Dallo sballo al primato della vita, Comunità incontro su casi overdose

Dallo sballo al primato della vita, Comunità incontro su casi overdose
Foto di repertorio

Dallo sballo al primato della vita, Comunità incontro su casi overdose

Ancora una tremula fiammella, nella calura di una serata ferragostana, ha rischiato di spegnersi. Di soli sedici anni a Pisa e un quarantenne a Perugia. Vite negate, violate. Sempre più giovani, in età adolescenziale. Stando ai dati in possesso della Comunità Incontro Onlus – si registra un significativo aumento dei minori, in fascia giovanile e scolastica, nell’uso di sostanze di ogni tipo con comportamenti orientati al policonsumo: cannabinoidi, cocaina, allucinogeni ma anche bevande alcoliche e psicofarmaci, di certo non per fini terapeutici. Lo scenario è complesso, frammentato e non riconducibile a variabili fisse.

Mai come in questo momento occorre recuperare una semantica nuova che sappia guardare con senso di responsabilità e amorevole cura alle tante ferite invisibili; restituendo al tema delle dipendenze tout court e del disagio giovanile sempre più precoce, una dimensione pubblica seria e orientata ad azioni di prevenzione e di cura delle relazioni per impedire comportamenti di rimozione ed emarginazione. Come più volte ha ribadito Giampaolo Nicolasi, responsabile della Comunità Incontro –

“le sostanze per molti ragazzi rimandano a un bisogno di legami sicuri, di appartenenza. Occorre comprendere il lato oscuro che segna ogni esperienza di “sballo”.

Comunità Incontro

Quello che sfugge di solito è il fatto che nella stragrande maggioranza dei casi, i ragazzi non escono di casa con il preciso scopo di sballarsi, ma ne finiscono sedotti per tutta una serie di fattori. E allora diventa centrale affermare il primato della cura delle relazioni in una società che sembra averne scelto la rimozione.

E la storia della Comunità Incontro altro non è che il tentativo di affermare la cultura della vita, attraverso un farsi compagnia attento ad ogni bisogno, capace di risanare ferite aperte dell’infanzia, conflitti non risolti, piccoli o grandi dolori dell’esistenza, dove è possibile sperimentare il ben –essere, il sentirsi degni di amore.

Vite spezzate restituite ad un progetto di vita nuova, di risurrezione. Una missione di libertà che non smette di riaffermare, con azioni educative e progetti, la centralità dell’individuo. La Comunità Incontro è la testimonianza più credibile della rinascita del terzo giorno. Di un’adesione ad un progetto di liberazione, di speranza contro ogni speranza. L’auspicio è che le Istituzioni tornino a programmare con lungimiranza e non si attardino in capziosi distinguo rispetto alla querelle droghe pesanti e leggere. Per noi non c’è alcuna differenza. I tempi si sono fatti brevi”.

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Ricordando Don Pierino Gelmini, nel suo quinto anniversario di morte, così diceva:
Ci sono dei fiori che crescono negli abissi marini e che nessuno coglie, nessuno vede, ma sono fiori, sono i miei figli dell’amore che erano caduti negli abissi della vita e tutti disprezzavano. Un giorno ho scoperto che erano fiori”.
Già, fiori che ritornano a fiorire nella loro bellezza!

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