Fibromialgia patologia e invalidante, non riconosciuta dal sistema sanitario nazionale

 
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Fibromialgia patologia e invalidante, non riconosciuta dal sistema sanitario nazionale

Fibromialgia patologia e invalidante, non riconosciuta dal sistema sanitario nazionale

Fibromialgia, una patologia  cronica e invalidante, di difficile diagnosi e cura, caratterizzata da dolori muscolari diffusi, affaticamento, rigidità, problemi di insonnia e di memoria, che colpisce circa il 4 per cento della popolazione italiana.

Chi soffre di questa patologia patisce non solo un danno a livello fisico, ma anche una riduzione drastica delle proprie capacità lavorative e relazionali.

Eppure, a fronte di una diffusione così importante, in lenta ma costante crescita, il nostro sistema sanitario nazionale non riconosce la Fibromialgia come malattia, non inserendola nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza).

L’Organizzazione Mondiale della sanità ha riconosciuto,con la dichiarazione di Copenaghen del1992,  la sindrome fibromialgica classificandola nel 2007 con il codice M-79.7 nell’IDC-10 (International Classification of Diseases). Il Parlamento europeo, con la dichiarazione del  13 gennaio 2009, invita gli Stati membri a mettere a punto una strategia comunitaria per la fibromialgia in  modo da riconoscere questa sindrome  come una malattia cronica e invalidante.

In questa battaglia di civiltà per i diritti dei malati un ruolo di primo piano lo rivestono, come spesso accade, le associazioni di volontariato.

Il CFU-Italia Odv(Comitato Fibromialgici Uniti), guidato dalla Presidente Barbara Suzzi,con le sue rappresentanze territoriali regionali, da anni si batte in tutte le sedi istituzionali, per sensibilizzare l’opinione pubblica e accelerare l’iter legislativo del disegno di legge 299/19  fermo in Senato presso  la 12° Commissione permanente Igiene e Sanità.

Molti dei sintomi evidenziati da questa patologia non trovano riscontro con esami clinici o strumentali e per questo la fibromialgia viene chiamata “malattia invisibile”.

In assenza di una normativa nazionale e nell’attesa che provvedimenti adeguati all’inserimento della fibromialgia nei LEA prendano forma nelle sedi governative nazionali,  diverse  regioni hanno emanato provvedimenti attraverso l’approvazione di mozioni e l’avvio di tavoli tecnici per il riconoscimento  ( fra queste Sicilia, Basilicata, Valle d’Aosta, Toscana, Sardegna, Marche ed Emilia Romagna),  mancando uniformità sul territorio nazionale si creano per i malati evidenti diseguaglianze.

La fibromialgia essendo una sindrome complessa con diversi sintomi, necessita di  un intervento terapeutico multidisciplinare, che possa aiutare il malato a raggiungere una buona qualità della vita familiare, sociale e lavorativa.

Il Comune di Perugia ha recentemente aderito alla campagna nazionale, ideata dal CFU-ItaliaOdv“Comuni a Sostegno di chi soffre di fibromialgia”, proposta dalla referente dell’UmbriaMilenaZuccari,con il sostegno del Consigliere Riccardo MencagliaPresidente del gruppo consiliare Fratelli d’Italia, al fine di avviare una fattiva collaborazione  per la raccolta firme della petizione popolare per il riconoscimento della sindrome fibromialgica e di altre patologie correlate.

Il Comune di Perugia si è reso disponibile a sensibilizzare  la Regione Umbria all’apertura del tavolo tecnico e all’approvazione di una Legge regionale che possa individuare specifici protocolli di cura e assistenza per i malati fibromialgici, esentandoli dalle  costose spese mediche che devono sostenere in assenze del riconoscimento. /di Barbara Suzzi

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