Produzioni cinematografiche rilanciano Papigno a Terni

Produzioni cinematografiche rilanciano Papigno a Terni

Una società della Capitale punta sulla riqualificazione Terni

Il futuro degli ex stabilimenti elettrochimici di Papigno attraversa una fase cruciale dopo l’esito della gara pubblica. Nonostante il bando sia ufficialmente andato deserto, una proposta arrivata oltre i termini cronologici ha riacceso le speranze per il complesso situato nel territorio di Terni.

La nuova fase per il sito industriale

Una realtà imprenditoriale con sede a Roma ha manifestato il proprio interesse per l’area, spingendo Palazzo Spada ad avviare le procedure necessarie per una trattativa privata. La società capitolina ha già confermato formalmente la propria disponibilità a procedere, accettando le condizioni previste nell’avviso originario per la gestione dell’ampio sito umbro.

Commissione al lavoro per il progetto

Il Comune ha risposto prontamente nominando una commissione di esperti incaricata di esaminare la validità tecnica e finanziaria dell’offerta. L’organismo di valutazione, scrive Monica Di Lecce su Il Messaggero,  vede la presidenza di Grazia Marcucci, affiancata da Angelo Baroni e Sabrina Belli. L’obiettivo principale è analizzare nel dettaglio il piano di valorizzazione immobiliare presentato dalla società romana, che vanta un’esperienza di circa cinquant’anni nel settore del cinema. La struttura di Papigno, che si estende su una superficie di circa 150mila metri quadrati, attende un piano di recupero capace di coniugare la conservazione storica con la modernizzazione funzionale necessaria per ospitare nuovi set e attività produttive.

Investimenti e obiettivi della concessione

L’accordo prevede una concessione di lunga durata, stimata in trenta anni, con un canone annuo stabilito sulla base d’asta di 15mila euro. In cambio, il privato dovrà farsi carico della rifunzionalizzazione dell’intera area. Il progetto di Palazzo Spada mira a trasformare gli ex studios in un polo multidisciplinare. Oltre alle produzioni cinematografiche, il piano include spazi per la ricerca, la formazione professionale, l’innovazione tecnologica e attività ricettive di tipo turistico. Un’attenzione particolare è rivolta ai teatri di posa, che dovranno mantenere una destinazione prevalente per il cinema, pur aprendosi a eventi pubblici e percorsi formativi volti a incrementare l’occupazione locale.

Risorse pubbliche per la riqualificazione

Parallelamente all’iniziativa privata, l’amministrazione comunale continua a monitorare i canali di finanziamento statali. È ancora atteso l’esito della partecipazione a un bando della Presidenza del Consiglio dei Ministri dedicato alle aree industriali dismesse, che potrebbe portare nelle casse comunali circa 10 milioni di euro. Tali fondi risulterebbero determinanti per sostenere gli interventi strutturali più complessi, integrando l’investimento del soggetto privato che deciderà di scommettere sul rilancio culturale ed economico di questo storico comparto industriale nel cuore dell’Umbria.

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