Sanità territoriale, focus su criticità e valorizzazione ruolo
Specialisti ambulatoriali – Giovedì 19 giugno 2025 si è svolto un incontro istituzionale tra il SUMAI Umbria, Sindacato Unico Medicina Ambulatoriale Italiana, e la Terza Commissione Consiliare Permanente dell’Assemblea Legislativa della Regione Umbria, competente per la sanità e le politiche sociali. Al centro del confronto, il contributo degli specialisti ambulatoriali nella rete assistenziale territoriale e le principali criticità rilevate nel sistema regionale.
Durante l’audizione presso la sede dell’Assemblea Legislativa, i rappresentanti del sindacato hanno delineato il ruolo essenziale svolto dai medici ambulatoriali, sottolineando l’importanza delle loro competenze cliniche nell’assistenza sanitaria di prossimità. Gli specialisti, attivi in diverse branche mediche, garantiscono interventi continuativi e qualificati in favore della popolazione, coprendo sia l’ambito preventivo che quello curativo.
Il confronto ha messo in luce, da parte del SUMAI, una serie di problematiche legate alla progressiva diminuzione del personale medico ambulatoriale, alla difficoltà di sostituire i professionisti in uscita e alla crescente domanda sanitaria che grava sulle strutture territoriali. Le carenze organizzative e le difficoltà nella pianificazione delle risorse umane rappresentano, secondo quanto illustrato nel corso dell’incontro, un fattore di rischio per la tenuta del sistema di assistenza capillare.
Specialisti ambulatoriali
Il sindacato ha esposto proposte operative mirate a valorizzare la funzione dello specialista ambulatoriale, attraverso interventi che ne riconoscano la specificità professionale, garantiscano percorsi formativi adeguati e assicurino condizioni contrattuali competitive. Tra gli elementi evidenziati, anche la necessità di rafforzare la medicina territoriale per rispondere in maniera più efficace e tempestiva ai bisogni di salute dei cittadini, in un contesto in cui le strutture ospedaliere risultano sempre più sovraccariche.
La delegazione del SUMAI ha sottolineato la centralità dell’ambulatorio specialistico nell’ambito del Servizio Sanitario Regionale, evidenziando come tale modello consenta una gestione efficiente dei pazienti cronici, un contenimento dei ricoveri ospedalieri e un supporto strategico alla medicina generale.
Dal confronto con i membri della Terza Commissione è emersa una disponibilità all’ascolto e all’apertura verso un dialogo istituzionale continuativo. I commissari hanno espresso riconoscimento per il ruolo ricoperto dai medici ambulatoriali nell’organizzazione sanitaria del territorio umbro, rilevando la necessità di un confronto permanente con i rappresentanti delle professioni mediche per costruire politiche sanitarie efficaci e sostenibili.
Il sindacato ha rimarcato la necessità di rivedere la programmazione sanitaria in chiave territoriale, investendo maggiormente su una rete integrata di servizi che faccia perno sull’ambulatorio specialistico come struttura di riferimento intermedio tra medicina di base e ospedale. In tale ottica, la figura del medico ambulatoriale viene ritenuta strategica per assicurare un presidio medico stabile, orientato alla diagnosi precoce, al monitoraggio delle patologie croniche e alla gestione delle urgenze differibili.
Nel corso dell’incontro, è stata anche affrontata la questione del ricambio generazionale, ritenuto un nodo cruciale per la tenuta del servizio nel medio-lungo periodo. La scarsità di giovani medici disponibili a intraprendere la carriera ambulatoriale è stata collegata, dai rappresentanti del SUMAI, alla mancanza di politiche di attrattività e valorizzazione professionale. In particolare, si è parlato della necessità di incentivare la scelta di questa branca della medicina attraverso una maggiore stabilità contrattuale e un riconoscimento del valore sociale della professione.
Il SUMAI ha inoltre chiesto che venga mantenuta alta l’attenzione sulle condizioni logistiche e operative degli ambulatori territoriali, spesso carenti di risorse tecnologiche e personale di supporto, con effetti negativi sulla qualità dell’assistenza e sulla sicurezza del lavoro.
La riunione si è conclusa con l’impegno congiunto a proseguire il dialogo, anche attraverso ulteriori audizioni e tavoli tecnici, con l’obiettivo di promuovere un modello sanitario regionale orientato alla prossimità, all’efficienza e alla sostenibilità.
L’iniziativa ha segnato un momento di confronto rilevante tra rappresentanze sindacali e istituzioni, inserendosi nel percorso di riorganizzazione dell’assistenza territoriale avviato anche a livello nazionale.
I prossimi mesi saranno decisivi per verificare l’accoglimento delle proposte presentate e la loro eventuale traduzione in misure operative da parte della Regione Umbria.

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