Rapporto GeOverdose, Umbria più alto tasso di morte per overdose di droga

Trovato morto in casa a Città della Pieve, probabile overdose, indagini

Rapporto GeOverdose, Umbria più alto tasso di morte per overdose di droga. L’Umbria col 18,1 per cento è la regione con il tasso di mortalità per droga più elevato; seguono la Valle d’Aosta, la Liguria, le Marche e la Sardegna. La Liguria e la Sardegna, in particolare, mostrano un notevole incremento rispetto al passato e pertanto sono da considerare emergenti. Notevolmente migliorata rispetto al 2017 la situazione in Toscana.

Dal gennaio 2018 sono stati 56 i morti per droga, un numero decisamente alto. Soprattutto se si tiene conto del fatto che l’Umbria, insieme alle Marche e alla Sardegna, presenta un indice standardizzato di mortalità più di 4 volte superiore alla media nazionale. In sostanza, rispetto all’analogo periodo del 2017, nel primo trimestre 2018 si assiste ad uno spostamento dei focolai di mortalità verso il nordovest del Paese e la Sardegna (dove la situazione appare particolarmente critica nella parte meridionale dell’isola ed in particolare nella provincia di Cagliari) e ad una conferma della cronicizzazione della situazione nelle Marche e nell’Umbria.

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L’età media dei soggetti deceduti nei primi mesi del 2018 è di 26,8 anni. Dei 56 soggetti deceduti dati per certi, 48 (85,7%) sono maschi ed 8 (14,3) femmine.  Il 12,5% è di nazionalità straniera.  L’assunzione di droghe da soli ed in luogo chiuso si conferma come uno dei maggiori fattori di rischio per l’evoluzione in senso letale: il 70% dei deceduti, infatti, erano da soli al momento dell’assunzione di droghe. Per quanto riguarda le sostanze, nel 69,5% dei casi è stata l’eroina a essere fatale, nel 8,5 % dei casi la cocaina mentre il restante 22% si divide tra cocktail di droghe e alcol, metadone non prescritto, cocktail di farmaci e alcol e sostanze non determinate.

Sulla questione è intervenuto anche

Luca Simonetti del M5S di Terni: Adesso vi dico un segreto. Quella di Terni è una delle città dove nei primi sei mesi del 2018 ci sono stati più morti riconducibili all’uso di sostanze stupefacenti. A Terni i giovani usano il 50% in più di cocaina rispetto alla media nazionale. Ovviamente chi compra regolarmente cocaina non si sente un tossicodipendente “perché mica si fa le pere”. Terni secondo fonti autorevoli è in mano ai Casalesi, ma nel dibattito politico questo nome non esce mai perché è molto più comodo prendersela solo con Mustafa. A Terni oltre alla repressione e alla comunità terapeutica non esistono più politiche sulle dipendenze, nè sulla prevenzione primaria nè sulla riduzione del danno. A Terni se hai un problema di dipendenze e non hai gli strumenti sociali e cognitivi adeguati per affrontare la vita sei abbandonato dalle istituzioni con la tua dose di metadone quotidiana, nonostante il grande lavoro di chi opera nel sert sempre con meno strumenti e grande coraggio. A Terni le chiacchiere e le ideologie che non consentono di affrontare questo tema in modo laico e scientifico uccidono in tanti modi diversi.

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