Pd, caso Joan, c’è sentenza Tribunale civile, ma il sindaco fa come gli pare

Pd, caso Joan, c'è sentenza Tribunale civile, ma il sindaco fa come gli pare

da Partito democratico di Perugia
Pd, caso Joan, c’è sentenza Tribunale civile, ma il sindaco fa come gli pare
Il caso del piccolo Joan, bimbo nato ormai più di un anno fa in Spagna da due madri italiane, suo malgrado noto alle cronache locali e nazionali per la mancata trascrizione del suo atto di nascita nel registro del Comune di Perugia, unico caso in Italia e in Europa, nonostante una sentenza del Tribunale Civile che ha ordinato al sindaco Romizi di procedere alla immediata e integrale trascrizione dell’atto, ha registrato oggi la più brutta pagina in tema di diritti mai scritta al Comune di Perugia, che vede non riconosciuti i diritti di un bambino e dei suoi genitori, incolpevoli vittime del governo di una città i cui rappresentanti non sono all’altezza della storia che essa rappresenta.

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Il sindaco Romizi, nella seduta odierna di question time, era infatti chiamato a rispondere, comunque con ben più di un anno di ritardo, ad una interrogazione presentata dal Partito Democratico che, dopo aver combattuto per il riconoscimento del diritto di cittadinanza del bambino, della bigenitorialità, della trascrizione del suo atto di nascita, si riproponeva di incalzare il Sindaco sull’applicazione della sentenza del Tribunale Civile di Perugia, per una trascrizione dell’atto integrale che potesse porre fine a questa già vergognosa vicenda, in cui un Sindaco si rifiuta di riconoscere l’esistenza e i diritti di un bambino.

Questo non è accaduto. Ancora una volta. L’ennesima.

Sindaco Romizi trincerato

Il sindaco Romizi, trincerato nel suo ufficio, come in una roccaforte nel deserto, dapprima ha collezionato una scusa dietro l’altra tra l’imbarazzo generale di tutto il Consiglio Comunale e lo sconcerto dei presenti, per poi annunciare un totale rifiuto a causa della presenza, nell’aula del consiglio, di un corposo numero di cittadini a cui non avrebbe potuto dire la verità senza perdere la sua ormai proverbiale “faccia da bravo ragazzo”.

La verità che si è provato a nascondere

La verità che si è provato a nascondere, ma che alla fine Romizi è stato costretto a raccontare in aula, dopo due ore di attese, scuse e giustificazioni in cui cittadini e consiglieri hanno occupato la sua segreteria attendendo che uscisse dalla sua stanza, è che il Comune di Perugia, NELLA PERSONA DEL SINDACO QUALE UFFICIALE DI STATO CIVILE è ricorso in appello, impugnandola, contro la sentenza che lo obbliga alla trascrizione integrale dell’atto di nascita del piccolo Joan. Ricorso che il Sindaco ha perfino sostenuto di  non aver mai firmato.

una città e i suoi cittadini ancora una volta trascinati

Ricorrente in appello a sua insaputa e a nostro discapito: una città e i suoi cittadini ancora una volta trascinati con noncuranza in un vortice di polemiche, di diritti negati, di poca umanità, di doppiezza politica e di un retropensiero, neppure troppo malcelato, per cui per il Sindaco di Perugia non tutte le famiglie e non tutti i bambini hanno apri dignità.

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