Terni, ordinanza anti prostituzione: consigliere di parità della Provincia chiedono ritiro

Ordinanza anti prostituzione fa ancora discutere

Terni, ordinanza anti prostituzione: consigliere di parità della Provincia chiedono ritiro

Secondo le consigliere l’atto conterrebbe una serie di aspetti discriminatori nei confronti delle donne

L’ufficio di consigliera di Parità della Provincia di Terni, composto da Maria Teresa Di Lernia ed Ivana Bouché, ha diffuso un comunicato redatto congiuntamente con la consigliera nazionale e con quella della Regione Umbria nel quale prendono posizione sull’ordinanza del Comune di Terni firmata dal sindaco.

Da Ufficio Stampa Provincia di Terni


Il testo della lettera

Questo il testo del comunicato: “Esprimiamo profondo dissenso per l’ordinanza del sindaco di Terni Latini e dispiacere per l’ennesima violazione della parità di genere. Tale ordinanza, “finalizzata al superamento del degrado del territorio e la vivibilità dei luoghi con contrasto al fenomeno della prostituzione” vieta in alcune specifiche zone della città “di porre in essere comportamenti diretti in modo non equivoco consistenti nell’atteggiamento di richiamo, di invito, di saluto allusivo ovvero nel mantenere abbigliamento indecoroso o indecente in relazione al luogo ovvero nel mostrare nudità, ingenerando la convinzione di esercitare la prostituzione”.

Fatta salva la buona intenzione, evidenziamo una serie di aspetti discriminatori nei confronti delle donne. Primo fra tutti il non tener conto della drammaticità della condizione delle donne che si prostituiscono per strada, vittime spesso delle peggiori tratte, che andrebbero aiutate ad uscire dallo sfruttamento e dal degrado in cui sono costrette a vivere, in alcuni casi vera e propria schiavitù, e non essere perseguite con inutili multe.

Poi il riferimento ad abbigliamento indecoroso o indecente costituisce uno dei peggiori stereotipi di genere che di fatto colpevolizza una donna in base al proprio aspetto, sottraendole libertà e assolvendo l’uomo per i propri comportamenti veicolando falsi giudizi di merito. Così come ancora avviene nelle aule dei Tribunali, dove troppo spesso nelle cause di aggressione e stupro viene fatto continuo riferimento a come la donna si vesta, se abbia o meno avuto atteggiamenti “ammiccanti” ecc., si ribadisce che valutare l’onorabilità di una donna è intollerabile e discriminante rispetto alle donne stesse, dividendole in brave donne e cattive donne.

Infine il legare il decoro urbano ad abbigliamento delle prostitute e allo schiamazzo dei clienti è come dire che prostitute in abito elegante e clienti che lampeggiano in silenzio non risultino lesivi della rispettabilità di un quartiere e di una città. Nelle parole del sindaco leggiamo che qualsiasi ragazza o donna in minigonna o canottiera “può ingenerare in altri la convinzione di essere una prostituta” in quanto mostra nudità”.

La richiesta

“Riteniamo pertanto che l’ordinanza del sindaco di Terni sia lesiva della dignità di tutte le donne e ne chiediamo pertanto il ritiro. In veste di consigliere di Parità della Regione Umbria e della Provincia di Terni siamo dovute intervenire presso il sindaco del Comune di Terni per la rimozione dei contenuti discriminatori dell’ordinanza in questione e valuteremo le eventuali azioni successive al riguardo”.

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