Al via il progetto UP Urban Poetry: Bettona tra suono e identità

Ricerca, formazione e sperimentazione per la salvaguardia e la valorizzazione del paesaggio sonoro

di Antonella Valoroso
Bettona, uno dei Borghi più belli d’Italia, diventa da oggi il centro vivo di una sperimentazione in cui suono, linguaggio e immagine si intrecciano in maniera creativa grazie al progetto UP – Urban Poetry, vincitore del bando PRIN AFAM 2024. L’idea è quella di analizzare il territorio come spazio attivo di relazione e conoscenza per mettere a punto nuovi strumenti educativi e metodi applicativi per la salvaguardia e la valorizzazione del paesaggio sonoro.

L’iniziativa, promossa dal Conservatorio di Musica F. Morlacchidi Perugia insieme allAccademia di Belle Arti Pietro Vannucci, con il partenariato del Comune di Bettona e la consulenza dellUniversità degli Studi di Roma Tor Vergata, si sviluppa lungo un percorso annuale che unisce ricerca scientifica e didattica sperimentale. Dopo una prima fase di analisi del contesto culturale, sociale e paesaggistico, il progetto entra nel vivo attraverso attività che mirano a mettere in dialogo discipline diverse e approcci innovativi.

Il progetto si svilupperà nell’arco di dodici mesi attraverso la sperimentazione di una didattica innovativa pensata per ampliare le competenze rispetto alla formazione curricolare tradizionale. In questo percorso, un ruolo centrale sarà svolto dall’analisi del paesaggio sonoro, affiancata alla creazione di un archivio strutturato di dati, così come dalla progettazione dell’identità visiva del territorio, elaborata secondo un approccio di tipo etnografico. Parallelamente, verranno esplorate le possibilità di interazione tra suono, immagine e movimento all’interno di uno spazio definito “Camera Poetica”, mentre l’improvvisazione sarà utilizzata come strumento didattico per comprendere strutture musicali più ampie, sia in ambito vocale che strumentale, acustico ed elettronico. Le attività, avviate nelle ultime settimane, coinvolgeranno i Dipartimenti di Musica Elettronica e Jazz, insieme a quelli di Brand Design, Interaction Design e Progettazione degli spazi sonori del Conservatorio e dell’Accademia di Belle Arti. L’intero percorso culminerà in una serie di eventi pubblici pensati per restituire i risultati alla cittadinanza, coinvolgendo attivamente studenti, comunità locale e visitatori.

Il contributo dell’Università di Roma Tor Vergata ha permesso di leggere il centro storico di Bettona come un sistema complesso di relazioni tra spazio, suono e ambiente. L’individuazione di sequenze spaziali e luoghi caratterizzati da specifiche qualità sensoriali ha offerto una base concreta per la progettazione di installazioni, performance e itinerari esperienziali, che contribuiranno a costruire una visione unitaria in cui patrimonio, paesaggio e comunità dialogano tra loro. Allo stesso tempo, il lavoro scientifico ha definito indicatori utili a valutare l’impatto del progetto e la sua possibile replicabilità.

Proprio il rapporto con il territorio e con la comunità emerge come uno degli elementi centrali dell’intero percorso. Durante la presentazione del 7 maggio, il sindaco di Bettona Valerio Bazzoffia ha sottolineato come l’adesione al progetto rappresenti un tassello coerente con una strategia di valorizzazione già avviata: «Il Comune di Bettona -ha osservato- è estremamente lusingato di  ospitare questo progetto e di esserne parte fondante, perché tutto questo rientra nel piano di valorizzazione che da quattro anni stiamo portando avanti». Bozzoffia ha sottolineato inoltre come «la collaborazione con il Conservatorio e l’Accademia di Belle Arti è molto importante, sia in termini di visibilità sia in termini di attrattività turistica, e non è escluso che possa diventare anche occasione per lo sviluppo di percorsi formativi e future ricadute professionali».

Una prospettiva condivisa anche da Marco Lena, direttore del Conservatorio e responsabile scientifico del progetto, che ha ricordato come UP – Urban Poetry abbia ottenuto il massimo punteggio nel bando PRIN AFAM 2024, mettendo in evidenza l’importanza di un’iniziativa che «nasce dall’incontro tra Conservatorio di Musica “F. Morlacchi” di Perugia – come capofila – e Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia” e che nei mesi a venire porterà gli studenti a vivere direttamente il territorio attraverso attività di ricerca sperimentale». Lo stesso Lena ha anticipato che tra settembre e ottobre si terranno giornate di restituzione aperte alla cittadinanza, con un momento di condivisione pubblica dei risultati.

Il valore sistemico del progetto è stato messo in evidenza anche da Marco Tortoioli Ricci, docente e coordinatore del biennio magistrale in Brand Design dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, che ha posto l’accento «sull’importanza di pratiche di didattica sperimentale capaci di lavorare sull’identità e sulla promozione dei territori coinvolgendo le comunità residenti». Dalle sue parole è emerso con forza il significato di questo PRIN «come occasione per costruire un dialogo virtuoso fra istituzioni», capace di rafforzare il ruolo dell’alta formazione artistica in Italia.

Nel suo intervento, la prof.ssa Antonella Falzetti, docente di Composizione architettonica e urbana all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, ha poi messo in luce la qualità metodologica del progetto, definito «intelligente, sensibile e ben orientato» proprio per la sua capacità di tenere insieme dimensione artistica, attenzione ai luoghi e costruzione di un metodo. Il passaggio più significativo della sua riflessione riguarda il modo in cui UP interpreta il territorio perché: «Urban Poetry assume il luogo non come sfondo, ma come campo vivo di relazione», dando forma a una «triade operativa tiene insieme ricerca, formazione e sperimentazione trasformandole in un sistema integrato di conoscenza, progetto e verifica”.

In questa prospettiva, UP – Urban Poetry si configura dunque come un’esperienza che supera la dimensione accademica per diventare pratica condivisa. Il progetto lascerà in eredità alla comunità non solo eventi e momenti di restituzione, ma anche strumenti concreti: un archivio del paesaggio sonoro, uno studio sull’identità visiva e un insieme di conoscenze che potranno essere utilizzate per future strategie di valorizzazione. Bettona si trasforma così in un caso emblematico, in cui il dialogo tra passato e contemporaneità potrà generare nuove forme di narrazione e di appartenenza. Non più semplice oggetto di studio, ma soggetto attivo di un processo creativo che restituisce al territorio una nuova consapevolezza del proprio valore culturale e sensoriale.

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