Barbara Corvi, DNA analisi tracce biologiche cartoline scomparsa

Gip si riserva su archiviazione per scomparsa Barbara Corvi

Incidente probatorio a Terni su nuovi reperti per il caso Corvi

Barbara Corvi – Il tribunale di Terni ha impresso una svolta significativa nelle indagini sulla misteriosa sparizione di Barbara Corvi, la donna di 35 anni di cui si sono perse le tracce a Montecampano di Amelia nell’autunno del 2009. Il giudice per le indagini preliminari, Barbara Di Giovannantonio, ha infatti autorizzato un incidente probatorio fissato per il prossimo 10 giugno alle 10.

Accertamenti scientifici e nuovi profili genetici

Al centro dell’attività peritale si trova l’analisi del materiale genetico che potrebbe essere ancora presente sulle cartoline recapitate ai figli della vittima subito dopo la sua scomparsa. Sebbene tali missive recassero la firma della donna, perizie calligrafiche condotte in precedenza hanno già stabilito con certezza che non furono redatte da lei.

Strategia investigativa e tracce biologiche

L’operazione punta a estrarre eventuali profili biologici dai francobolli e dalla carta, utilizzando le moderne e più sensibili tecnologie di biologia forense. Il perito incaricato dal giudice dovrà confrontare le tracce rinvenute con il DNA di tre soggetti specifici. Oltre ai fratelli Roberto e Maurizio Lo Giudice, rispettivamente ex marito della donna e cognato, entrambi iscritti nel registro degli indagati per omicidio e occultamento di cadavere, gli esami riguarderanno anche un terzo uomo. Si tratta di un residente di Amelia che all’epoca dei fatti intratteneva una relazione con la scomparsa e che, pur non essendo attualmente indagato, è stato incluso nell’accertamento su richiesta dei legali della difesa.

Evoluzione delle tecniche forensi e dovere di verità

Il procuratore capo di Terni, Antonio Laronga, ha sottolineato come la decisione di procedere con questo atto irripetibile nasca dalla necessità di non lasciare alcun dubbio insoluto. Dopo un attento riesame di tutti i volumi che compongono il fascicolo, i magistrati Elena Neri e Marco Stramaglia hanno individuato nelle cartoline spedite da Firenze una potenziale fonte di prova non ancora sfruttata appieno. La biologia forense ha compiuto passi da gigante negli ultimi anni, permettendo oggi di individuare sequenze genetiche laddove un tempo era impossibile. L’obiettivo dichiarato è ricostruire ogni tassello di un mosaico probatorio complesso che ha profondamente scosso la comunità umbra.

Percorso giudiziario e precedenti archiviazioni

La riapertura delle indagini giunge dopo un iter processuale tortuoso. Nel 2021 l’inchiesta aveva portato a misure cautelari poi annullate dal Tribunale del Riesame e dalla Cassazione, fino alla successiva archiviazione del caso nel 2024. Tuttavia, la Procura di Terni ha deciso di tornare a scavare tra i reperti esistenti, convinta che i nuovi strumenti scientifici possano fornire risposte definitive. Questo nuovo capitolo investigativo si focalizza sulla ricerca di una verità oggettiva che possa finalmente fare luce su quanto accaduto il 27 ottobre 2009, rispettando al contempo le garanzie difensive di tutte le parti coinvolte nel procedimento.

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