Roberto Morroni, FI, asse Pd M5s, disperati sulla via del civismo

Roberto Morroni, FI, asse Pd M5s, disperati sulla via del civismo

Roberto Morroni, FI, asse Pd M5s, disperati sulla via del civismo

In queste ore fervono i preparativi per allestire anche in Umbria una frettolosa, quanto scomposta, ammucchiata elettorale basata sull’asse PD-M5S; un asse impreziosito, si fa per dire, da una serie di “cespugli” interpreti di un civismo tanto effervescente quanto ambiguo e politicamente impuro nella sua identità.

È il volto di un’operazione politica disperata che punta, illusoriamente, a restaurare un potere che dopo 50 anni ininterrotti di governo risulta definitivamente logoro e spento. Un verdetto, questo, sancito non solo dalle recenti cronache giudiziarie che hanno determinato l’interruzione anticipata della legislatura, ma anche e soprattutto dai risultati fallimentari dell’azione di governo regionale che hanno relegato l’Umbria nel novero delle regioni italiane a più basso indice di sviluppo.

Una volta la sinistra comunista era mossa dal proposito di: “fare come in Russia”; oggi la sinistra umbra, in vista del voto anticipato del 27 ottobre, fa appello al: “fare come a Roma”, per scongiurare la prospettiva di un’alternanza necessaria e financo salutare nel governo della Regione.

Le ricercate stampelle dei 5 Stelle e di alcune formazioni pseudo-civiche da parte del PD umbro rendono ancora più eloquente lo smarrimento politico e le contraddizioni di questo partito ormai privo di bussola. Questo stato confusionale, qualora ce ne fosse bisogno, accresce il valore politico della proposta della coalizione di centrodestra, quale unica opzione in grado di assicurare un reale e profondo cambiamento nella guida della Regione dell’Umbria.

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