Progetto “Sostegno Donna” per restituire forza e dignità alle donne umbre

Progetto “Sostegno Donna” per restituire forza e dignità alle donne

Iniziativa della Fondazione Umbria contro usura e fragilità economiche

Un’iniziativa pensata per rafforzare l’autonomia femminile e tutelare la dignità di chi vive situazioni economiche difficili. È l’obiettivo del progetto “Sostegno Donna”, presentato a Palazzo Donini a Perugia dalla Fondazione Umbria per la prevenzione dell’usura Ets, con il sostegno della Consulta delle Fondazioni delle Casse di Risparmio dell’Umbria. L’annuncio, riportato dalla stessa Fondazione, si inserisce nel percorso trentennale di lotta contro l’indebitamento e l’esclusione sociale che l’ente porta avanti sul territorio.

L’iniziativa, del valore complessivo di 120.000 euro, è destinata a donne con Isee non superiore a 20.000 euro e residenza in Umbria da almeno cinque anni, italiane o straniere in regola con il permesso di soggiorno. Oltre a un aiuto economico, il progetto intende offrire un accompagnamento educazionale che permetta di trasformare la fragilità in opportunità di rinascita, come ricordato dal presidente della Fondazione, Fausto Cardella. Egli ha sottolineato la natura etica e partecipativa del programma: i fondi vengono restituiti in rate senza interessi come parte di un percorso di responsabilità condivisa. “Assistenza, non assistenzialismo” è la formula che guida l’impegno dell’ente, sostenuto nel tempo anche da centinaia di beneficiari che hanno scelto di restituire quanto ricevuto, alimentando un circolo virtuoso di solidarietà.

La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha rimarcato l’impatto strategico del progetto nell’ambito delle politiche sociali regionali, evidenziando il legame tra contrasto all’usura, parità di genere e crescita comunitaria. La Regione – ha spiegato – continuerà a lavorare con la Fondazione per garantire che i sostegni economici si traducano in servizi concreti e diritti esigibili, sfruttando fondi europei destinati alla conciliazione vita-lavoro. Un approccio, ha specificato, che intende rafforzare l’idea di un’Umbria capace di porre “la persona al centro” e di rendere la solidarietà una leva di sviluppo.

Accanto alle istituzioni pubbliche, anche il mondo bancario si conferma partner attivo della rete sociale. La presidente della Consulta delle Fondazioni delle Casse di RisparmioMonica Sassi, ha definito “Sostegno Donna” un gesto collettivo di giustizia sociale e di promozione culturale. “Ci sono battaglie che appartengono prima al cuore che alle agende istituzionali”, ha commentato, ricordando che la cooperazione tra fondazioni, enti locali e cittadini rende possibile la costruzione di comunità più coese e responsabili.

Il nuovo piano si inserisce nel solco dei precedenti interventi promossi dalla Fondazione – “Caro-bollette”, “Caro-vita” e “Piano casa” – ampliando la prospettiva di aiuto verso le donne, oggi tra i soggetti più esposti alla precarietà ma anche protagoniste nell’equilibrio familiare e sociale. Si tratta di un sostegno concreto per coprire spese essenziali come utenze domestiche, affitti, cure mediche e costi educativi, da restituire in massimo trentasei mesi, con un differimento iniziale di sei mesi.

Nel comunicato ufficiale diffuso dalla Fondazione Umbria per la prevenzione dell’usura, l’avvio operativo del progetto è previsto nei prossimi giorni, con tutte le informazioni accessibili attraverso i canali istituzionali dell’ente. “Sostegno Donna” rappresenta così un tassello significativo nel mosaico delle politiche sociali umbre, riaffermando il principio che la dignità economica è il primo passo verso la libertà personale.

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