No vax le ragioni degli antivaccinisti, opinioni discordanti

No vax le ragioni degli antivaccinisti, opinioni discordanti
tgcom 24

No vax le ragioni degli antivaccinisti, opinioni discordanti

Il termine antivaccinismo indica la posizione di coloro che sono contrari alla somministrazione dei vaccini, assumendo in tal modo una posizione contraria all’indirizzo consolidato nella comunità scientifica che invece ne sottolinea l’assoluta efficacia e sicurezza.

Sin dagli albori delle manifestazioni antivacciniste, i propugnatori di queste idee si mostrano poco ricettivi ai dati scientifici ed empirici[5]. Se nel remoto passato il timore nasceva da una componente ideologica quale la derivazione animale del farmaco, in tempi più recenti alcuni studi mostrano che i motivi degli oppositori odierni sono analoghi ai motivi degli oppositori di cinquant’anni fa, ovvero che si tratti di un pratica dannosa per la salute, che siano nascoste le reazioni avverse e che tale pratica sia disposta solo per fare arricchire le aziende produttrici di vaccini[5][10]. Tale contesto è stato da alcuni attribuito ad una sorta di disadattamento alla modernità[5], ovvero alla difficoltà di alcuni individui a calcolare rischi e benefici di una cosa, data l’enorme mole di informazioni attualmente disponibili.

Tra le cause dell’antivaccinismo vi sono anche: motivazioni religiose, l’errata convinzione, da parte di alcuni individui, dell’avvenuta scomparsa delle malattie, che renderebbe inutile la vaccinazione o la mancanza di consapevolezza riguardo alla pericolosità delle malattie oggetto di prevenzione tramite vaccini.

Molte tesi sostenute dagli antivaccinisti si basano anche su teorie del complotto o si alimentano con la circolazione di fake news e bufale.

Principali critiche da parte del movimento antivaccinista

Nel tempo vi sono state diverse campagne volte a mettere in dubbio l’efficacia o la sicurezza dei vaccini. Ad esempio, i vaccini o i loro eccipienti sono stati accusati di essere possibili cause di autismoADHDSIDS, sindromi autoimmuni e altri tipi di patologie.

Tuttavia, vari studi nel corso degli anni hanno smentito queste supposizioni.

Tra le osservazioni del movimento antivaccinista vi è quella che i vaccini costituiscano un’importante fonte di reddito per le case farmaceutiche (spesso chiamate con il nomignolo a riferimento lobbistico di Big Pharma) e che pertanto l’istituzione di un importante piano vaccinale con svariate vaccinazioni obbligatorie non farebbe altro che aumentarne i profitti a spese del sistema sanitario.

Tuttavia va evidenziato come, ad esempio in Italia, nel 2015 il Sistema Sanitario Nazionale abbia speso per l’acquisto dei vaccini “solo” 317,9 milioni di euro (l’1,4% delle spese totali sostenute per l’intero comparto farmaci), a fronte dei due miliardi e 126 milioni per gli antipertensivi e farmaci per lo scompenso cardiaco (il 9,4% del totale), un miliardo e 23 milioni per la categoria antiacidi (4,6% del totale) e un miliardo e 8 milioni per farmaci ipolipemizzanti (4,6% del totale).

Rapporto costi-benefici

Comunque, tenendo unicamente presente il rapporto costi-benefici (sul piano economico) relativo alle vaccinazioni, esso è dalle 10 alle 100 volte più economico rispetto ai costi medici per il ricovero, le terapie e le cure nei confronti della suddetta malattia.

Si può peraltro ragionevolmente affermare che il costo delle cure per l’infezione in corso e quelle croniche in caso di invalidità permanente post-infettiva siano sensibilmente maggiori (e quindi maggiori anche i conseguenti guadagni per le case farmaceutiche) rispetto al costo di una dose di vaccino.

Cosa contestano i no-vax?

Uno dei principali punti avanzati dalla comunità antivaccinista sostiene che i vaccini, al contrario di quanto affermato dalla maggior parte della comunità scientifica, non avrebbero un profilo di sicurezza sufficiente o adeguato.

Molteplici studi hanno tuttavia escluso o fortemente limitato queste affermazioni (Fonte Wikipedia).

Va inoltre considerato che la ridottissima probabilità di sviluppare reazioni avverse potenzialmente ricollegabili ai vaccini non va a inficiare la validità e importanza della vaccinazione, come affermato anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Volendo fare un esempio, si stima che in seguito a infezione da morbillo la probabilità di sviluppare complicanze gravi e potenzialmente letali (come l’encefalite) sia del 5%, mentre la probabilità di effetti avversi dopo l’inoculazione del vaccino anti-morbillo è di circa lo 0.0001-0.0002%.

La percentuale di decessi in caso di infezione da difterite e tetano è rispettivamente del 5% e 20%, mentre le probabilità di sviluppare reazioni avverse importanti dopo vaccinazione contro queste due malattie è sull’ordine dello 0.0005-0.007%.

Diversi antivaccinisti ritengono che il numero di vaccini per un infante sia eccessivo a causa di quella che ritengono una immaturità del sistema immunitario del piccolo. Tali timori tuttavia sono infondati poiché il numero di antigeni che un neonato può affrontare e normalmente affronta è nettamente superiore al numero di antigeni iniettati con i vaccini, in particolar modo quelli odierni.

Molti antivaccinisti reputano inoltre inutile vaccinare bambini di pochi mesi per malattie a cui (a loro dire) difficilmente possono essere esposti data la loro età, come tetano ed epatite B.

Nondimeno va considerato che, ad esempio, il virus dell’epatite B può essere trasmesso oltre che per via parenterale anche tramite le secrezioni mucose, lo sperma e la saliva, e che il virus è in grado di sopravvivere al di fuori del corpo per almeno 7 giorni. Pertanto, non si può escludere a priori che un bambino venga in contatto col virus (ad esempio toccando un fazzoletto contaminato usato da un soggetto infetto).

Un movimento, tanti movimenti. Quella dei “no vax” è una galassia eterogenea. Dai comitati “storici” contro le vaccinazioni obbligatorie, come il Comilva, a quelli nati solo di recente, come il Cliva, a opporsi all’obbligo dei vaccini è un mondo variegato, che conta tra le sue fila anche diversi medici, alcuni dei quali radiati. Tra questi movimenti ce ne sono anche alcuni che hanno una solida base d’appoggio nei social network, dove la diffusione delle notizie, anche di quelle false, è agevolata e dove trovano libero sfogo gli haters, come nel caso del giocatore di pallavolo Ivan Zaytsev, preso di mira per avere pubblicato sul proprio profilo Facebook una foto con la figlia appena vaccinata.

I movimenti no vax e i medici radiati

Il principale movimento italiano contro le vaccinazioni obbligatorie è il Comilva (Coordinamento del Movimento italiano per la libertà dalle vaccinazioni), nato nel 1993, a Brescia, ma che ora ha sede a Rimini. Sono vicini al comitato molti dei medici apertamente no vax, compresi quelli recentemente radiati dall’ordine. Tra i casi più noti c’è quello di Dario Miedico, che l’Ordine dei medici di Milano ha radiato nel maggio 2017. Il dottore era tra i firmatari di una lettera che alcuni esperti avevano inviato nell’ottobre 2015 a Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di Sanità, per rispondere in merito alle sue “prese di posizione pubbliche sul tema delle vaccinazioni pediatriche”. Primo firmatario della lettera era Roberto Gava, cardiologo poi radiato dall’Ordine dei Medici di Treviso per le sue posizioni sui vaccini. Comilva ha organizzato nell’ottobre 2016 la “prima Giornata nazionale per la libertà di scelta”, con lo slogan “No all’obbligo vaccinale, sì alla libertà di scelta”. Tra gli interventi, quelli di Dario Miedico, ma soprattutto quello dell’ex medico Andrew Wakefield, autore della “madre di tutte le bufale” sul presunto legame tra vaccini e autismo, da subito smentito dalla scienza.

“Per la libertà di scelta”: i free vax

Al Comilva si aggiungono diverse associazioni di persone che affermano di aver subito danni da vaccino, come il Condav (Coordinamento nazionale danneggiati da vaccino), nato nel 2001. Le leggi sull’obbligo, prima quelle regionali e poi il decreto Lorenzin del 2017, hanno fatto sorgere altri gruppi e microgruppi, soprattutto di genitori, che non si definiscono “no vax” ma “free vax”, cioè contrari solo all’obbligo, che sarebbe “un regalo ai big pharma”, ovvero ai colossi farmaceutici. Questi gruppi affermano dunque di non essere contrari ai vaccini, ma di essere per la libertà di scelta per la vaccinazione dei propri figli. Chiedono, in sostanza, maggiore informazione e di togliere il punto sull’obbligatorietà. Le sigle vanno da Cliva (Comitato per la libertà di scelta vaccinale), nato nel gennaio 2017, a Lov (Liberi da obbligo vaccinale), costituito nel 2016, a Vaccipiano (2017).

“Impfgegner”, in Alto Adige la roccaforte no vax d’Italia

In Italia resiste storicamente una piccola roccaforte anti-vaccini: è l’Alto Adige, che secondo l’ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin rappresenta “un grosso problema”per la “grandissima diffidenza nei confronti delle vaccinazioni”. Nella Provincia autonoma di Bolzano, la percentuale di bambini vaccinati è di gran lunga la più bassa d’Italia, secondo i dati del ministero della Salute. La provincia autonoma di Bolzano è all’ultimo posto per copertura vaccinale contro malattie come morbillo, poliomelite, l’epatite-B e tetano. Gli “impfgegner”, come si chiamano i no vax in tedesco, da sempre sono molto attivi. Il movimento è arrivato in Alto Adige negli anni ’80 dal mondo di lingua tedesca con l’onda ecologista. Nel giugno 2017, dopo l’approvazione del decreto Lorenzin sui vaccini obbligatori, alcuni genitori altoatesini hanno detto di voler “chiedere asilo” all’Austria perché non volevano far vaccinare i loro figli. Nel febbraio 2018, sono state depositate in consiglio provinciale a Bolzano 15.114 firme di un’iniziativa popolare per la libera scelta sui vaccini. Il disegno di legge presentato prevede un colloquio obbligatorio dei genitori con l’Asl al posto dell’obbligo vaccinale.

Le perplessità del Codacons sull’obbligo vaccinale

Anche il Codacons, l’associazione nazionale dei consumatori, ha espresso diverse volte perplessità sui vaccini ed è sceso in campo direttamente. Nel settembre 2017 il Tar del Lazio ha respinto un’istanza avanzata dal Codacons sull’adempimento agli obblighi vaccinali come requisito di accesso ad asili nido e scuole materne, contenuti nel decreto Lorenzin. Il Codacons ha poi pubblicato sul proprio sito una lista dei senatori che hanno votato la legge, definita un “decreto che danneggia la collettività ed appare ad esclusivo vantaggio delle case farmaceutiche”. L’associazione ha anche promosso le proiezioni del film “Vaxxed” di Andrew Wakefield, il medico radiato a cui si deve la bufala del legame con l’autismo. Recentemente, il Codacons ha offerto “pieno appoggio al ministro dell’Interno Matteo Salvini” che aveva definito i dieci vaccini obbligatori per legge “inutili e talvolta dannosi” e aveva garantito l’impegno del governo di “permettere che tutti i bimbi possano andare a scuola”. (SkY tg 24) Matteo Furcas

ino all’estate 2017, le vaccinazioni obbligatorie in Italia erano quattro– antidifterica, antitetanica, antiepatite B e antipoliomielitica – anche se molte altre venivano comunque offerte attivamente e gratuitamente dal servizio sanitario, come previsto di volta in volta dal calendario vaccinale.

Le cose però sono cambiate. Una nuova legge definitivamente approvata nell’estate 2017, infatti, porta a 10 le vaccinazioni obbligatorie per la fascia d’età 0-16 anni. Ecco quali sono.

 

Antipoliomielitica 
La poliomielite è una malattia virale che colpisce soprattutto i bambini al di sotto dei cinque anni di età. Il virus invade il sistema nervoso e provoca paralisi nel giro di qualche ora e in un caso su 200 la paralisi è irreversibile. Tra chi viene colpito da paralisi, il 2-10% muore per blocco della muscolatura respiratoria. Può anche provocare meningite (1% dei casi).

 

Il ciclo vaccinale di base è compreso nel vaccino esavalente e prevede tre dosi nel primo anno di vita (a tre, cinque e 11 mesi). Sono inoltre previsti due richiami (a sei anni e in adolescenza), in genere in una vaccinazione combinata con il vaccino trivalente (contro difterite-tetano-pertosse).

 

Antidifterica
La difterite è una malattia infettiva provocata da una tossina prodotta dal batterio Corynebacterium diphtheriae. Questa tossina inibisce le funzioni delle cellule di vari organi e tessuti: naso, gola e tonsille, ma anche cuore, reni e sistema nervoso.

 

Il vaccino contro la difterite contiene una forma inattivata della tossina batterica. Il ciclo vaccinale – compreso nel vaccino esavalente – prevede tre dosi nel primo anno di vita (a tre, cinque e 11 mesi). Sono inoltre previsti due richiami con vaccino trivalente combinato con quello contro la poliomielite (a sei anni e in adolescenza) e, per gli adulti, un richiamo ogni 10 anni, in genere con vaccino trivalente.

 

Antitetanica
Il tetano è una malattia infettiva provocata da una tossina prodotta da alcuni batteri (clostridi) che si trovano nel terreno e nelle feci degli animali. Può essere letale nel 20-30% dei casi, anche dopo adeguato trattamento.

Il vaccino contro il tetano contiene una forma inattivata della tossina batterica. Il ciclo vaccinale – compreso nel vaccino esavalente – prevede tre dosi nel primo anno di vita (a tre, cinque e 11 mesi). Sono inoltre previsti due richiami con vaccino trivalente combinato con quello contro la poliomielite (a sei anni e in adolescenza) e, per gli adulti, un richiamo ogni 10 anni, in genere con vaccino trivalente.

Antipertosse
La pertosse è una malattia infettiva provocata dal batterio Bordetella pertussis. È molto contagiosa e colpisce  soprattutto i bambini, in particolare sotto i cinque anni. In 1-3 casi su mille porta a complicazioni neurologiche, e tra i bambini sotto i 12 mesi è letale in 1 caso su 200.

Il ciclo vaccinale di base – compreso nel vaccino esavalente – prevede tre dosi nel primo anno di vita (a tre, cinque e 11 mesi). Sono inoltre previsti due richiami con vaccino trivalente combinato con quello contro la poliomielite (a sei anni e in adolescenza) e, per gli adulti, un richiamo ogni 10 anni, in genere con vaccino trivalente.

 

Antiepatite B
L’epatite B è una malattia virale che si trasmette attraverso il sangue e i fluidi corporei. Colpisce il fegato causando perdita di appetito, nausea, ittero, dolori articolari. Inoltre predispone al rischio di sviluppare, in età adulta, epatite cronica, cirrosi epatica e tumore del fegato.

Il ciclo vaccinale – compreso nel vaccino esavalente – prevede tre dosi nel primo anno di vita (a tre, cinque e 11 mesi).

 

Anti Haemophilusinfluenzae tipo B
L’Haemophilus influenzae è un batterio che provoca un gran numero di infezioni come otiti, bronchiti e polmoniti. In alcuni casi, specie nei neonati, tali infezioni possono andare incontro a complicazioni come polmoniti, meningiti ed epiglottiti.

Il ciclo vaccinale – compreso nel vaccino esavalente – prevede tre dosi nel primo anno di vita a tre, cinque e 11 mesi).

 

Antimorbillo
Il morbillo è una malattia infettiva molto contagiosa causata da un virus del genere morbillivirus. Colpisce spesso i bambini, in particolare tra 1 e 3 anni. Se nella grande maggioranza dei casi non provoca sintomi gravi, va detto che possono sempre comparire complicazioni relativamente rare, ma potenzialmente molto pericolose: il morbillo rimane responsabile di circa 30-100 decessi ogni 100 mila persone colpite.

Il vaccino contro il morbillo esiste in una forma combinata trivalente con i vaccini contro parotite e rosolia (MPR) oppure in forma quadrivalente, con vaccini contro parotite, rosolia e varicella (MPRV). Il calendario vaccinale prevede la somministrazione di due dosi del vaccino: una a 13-15 mesi e una a 6 anni.

Se la copertura vaccinale è adeguata – cioè superiore al 95% della popolazione – il morbillo smette di circolare. Secondo gli ultimi dati rilasciati dal Ministero della Salute, però, in Italia siamo ben al di sotto di questa soglia (90,4%).

 

Probabilmente per questo, da gennaio 2017 in Italia è in corso un’epidemia di morbillo: dall’inizio dell’anno sono stati segnalati 4487 casi, con 3 decessi (dati Ministero della Salute per il periodo 4-10 settembre 2017). L’88% dei casi si è verificato in persone non vaccinate (e il 7% in persone che avevano ricevuto solo la prima dose). Il 35% degli individui colpiti ha avuto almeno una complicanza, e il 43% ha richiesto ricovero in ospedale.

 

Vaccini: ecco il decalogo antibufale
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Antiparotite
La parotite è una malattia infettiva virale tipica dei bambini tra 5 e 10 anni. Nei bambini, gli orecchioni passano in alcuni giorni senza alcuna conseguenza nella grande maggioranza dei casi. Tuttavia possono esserci – raramente – delle complicazioni come encefalite, meningite, pancreatite e danni all’udito. Negli adulti le complicazioni sono più frequenti e nei maschi comprendono anche l’orchite, cioè un’infiammazione dei testicoli che può portare ad atrofia testicolare e, in alcuni casi, anche a sterilità.

Il ciclo vaccinale, effettuato in forma combinata trivalente (MPR) oppure quadrivalente (MPRV)con i vaccini contro morbillo e rosolia (MPR), prevede la somministrazione di due dosi del vaccino: una a 13-15 mesi e una a 6 anni.

Antirosolia
La rosolia è una malattia infettiva virale che in genere si manifesta in modo molto lieve. Se però viene contratta in gravidanza, e in particolare nei primi mesi, può essere molto pericolosa per il feto, perché c’è il rischio di gravi malformazioni.

Il ciclo vaccinale, effettuato in forma combinata trivalente (MPR) oppure quadrivalente (MPRV) con i vaccini contro morbillo e rosolia (MPR), prevede la somministrazione di due dosi del vaccino: una a 13-15 mesi e una a 6 anni.

Antivaricella
La varicella è una malattia infettiva virale molto contagiosa, in genere con sintomi lievi ma potenzialmente responsabile – sebbene di rado – di effetti collaterali importanti.

Dopo una prima infezione si è in genere immuni dalla malattia per il resto della vita. Il virus, però, può rimanere latente nell’organismo e riattivarsi anche molti anni dopo, dando origine in questo caso al fuoco di Sant’Antonio.

La vaccinazione prevede due dosi, da somministrare a 13-15 mesi di vita e a 6 anni: il vaccino esiste in forma singola, da somministrare insieme al trivalente (MPR) – in questo caso si fanno due iniezioni per volta – oppure in forma tetravalente (MPRV).

10 vaccini: non saranno troppi per un bambino?

È una delle obiezioni più frequenti che circolano in particolare sui social network. Tanto per cominciare, va ricordato che già oggi la grande maggioranza dei bambini esegue esavalente e trivalente. Semplicemente, ora queste vaccinazioni diventano obbligatorie e vi si aggiunge la vaccinazione contro la varicella.

Per Guido Castelli Gattinara, responsabile del Centro vaccinazioni dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, la preoccupazione che queste 10 vaccinazioni sottopongano il sistema immunitario del bambino a uno stress eccessivo è in realtà “senza fondamento”.

Tanto per cominciare, non si tratta di 10 vaccinazioni effettuate tutte in una volta sola: le prime dosi sono comunque diluite nel corso di un anno di vita del bambino: si comincia con l’esavalente e si prosegue poi con il tetravalente o trivalente più varicella.

“Non solo” precisa l’esperto del Bambino Gesù. “Se da una parte questi vaccini possono sembrarci tanti, dall’altra dobbiamo ricordare che sono comunque una goccia nel mare rispetto alle sollecitazioni che il sistema immunitario di un bambino riceve ogni giorno, in condizioni assolutamente normali: virus e batteri patogeni sono sempre intorno a noi e ci entriamo continuamente in contatto, indipendentemente dalle vaccinazioni”.

 

Per di più, Castelli Gattinara sottolinea che “la risposta immunologica dell’organismo è migliore quando vengono effettuate più vaccinazioni contemporaneamente, rispetto alle singole vaccinazioni”. Come dire che non solo non è pericoloso sottoporre il bimbo a più vaccinazioni, ma è anche più efficacedal punto di vista della risposta dell’organismo.

 

In questo senso, secondo Castelli Gattinara non devono affatto preoccupare vaccinazioni che possono essere percepite quasi come inutili, perché relative a malattie che tendiamo a considerare come molto leggere, come la varicella. Qualche genitore pensa che sia meglio evitare il vaccino contro la varicella, visto che in genere questa malattia dà “solo” qualche fastidio (ma attenzione: se contratta in età adulta può essere più pericolosa). Altri ritengono che contro la rosoliaandrebbero vaccinate solo le femmine, visto che il rischio maggiore si presenta in gravidanza, e che contro la parotite andrebbero vaccinati solo i maschi, che corrono il rischio di orchite se la malattia è contratta da adulti. “Ma il punto è chevogliamo liberarci definitivamente di questi virus e l’unico modo per farlo è vaccinare a tappeto tutta la popolazione, in modo che non riescano più a circolare”.

 

Vaccinazioni raccomandate

Oltre a quelle obbligatorie, la nuova legge sui vaccini menziona altre vaccinazioni, previste dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale. Sono vaccinazioni comunque molto importanti per l’età pediatrica, e dunque caldamente raccomandate. Si tratta di:
– anti-pneumococcica;
– anti-meningococcica C (in forma monovalente, o tetravalente ACWY);
– anti-meningococcica B;
– anti-rotavirus;
– anti-HPV per femmine e maschi.

Tutte queste vaccinazioni sono offerte in modo attivo dai servizi vaccinali, sono caldamente raccomandate e, per i nati a partire dal 2017, sono anche tutte gratuite. Anti-pneumococcica, anti-meningococcica C e anti-HPV per le femmine erano gratuite anche per i nati in anni precedenti, a seconda delle indicazioni dei calendari vaccinali precedentemente in vigore.

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