Nursing Up dubbi su nuove lauree magistrali infermieristiche
Nursing Up dubbi – L’annuncio del Ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha introdotto tre nuove lauree magistrali per gli infermieri, ha aperto una discussione cruciale sulla professione infermieristica. Il 15 ottobre 2024, nel corso del Consiglio Nazionale della FNOPI, Schillaci ha definito la riforma come un passo “epocale”. Tuttavia, Antonio De Palma, presidente del sindacato Nursing Up, ha espresso perplessità, evidenziando la mancanza di consultazione formale con le istanze sindacali.
Secondo De Palma, non si tratta necessariamente di una riforma rivoluzionaria. Piuttosto, potrebbe rappresentare un ulteriore sviluppo di figure altamente specializzate, senza affrontare le problematiche strutturali che affliggono il Sistema Sanitario Nazionale (SSN). Tra le preoccupazioni principali, vi è il destino dei quasi 300mila infermieri triennali attualmente in servizio, essenziali per la quotidiana assistenza nelle strutture sanitarie italiane.
De Palma si interroga: “Quale sarà il futuro di questi infermieri, che rappresentano il cuore del nostro SSN, ma spesso non vengono valorizzati né riconosciuti adeguatamente?” Un altro nodo critico riguarda gli infermieri che, dopo aver conseguito un master di primo livello, non hanno ottenuto i benefici sperati in termini di carriera. Infatti, anche i laureati magistrali, che ambiscono a posizioni dirigenziali, si trovano spesso limitati dalla normativa attuale.
Le nuove lauree, in Cure Primarie e Sanità Pubblica, Cure Pediatriche e Neonatali e Cure Intensive ed Emergenze, potrebbero generare ulteriori squilibri, senza un adeguato intervento normativo. La paura è che queste figure, pur utili per affrontare le sfide future della sanità, finiscano per alimentare una polarizzazione all’interno della professione infermieristica, creando una sorta di élite specializzata e lasciando indietro i triennali.
Secondo De Palma, il rischio di saturare l’area di “elevata qualificazione” del comparto è reale, soprattutto in assenza di una revisione dei contratti che consenta una progressione di carriera per gli infermieri con laurea triennale. Attualmente, per accedere a tale area è richiesta la laurea magistrale, escludendo di fatto una vasta parte della forza lavoro infermieristica.
In questo contesto, il sindacato sottolinea la necessità di un progetto legislativo complessivo che affronti la riorganizzazione dell’ordinamento contrattuale. De Palma chiede: “Chi si occuperà dell’assistenza di base negli ospedali e nelle case di comunità, un pilastro del rilancio della sanità di prossimità prevista dal PNRR?” La crescente fuga degli infermieri dai reparti di emergenza-urgenza, aggravata da stipendi bassi e condizioni lavorative sfavorevoli, è un altro problema che il provvedimento non sembra risolvere.
Il Nursing Up auspica un confronto aperto tra gli infermieri esclusi dal dibattito e le istituzioni. Il sindacato annuncerà la sua posizione ufficiale durante il Congresso Nazionale dell’8 novembre 2024, dopo un’analisi approfondita con i suoi iscritti.
Infine, De Palma ribadisce l’impegno del sindacato nel cercare risposte chiare e concrete, coinvolgendo anche i cittadini, destinatari finali dell’azione professionale degli infermieri. “Per ora, il nostro giudizio è sospeso, ma le domande poste dagli infermieri dovranno trovare risposte quanto prima.”

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