Comunità, rioni e istituzioni uniti nel dolore e nel ricordo
Perugia si stringe con affetto sincero attorno alla mamma Loretta Bastianini e alla figlia Flavia, colpite dalla prematura scomparsa di Fabrizio Mosci, architetto perugino di 51 anni, morto il 18 dicembre dopo un malore durante un viaggio. Una notizia che ha attraversato in poche ore la città, generando un’ondata di messaggi sui social e nei canali istituzionali, dove amici, colleghi e semplici conoscenti hanno espresso dolore, vicinanza e gratitudine per l’eredità umana che lascia.
Chi lo ha conosciuto ricorda anzitutto il suo sorriso, capace di stemperare tensioni e di accompagnare con ironia le discussioni sulla vita cittadina. Una ironia mai graffiante, ma sempre cortese, che si intrecciava a una profonda passione civica e a una visione positiva della comunità, testimoniata dalla sua presenza costante nelle dinamiche politiche perugine e nelle realtà rionali.
Mosci era infatti considerato un protagonista gentile della scena politica locale, sempre attento ai temi amministrativi e alle vicende del territorio. Nel Magnifico Rione di Porta Eburnea, di cui era fiero Alfiere, la sua figura è stata per anni un punto di riferimento, tra iniziative, feste rionali e momenti di condivisione che hanno cementato legami e appartenenza. Anche Porta San Pietro e le altre realtà collegate al progetto Perugia 1416 ne ricordano oggi la disponibilità, la presenza discreta ma costante, la capacità di tessere relazioni.
Il dolore espresso in queste ore va oltre i confini dei rioni e arriva al mondo istituzionale. Fabrizio aveva infatti lavorato per il Comune di Perugia al servizio dei gruppi consiliari e dell’esecutivo, collaborando in particolare con l’allora assessore e oggi consigliere comunale Leonardo Varasano. Proprio in virtù di questo legame personale e professionale, la sindaca ha deciso che sarà Varasano a rappresentare l’intera amministrazione durante le esequie, indossando la fascia tricolore in segno di riconoscenza e rispetto.
La giornata dell’addio pubblico a Fabrizio ha visto la città fermarsi nel raccoglimento. Il corteo funebre è partito alle 9.30 dalla Casa Funeraria IFAS Passeri per raggiungere la chiesa di San Filippo Neri, in via dei Priori, dove alle 10 sono stati celebrati i funerali alla presenza di una folla gremita di amici, parenti, rionali e rappresentanti delle istituzioni. Al termine del rito, la salma è stata tumulata nel cimitero di Perugia, accompagnata da un silenzio carico di commozione e da un lungo applauso.
Molte le realtà cittadine che, in queste ore, hanno voluto manifestare pubblicamente la propria vicinanza alla famiglia. Dal coordinamento comunale di Fratelli d’Italia ai consiglieri e dirigenti del partito in città, fino ai rioni e all’Associazione Perugia 1416, il filo conduttore dei messaggi è la gratitudine per gli “scatti” di generosità e la passione civica di Mosci per la sua Perugia e per l’Umbria. Ogni ricordo restituisce l’immagine di un uomo che non ha mai fatto mancare una parola, un gesto o una presenza concreta quando c’era da sostenere un progetto o una persona in difficoltà.
Nel Magnifico Rione di Porta Eburnea il vuoto è particolarmente avvertito. Qui Fabrizio era un amico prima ancora che un Alfiere: partecipava alle attività con entusiasmo, contribuiva alla vita interna del rione, si spendeva nelle sfide cittadine con uno spirito di servizio che molti oggi definiscono esemplare. I rionali parlano di una perdita “inimmaginabile” e sottolineano come, nonostante il dolore, resti fortissima la gratitudine per il tempo trascorso insieme, tra momenti di lavoro e istanti di autentica convivialità.
Anche l’Associazione Perugia 1416 ha espresso un messaggio di cordoglio, ricordando Mosci come una presenza costante e preziosa, sempre vicina alle iniziative che hanno contribuito a ravvivare il legame tra la città e la sua storia. La presidente e l’intera associazione hanno rivolto un pensiero speciale alla famiglia, ai rionali e a quanti gli hanno voluto bene, sottolineando che il ricordo di Fabrizio continuerà a vivere nelle attività e nei progetti che lui stesso ha contribuito a rendere possibili.
Oggi Perugia appare più silenziosa, quasi sospesa nel tentativo di accettare una perdita così improvvisa. Ma nelle parole di chi lo piange emerge una convinzione condivisa: la vita e l’impegno di Fabrizio Mosci restano un dono per la comunità, una traccia indelebile di come la passione civica, la gentilezza e l’ironia possano trasformare le relazioni e rafforzare il tessuto sociale. Nel dolore, la città promette di custodirne la memoria, convinta che ogni gesto di attenzione e ogni sorriso in più saranno, d’ora in avanti, anche un modo per farlo vivere ancora.

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