Umbria può fare più vaccini di quanti ne riceve, indice contagio covid Rt è 1

 
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Umbria può fare più vaccini di quanti ne riceve, indice contagio covid Rt è 1

Umbria può fare più vaccini di quanti ne riceve, indice contagio covid Rt è 1

Dopo la sessione dedicata alle interrogazioni a risposta immediata, l’Assemblea legislativa dell’Umbria ha avviato la seduta ordinaria con le comunicazioni della presidente della Giunta, Donatella Tesei, sull’emergenza sanitaria legata alla pandemia da Covd-19.

All’intervento della presidente ha fatto seguito quello del portavoce delle opposizioni, Fabio Paparelli (Pd). Donatella TESEI (presidente Regione Umbria): “In questo momento siamo sopra i 4mila positivi al virus, l’indice Rt si attesta sull’1 per cento, il tasso di mortalità e del 2,14 per cento, quindi nella media, i ricoveri dovuti al covid sono 223, con 51 pazienti in terapia intensiva, il che significa avere un carico significativo per le nostre strutture ospedaliere, pur avendo ulteriori posti covid e di terapia intensiva attivabili.
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Purtroppo abbiamo dovuto procrastinare la ripresa delle lezioni in presenza nelle scuole superiori al 25 gennaio, nonostante fossimo pronti, anche con trasporti adeguati, a consentire la ripresa al 50 per cento. Questo periodo ci permetterà di incrementare il numero delle persone vaccinate e iniziare il testing volontario per ragazzi e insegnanti.

  • Sui VACCINI, come sapete, siamo la prima regione italiana per percentuali di somministrazione.

Sono stati formati 30 team per la vaccinazione, di cui 17 all’interno degli ospedali e 13 team itineranti, con una capacità giornaliera di oltre 1500 somministrazioni, più di quanti vaccini riceviamo. Nel primo lotto avevamo chiesto 18mila vaccini ma, in totale, arriveremo a riceverne 14mila 625.

Altre 7mila dosi sono attese tra oggi e domani. Ne servono quante più possibile, visto che siamo in grado di somministrarne più di quanti ne arrivano.

OSPEDALI: partiamo dall’ospedale da campo di 2mila metri quadri, con 12 posti di terapia intensiva, 10 di subintensiva e 10 di degenza covid, con possibilità di ampliamento per ulteriori 10 posti. I potenziamenti vedono altri 10 nuovi posti di terapia intensiva a Terni e 8 nuovi a Perugia. Già realizzati. Inoltre sono stati finanziati dal Governo 8,2 milioni di euro per 44 posti di terapia intensiva in prefabbricati collegati con gli ospedali, più 157 realizzati da noi, che ci consentiranno di smantellare 18 posti di terapia intensiva negli ospedali perché siano dedicati alle altre patologie. Il totale complessivo delle terapie intensive in Umbria sale a 183. Finita la fase 3 con 26milioni per potenziare le strutture ospedaliere anche grazie a questa dotazione in più.

PERSONALE SANITARIO: resta il problema della carenza a livello anche nazionale, con una richiesta che è cresciuta con la pandemia. Domani ci sarà un tavolo coi sindacati di categoria. Faccio anche una digressione sul confronto con il governo per il RECOVERY FUND: nonostante le indicazioni del ministro Amendola, non c’è ancora una risposta definitiva sul ruolo delle Regioni, anche per le turbolenze con cui è alle prese l’esecutivo nazionale, comunque si tratta di un’impostazione centralistica. Su un totale di 209 miliardi, solo 82 sono per nuove progettualità, perché 127 miliardi di prestiti sono per opere già previste, per non aumentare lo stock di debito pubblico.

Le Regioni non hanno, attualmente, una quota da gestire autonomamente, stiamo chiedendo chiarezza, il presidente Bonaccini ha chiesto un incontro diretto con il governo, ma ancora non è stato possibile, resta il punto interrogativo sul ruolo delle Regioni.

Per ora solo un compendio di progetti cantierabili di ogni tipo, senza un confronto politico strategico sui progetti regionali. Se questa resta l’impostazione del governo, è sbagliata. Il Governo deve condividere con le Regioni le scelte e i tempi sono molto stretti, i progetti sono da rendicontare entro il 2026. Tutti i presidenti delle Regioni ritengono utile che una parte delle risorse sia loro affidata e poi vi siano progetti in accordo con quanto viene stabilito dalla Conferenza Stato-Regioni.

Occorre comunque preparare un’azione umbra che sia adeguata, fare squadra e individuare insieme quali sono i progetti fondamentali”.

Fabio PAPARELLI (Pd – Portavoce opposizione): “La vostra disponibilità al confronto con le opposizioni si è dimostrata vuota. È ora di allargare le modalità del confronto, che da oggi deve avvenire all’interno dell’Assemblea legislativa, in diretta streaming. Abbiamo presentato una risoluzione per mettere in calendario confronti pubblico, allargati, nelle sedi istituzionali, per continuare al meglio il confronto che abbiamo avviato. Le stesse cose che voi avete chiesto a livello nazionale. Indicheremo quindi non solo i temi ma anche le date per incontrarci.

Crediamo sia ora di passare dagli annunci alle riforme concrete. Sul bilancio, sulle agenzie, sul personale, non avete fatto nulla. Sulla gestione dell’emergenza Covid assistiamo ad una mancanza di programmazione che si fa sentire, così come le assenze dell’assessore Coletto. Dovremo chiedere di nuovo al presidente Squarta di garantire i nostri diritti di accesso agli atti.

Da chiarire la scelta dell’ospedale da campo così come quella dei fornitori dei test rapidi. Sarebbe stato necessario potenziare la sanità pubblica, ma non è avvenuto. Le assunzioni sono state pochissime e i nostri anestesisti sono andati a lavorare altrove. Avete investito per ristrutturare cliniche private e non gli edifici pubblici. Alle critiche al Governo avete alternato una sostanziale inerzia.

Sulla scuola avete accumulato un colpevole ritardo senza attivare bus aggiuntivi che avrebbero permesso trasporti sicuri e un reddito alle aziende private di trasporto. Le mozioni di maggioranza sono tutte rivolte verso il Governo nazionale quando molte scelte sono in capo alla Regione.

Se vogliamo davvero avere un ruolo nel Recovery, dovete portare in Aula i progetti dell’Umbria, promuovendo condivisione e partecipazione. Visto che essi sono secretati non sappiamo neppure se i fondi per la ex Fcu sono arrivati per scelta e iniziativa del Governo.

Sul tema dei ristori sono stati accolte in parte le nostre indicazioni ma sono stati dimenticati i commercianti e gli artigiani delle periferie.

Sui tracciamenti avete fatto alcuni passi avanti ma senza chiarire le procedure mentre la terza ondata sembra in arrivo. Alcuni obiettivi del nuovo piano sanitario potrebbero essere anticipati mentre le scelte sui direttori generali sono discutibili, così come l’incarico per un anno, non previsto dalla legge.

La presidente ha annunciato di stare elaborando il Piano sanitario, ma non è chiaro insieme a chi. Sulle strategie economiche per uscire dalla crisi non sono state fornite indicazioni e le categorie hanno bocciato il vostro Defr. Su alcune crisi aziendali si poteva fare di più: si poteva scrivere al Tribunale per chiedere il rispetto degli impegni presi dalla San Gemini per impedire la riduzione dell’occupazione e della produzione. Il 30 marzo scade l’accordo di programma per l’Area di crisi complessa, ma esso non è stato utilizzato nonostante potesse essere molto utile per la gestione delle vertenze nell’area ternana”.

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