttive che, durante la pandemia, hanno chiuso le loro attività. I club sportivi hanno pagato due volte, meno incassi, meno sponsor e, per assurdo, meno ristori perché proseguivano le attività.
Ora, basta! Siamo irritati ed arrabbiati.
Abbiamo necessità, ora e non domani, del rifinanziamento della misura relativa al credito di imposta, la diminuzione delle capienze nei palazzetti e negli stadi rende l’intervento urgentissimo ad horas; abbiamo necessità di una misura che assicuri ristori , lo diciamo senza remore perché il tracollo è vicino, a fondo perduto per evidente e  pesante contrazione dei ricavi e a ciò si sono sommati i costi dovuti al fatto che le attività sono state mantenute aperte; delle rateizzazione dei rimborsi fiscali e contributivi in modo che lo Stato recuperi quanto dovuto e i club possano farlo, se ciò non si verificasse i club rischiano il fallimento e lo Stato perderà quanto a lui dovuto e avrà meno posti di lavoro.

Infine, ma non di minore importanza, è l’assurda storia sui ristori per “i tamponi” e le spese sanitarie.
Ad oggi, nulla ancora è arrivato nelle casse dei club. Su questa vicenda va posto il termine fine, va avanti da mesi: si proceda mandando quanto dovuto ai club, subito! Chiediamo al Presidente Draghi che il governo ci riceva, insieme alle nostre rispettive Federazioni e alle altre discipline sportive. Lo preghiamo di prestare attenzione al lavoro solerte del sottosegretario allo Sport Valentina Vezzali.

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