Ascoli batte un Perugia senza ali, testa e piedi
di Gianluca Drusian
E’ finita come non doveva finire ovvero con i giocatori dell’Ascoli a festeggiare insieme ai mille tifosi del Picchio ed i giocatori del Grifo a dover guadagnare gli spogliatoi rifiutati dal saluto dei propri supporters. Come non essere d’accordo con il tifo biancorosso quando una squadra, quella del Perugia, ancora una volta scesa in campo senza una idea né di calcio né di come dover stare in campo ed ancora una volta con degli interpreti sempre diversi rispetto a quelli della settimana precedente, non riesce in tutta la partita che a creare non più di due occasioni vere da rete.
Per fortuna, poi, l’aiuto del var che, nelle due occasioni chiamate dalla squadra bianconera, ha privato di due possibili rigori la squadra allenata da Tomei dopo che il direttore di gara ne aveva già assegnato uno nel mentre dell’azione. Ma tutto ciò non è bastato perché, nel secondo tempo, ancora un fallo dentro l’area di rigore, al di là dei nomi dei responsabili che non conta o conta relativamente poco perché prima o dopo toccano diversi elementi biancorossi, ha determinato quella scelta decisiva che ha incanalato il risultato in favore avversario. Tutto però era iniziato con il piede sbagliato. In appena dieci minuti di gioco, infatti, l’Ascoli si era reso responsabile di almeno due palle da goal sventate, nella seconda occasione, da un prodigioso intervento di Gemello su Silipo.
Soltanto che era l’assetto iniziale scelto da Cangelosi che, ancora una volta non aveva dato i frutti sperati. A detta di molti, il mister sta brancolando un po’ nel buio quanto ad individuazione del modo di giocare di una squadra che anche oggi era nuova solo in 2 su 11 giocatori. Per cui, se era stato se non impossibile giocare con tre presunti attaccanti pochi mesi fa e lo stesso tecnico era stato costretto ad apportare continui accorgimenti, come è mai diventato possibile giocarci oggi? Sembrano soluzioni matematiche impossibili eppure sarebbe tanto semplice da capire ma poi ci sono le scelte del tecnico che, nella seconda frazione di gioco, capovolgendo quelle fatte all’inizio, fanno sembrare tutto ancora molto lontano dalla normalità.
Perugia sconfitto al Curi, analisi di Cangelosi dopo l’Ascoli
Ed i risultati, come logica conseguenza, continuano a latitare anzi le sconfitte continuano a sommarsi in maniera sempre più cospicua che le vittorie. Nel primo tempo, dopo l’avvio difficoltoso, due occasioni, una per Torrasi ed il palo di Giunti al 16’ avevano fatto pensare ad una entrata in campo tardiva del Perugia ma tutto è risultato un fuoco di paglia. Solo il Var, interpellato come detto per due volte dall’Ascoli aveva fatto sì che il risultato terminasse con lo 0 a 0. E’ sopraggiunta poi la ripresa nella quale, nonostante le sostituzioni e l’entrata in campo di gente sulla quale si era puntato dall’inizio ma poi relegata in panchina (vedi Joselito e Tumbarello) e la solita gente impalpabile da anni (vedi Matos) prima il rigore causato da Tumbarello con rete siglata da Gori e, quindi, il raddoppio di Pagliai ha visto il Perugia provare a fare la partita ma in maniera nervosa e senza costruire nulla di importante.
Tutto molto sconvolgente, tutto molto anzi troppo simile a quanto già successo nella scorsa stagione ed infatti, la posizione in classifica del Perugia, è tornata ad essere quella di qualche mese fa, zona play-out anche se siamo ancora alla quarta di campionato e ci sarebbe ancora tutto il tempo possibile per provare a fare altro. A partire dalla società che, tanto ha fatto come continuamente sta sostenendo a tutti i livelli meno, molto probabilmente, sul piano tecnico che, oggettivamente, classifica e prestazioni alla mano, stanno a lì a dimostrare che il Perugia non c’è.
Come non c’è Cangelosi il quale, nella dichiarazione di fine gara riportata da alcuni media nella quale affermerebbe di essere solito non entrare nello spogliatoio a fine gara perché ci sarebbe un ambiente sempre pieno di eccesso di adrenalina e, quindi, di conseguenza preferisce lasciare passare quelle ore necessarie per far sbollire ogni tensione può sorprendere perché stride con quanto affermato dallo stesso tecnico nella settimana precedente. Cangelosi, infatti, avendo affermato di essere un allenatore pacato che prepara la partita in settimana e, il giorno della gara, lascia che siano i giocatori a dover risolvere i problemi andando a mettere in pratica quanto “studiato” in settimana, se non si reca dentro lo spogliatoio neanche a fine gara ma, la domanda sorge spontanea, che ci va a fare la domenica allo stadio in panchina?
PROMOSSI: Gemello ed il Var!!
BOCCIATI: Cangelosi e tutti gli altri!!

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