Umbria: cuore del mondo, investire su valorizzazione Borghi Umbri
“Poche regioni possono vantare una quantità di borghi in condizioni ammirabili come l’Umbria, ma finora non siamo stati capaci di valorizzarli”.
Nadia Pellegrini, candidata alle elezioni regionali di domenica prossima nella lista di Alternativa Popolare per Tesei Presidente, è convinta che dando un personalità attrattiva a questi borghi, troppo addormentati, si può ottenere l’aumento della permanenza media dei turisti che registra una contrazione, nonostante aumenti il numero di presenze.
Tutti i Comuni dovranno munirsi di un progetto di animazione turistica e valorizzazione dei borghi presenti sul proprio territorio attraverso concorsi di idee per progettare attività che puntino ad attrarre il “turismo slow”, quello del trakking, del pedalare, delle passeggiate dentro i vicoli dei borghi visitando chiese e monumenti, alla ricerca di prodotti enogastronomici tipici e genuini, elementi che rappresentano il valore aggiunto della nostra Regione.
Abbiamo già delle eccellenze manifestate, come: Rasiglia la piccola Venezia, La Scarzuola di Tomaso Buzzi a Montegabbione, Cripta delle mummie a Ferentillo, la Calamità Cosmica a Foligno, il ponte tibetano più lungo d’Europa ed il lago Vigi o Loch Ness di Sellano, ma ci sono numerosissimi altri BORGHI con i presupposti adeguati che sono in ombra.
“L’estate scorsa mi sono trovata in un borgo della Tuscia” – continua la Pellegrini – “S. Angelo di Roccalvecce, Comune di Viterbo, 150 abitanti, “ il Paese delle Fiabe” che nel 2017, ha iniziato una storia affascinante attraverso la Street Art, facendo dipingere i muri delle case con murales dedicati alle fiabe, da sole artiste donne famose in tutta Italia e numerose provenienti dalla Sardegna, terra ricca di artiste che esercitano queste espressioni artistiche.
Ho parlato con 4 giovani studentesse di Cesena che avevano pianificato la loro vacanza di 4 giorni per soddisfare la loro curiosità sul sentito dire dell’aree tra Civita di Bagnoregio “La Città che Muore”, Celleno “il Borgo fantasma”, S. Angelo di Roccalvecce “Il Paese delle Fiabe” e Bonarzo “Il Parco dei Mostri”, oltre che essere interessate all’aspetto enogastronomico”.
Se riusciremo ad accendere questo turismo, collaterale a quello tradizionale delle Città Santuario: Assisi, Cascia, Orvieto;
a conservare quello dei luoghi turistici più diffusi come Perugia, tutto il comprensorio del Lago Trasimeno, Norcia e la Valnerina, Gubbio, Spello, Spoleto, la Cascata delle Marmore;
a consolidare il turismo legato agli eventi: Umbria Jazz, Eurochocolate, Quintana, Festival dei 2 Mondi, Corsa dei Ceri, Calendimaggio, S. Valentino, ecc. ecc., si avvererà un sogno: l’Umbria diventerà il Cuore del Mondo.
Nadia Pellegrini

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