A Perugia il messaggio della Presidente Proietti per la ricorrenza
Giornata malato, Umbria ribadisce centralità della persona
Il messaggio della Presidente Proietti nella XXXIV ricorrenza
In occasione della XXXIV Giornata mondiale del malato, istituita nel 1992 da Papa Giovanni Paolo II, la Regione Umbria rinnova il proprio impegno per una sanità che metta al centro la persona nella sua dimensione fisica, psicologica e sociale. La Presidente Stefania Proietti ha sottolineato come la malattia non riguardi soltanto il corpo, ma coinvolga l’intera esperienza umana, richiedendo un approccio capace di accogliere, ascoltare e accompagnare chi soffre.
“Umanizzazione, accessibilità e continuità assistenziale”
Nel suo messaggio, Proietti ha richiamato i principi che guidano il lavoro quotidiano della Regione e la costruzione del nuovo piano socio‑sanitario regionale: personalizzazione delle cure, accessibilità ai servizi, continuità tra ospedale e territorio e, soprattutto, umanizzazione dell’assistenza. Un modello che punta a relazioni autentiche, rispetto della dignità della persona e attenzione ai bisogni complessivi del paziente e della sua famiglia.
Il ringraziamento a operatori, volontari e caregiver
La Presidente ha espresso profonda gratitudine a tutti i professionisti del sistema sanitario umbro, ai volontari e ai caregiver familiari che ogni giorno sostengono con competenza e sensibilità chi affronta la malattia. Un impegno silenzioso ma fondamentale, che rappresenta una componente essenziale del percorso di cura.
Vicini a chi soffre: “In Umbria nessuno deve sentirsi solo”
Proietti ha rivolto un pensiero particolare alle persone malate e ai loro familiari, ricordando che la comunità regionale è al loro fianco. “Nessuno deve sentirsi solo di fronte alla sofferenza – ha affermato –. La nostra regione vuole essere una casa che accoglie, sostiene e cura, perché la centralità della persona non è uno slogan, ma un impegno concreto”.
Un richiamo alla responsabilità collettiva
La Giornata mondiale del malato diventa così un’occasione per ribadire il valore della cura come responsabilità condivisa, che coinvolge istituzioni, operatori sanitari, famiglie e comunità. Un invito a costruire un sistema sempre più vicino alle persone, capace di rispondere ai bisogni di salute con competenza, umanità e visione.

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