AMSI in 72 paesi stiamo vincendo la guerra al covid 19 con cure a domicilio

 
Chiama o scrivi in redazione


Estendere bonus covid a tutto il sistema sistema sanitario: esclusione mortificante

AMSI in 72 paesi stiamo vincendo la guerra al covid 19 con cure a domicilio

“Stiamo raccogliendo tutti i dati ed esperienze positive e negative in Italia e in 72 Paesi mettendo a confronto modalita’ di diffusione, diagnosi, terapia a domicilio, ospedalizzazione e terapia intensiva, guarigione e contagio di ritorno il tutto grazie a tutti i nostri rappresentanti medici e giornalisti nei Paesi Euro-Mediterranei, America, Africa, Asia e Sud America“.

E’ quanto affermato in una nota dall’Unione Medica Euro Mediterranea (UMEM), l’associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi), il Movimento Internazionale Transculturale Inter professionale Uniti per Unire.

La sintesi della ricerca basata sulle statistiche e esperienze delle ultime 3 settimane in 72 Paesi mettendo sistemi sanitari a confronto- spiega l’Amsi– e’ illustrata in alcuni punti individuati dal coordinatore internazionale della ricerca, il Fondatore di Amsi e Umem, Foad Aodi, Membro del Gdl salute Globale Fnomceo, che e’ impegnato da novembre 2019 nel seguire l’emergenza di Coronavirus con i nostri medici locali e confronti Televisivi internazionali giornalieri”.

Questi i punti riportati nella nota:

  • Non c’e’ un sistema epidemiologo comune comprese le statistiche e la modalita’ di contare contagiati e morti;

  • Nei paesi arabi e africani il contagio e’ piu’ lento e meno aggressivo con percentuali basse e mortalita’ riconducibili ai vaccini anti malaria e cura dell’AIDS, la maggior parte dei tamponi e’ stata eseguita con cura a domicilio o per la strada difatti si e’ registrato un alto numero dei contagiati in Europa e in Africa dove la gente e’ andata numerosa agli ospedali, nelle Rsa e non dividendo il percorso covid da non coivid. Per la cura i contagiati si dividono in 3 fasi,

prima Fase con sintomi, lievi e si curano a casa,

seconda sintomi moderati, terza con sintomi gravi e necessita’ ospedalizzazione e il 5% serve reparto di emergenza e rianimazione.

 Prosegue la nota Umem-Amsi:

  • In aumento continuo il numero dei pazienti curati a casa, dimessi da ospedali e dalla rianimazione grazie alle cure che stanno trovando benefici migliorando e accelerando la guarigione e tra queste le cure principali e piu’ utilizzate sono eparina, antimalarica, antivirale, cortisone, antibiotici, vitamine e plasmaterapia e ci sono studi su pazienti curati con ossigenoozonoterapia.

  • Nei Paesi arabi e africani si fanno pochissimi tamponi, si effettuano per le strade e non in posti affollati o ospedali e utilizzando maggiormente la cura con l’anti malaria, anti aids e la plasmaterapia e il cortisone.

  • In tutti i Paesi l’esercito bianco ha pagato un prezzo altissimo di numero di vittime perche’ continua ad esercitare senza protezione e sono stati contagiati tantissimi dai pazienti positivi asintomatici

. – In Italia nelle ultime settimane ha svolto un ruolo importante la collaborazione tra ordine dei medici, medici di famiglia specialisti ambulatoriali, sanita’ privata e medici di origine straniera curando la maggioranza delle persone a casa e con protocolli efficaci e con meno effetti collaterali diminuendo la pressione al pronto soccorso.

  • In numerosi Paesi si sta confermando la presenza massiccia di trombi e embolia e l’efficacia dell’eparina come prevenzione e cura.

Il periodo d’incubazione e’ piu’ lungo di quello che si pensava all’inizio, intorno ai 25 giorni di media anche per chiarire il fenomeno del riconteggio delle persone guarite o il contagio di ritorno.

  • I fattori di rischio maggiormente coinvolti sono obesita’, coagulopatia, diabete, ipertensione patologie cardiovascolari e renali.

Oltre ai sintomi di febbre, cefalea, dispnea ci sono numerosi casi di sintomi neurologici, dermatologici, epatici e gastrointestinali.

  • Gli uomini sono piu’ colpiti delle donne, i bambini con percentuale bassa e la maggioranza con disturbi e patologie immunitarie.

  • Stiamo vincendo la guerra con l’esercito bianco curando i sintomi conoscendo il nostro nemico giorno dopo giorno nonostante sia in continuo cambiamento in attesa del vaccino.

  • L’ultimo punto e’ sul vaccino e le guerre dentro la guerra che hanno un profumo economico ,politico e di leadership che consigliamo di non fare solo annunci che possono danneggiare dal punto di vista psicologico e aumentano la paura ,ansia e depressione che ce’ gia’ tanta dall’inizio dell’emergenza.

Questa malattia nei casi piu’ seri- dichiara Pier Luigi Bartoletti, vicesegretario Nazionale Fimmg- ha due fasi: una precoce, a esordio insidioso, anche asintomatica o con pochi sintomi, come anosmia e febbriciattola. Negli anziani e’ spesso asintomatica, dopo il quinto giorno puo’ virare nei soggetti predisposti o individuati come a rischio (obesita’, maschi eta’ maggiore di 55 anni, diabetici, ipertesi) verso un quadro di severa insufficienza respiratoria, che necessita spesso l’ospedalizzazione e che purtroppo nelle fasi piu’ avanzate determina la morte. Anticipare il trattamento gia’ ai primi sintomi, valutare subito i soggetti piu’ a rischio e dotarli di pulsossimetro digitale, istruirli sulla compilazione di un diario giornaliero che annoti temperatura corporea, valori di saturazione di ossigeno e numero di atti respiratori minuto, oltre ad una terapia farmacologica mirata sul singolo caso, consente di evitare la degenerazione in quadri di severa insufficienza respiratoria, salvando molte vite ed evitando lunghe convalescenze”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*