Saschia Soli e lockdown al femminile, donna con qualche chance in più

 
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Saschia Soli e lockdown al femminile, donna con qualche chance in più
Saschia Soli

Saschia Soli e lockdown al femminile, donna con qualche chance in più

La rubrica dell'avvocato Saschia Soli, consigli al tempo del Covid-19di Saschia Soli*
Sfogliando Facebook mi sono soffermata sul post di un mio contatto, che riprende un argomento che ho postato qualche giorno fa e che mi invita a esprimere un pensiero.
Durante il covidFaccialibro” mi ha proposto sempre meno selfie di donne, fenomeno dovuto al fatto che l’emergenza sanitaria rende tutti più sterili di allegria, e anche perché, ormai, è invalso il canone della bellezza “assoluta”, intendo per questa non quella oggettiva ma la bellezza che diventa tale perché uno stuolo di contatti ti osanna anche se non sei un granché.

Le più impavide si sono postate con mille filtri

Difettando botulino, tinture per i capelli, estetista, il mondo femminile si è chiuso in cucina dietro al lievito di birra, le più impavide si sono postate con mille filtri per far vedere, forse, che l’isolamento le ha anche ringiovanite e stimolare i virtuosi del web a continuare imperterriti nei loro melensi commenti.

Il mondo femminile

Mi chiedo: ma è questo il mondo di cui sono effettivamente portatrici le donne? Secondo me, e lo ho capito molto meglio in questi 2 mesi, il mondo femminile, proponendo sempre una immagine patinata della donna, sta segnando un clamoroso autogol al genere, già in partenza escluso nel mondo moderno perché reputato meno forte, avere un figlio oggi è una colpa (alla donna madre vengono riconosciuti limitati diritti, anche di carriera), pensiero che, addirittura, porta alcuni benpensanti a ritenere che la donna dovrebbe essere relegata a casa a fare la fattrice e la colf.

Covid ci ha insegnato che la donna è forte

Il Covid ci ha insegnato che la donna è forte, è meno colpita anche da questo virus, forse perché ha un corpo destinato a portare grandi pesi, pensiamo al periodo della gravidanza, forse perché ha un patrimonio genetico che rende la donna forte per se stessa e anche per i suoi figli, se li ha.


Ma il Covid ci insegna anche che dalla crisi la donna uscirà con qualche chance solo se saprà mostrarsi per quello che è, e non per quello che la collettività si aspetta che sia.
Trovo le parole di questa giornalista – Giovanna Botteri ndr – illuminanti, per superare il body shaming e per dire alla donna di mostrare anche, e oggi più che mai, il cervello:

Giovanna Botteri

«Lavoro come una dannata, corro, non ho tempo né voglia di pensare all’abito, ho comprato uno stock di maglie di diversi colori, le lavo e le rimetto. Tranquilli perché le cambio ogni giorno. Mi lavo i capelli, non mi interessa perdere tempo a farmi la messa in piega o a truccarmi, sono una donna normale. Faccio giornalismo, non spettacolo».
Non limitiamoci a fare spettacolo, per quello basta la D’Urso.


Il servizio di Striscia la notizia

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  • Saschia Soli è avvocato

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