Politiche 2018, neo senatrice Donatella Tesei, costruire il lavoro, aiutare famiglie e imprese

La gente ha bisogno di concretezza, ha bisogno di credere in qualcuno, in qualche persona che possa rappresentare le proprie esigenze

Politiche 2018, neo senatrice Donatella Tesei, costruire il lavoro, aiutare famiglie e imprese

di Marcello Migliosi e Morena Zingales
PERUGIA – «Io credo che se uno ha programmi, progetti e idee chiare non c’è bisogno che vada a denigrare gli avversari politici, si può fare una campagna elettorale stando sui temi, anche perché la gente ha bisogno di concretezza, ha bisogno di credere in qualcuno, in qualche persona che possa rappresentare le proprie esigenze e comunque temi concreti che interessano sia le famiglie, le aziende e il territorio». Sono le parole a caldo della neo senatrice Donatella Tesei il giorno dopo le elezioni, rispondendo a una domanda sulla sua campagna elettorale, concentrata sulle difficoltà del territorio e sulle popolazioni, più che sugli avversari politici. 

Il Sindaco di Montefalco ha vinto, non ci sono dubbi. Donatella Tesei stacca il biglietto per il Parlamento con 85.065 voti (38.54 per cento).

Siamo in un periodo in cui bisogna cominciare la ricostruzione, il territorio è stato devastato dal danno diretto del sisma e da quello indiretto, qualcosa non ha funzionato. La senatrice commenta che molte cose non hanno funzionato. «L’eccesso di burocrazia, l’emissione continua di ordinanze che sono a volte incomprensibili ai tecnici che sono poi gli artefici principali in materia di ricostruzione ,questa centralizzazione non sta facendo bene perché sta bloccando la ricostruzione. Noi in fondo avevamo dei modelli, anche quello del terremoto del 97 – ha spiegato -, dove i comuni comunque si facevano carico della gestione delle pratiche del terremoto. Io credo che le cose vadano fatte bene è giusto che ci siano i controlli, è giusto tutto, ma l’eccessiva burocrazia sta veramente uccidendo, non solo la ricostruzione è quella che poi mette in difficoltà le aziende, e sta impedendo anche alle nostre aziende di crescere, quindi uno dei temi fondamentali su cui dobbiamo necessariamente agire è la semplificazione ma quella vera non quella che c’è stata raccontata, fino ad ora e invece ha imbrigliato istituzioni, aziende e famiglie, bisogna cambiarla».

Una vera esplosione della Lega, sia in Umbria, sia su scala nazionale: «E’ un risultato molto positivo perché alla fine la Lega ha fatto un programma molto chiaro, alcune priorità essenziali, mettendo al primo posto anche la famiglia, il sostegno alla famiglia per la natalità, le nostre aziende e imprese, con la consapevolezza che lo sviluppo di una Nazione, delle nostre terre, dei nostri popoli, deve passare, attraverso la costruzione del lavoro e il lavoro lo danno le imprese. Tutto questo potrà essere di traino e di aiuto anche agli ultimi, ma prima di tutto dobbiamo far ripartire l’economia».

Scompaiono di scena dei nomi pesantissimi del centrosinistra, ma anche dei nomi emergenti: «Intorno a me, in questa regione molte cose non funzionano, la risposta degli umbri è molto chiara, non sono soddisfatti, vogliono cambiare. Questo in Umbria è un risultato particolarmente significativo».

Sarà difficile amministrare a livello nazionale: «Sì, il fatto che non ci sia una coalizione che abbia allo Stato la maggioranza assoluta per poter governare, pone molte problematiche, vediamo cosa succederà, questo è un compito in capo ai partiti e al Presidente della Repubblica. Dobbiamo fare uno sforzo, perché questo paese merita e ha bisogno di essere governato».

Pensioni, lavoro dei giovani e dei disoccupati, devastazione fatta dalla Legge Fornero e dal Jobs Act: «Una forma di lavoro flessibile è necessaria per alcune tipologie di aziende – ha aggiunto Tesei – però anche vero che bisogna restituire dignità al lavoro, ma per fare questo dobbiamo necessariamente abbassare la pressione fiscale perché diventata vessatoria. Le nostre aziende non ce la fanno più, le nostre aziende, non è che non vogliono pagare le tasse, alcune non ce la fanno veramente più e la burocrazia che è il male dei mali al mio avviso e quindi bisogna aiutarli semplificando, solo così potremmo creare sviluppo e nuovi posti di lavoro e a questo punto è anche necessario mandare in pensione all’età giusta la gente che ha lavorato per 45 anni, è giusto che vada in pensione lasciando il posto alle nuove generazioni. Noi siamo un paese che abbiamo distrutto una intera generazione di giovani, i nostri ragazzi quelli che vanno dai 20 anche fino ai 40 anni sono costretti ad andare all’estero a trovare lavoro e credo che questo è un paese civile non se lo possa permettere e non debba permetterselo».

Sul debito pubblico: «Le problematiche che attengono ai conti pubblici.  Per risanare il debito pubblico bisogna che le aziende ci siano e non chiudano che lavorino e creino lavoro e tutto questo sicuramente potrà portare gradatamente ad un abbassamento del debito pubblico. Un’altra cosa importante, i tagli lineari non fanno bene a nessuno. I tagli fino ad ora sono stati fatti agli ai comuni che non hanno più risorse e invece sono quelli che tutelano il territorio, i cittadini che danno servizi. Bisogna guardare in alto perché di tagli se ne sono e si possono fare certamente non più ai comuni».

L’immigrazione? «Io ritengo che su questa interpretazione si sia stata esasperazione e a volte strumentalizzazione quello che si dice è semplicemente che noi non possiamo accogliere tutti e per tutti e quelli che debbano in qualche modo essere controllati sono gli immigrati irregolari.

Sulla disponibilità ad accogliere credo che da questo punto di vista la Lega sia stata e sia anche molto chiara, quelli regolari quelli che effettivamente chiedono asilo politico possono e debbono essere accolti. Il problema è che questo numero straordinario che caratterizza l’Italia è diventato assolutamente non più sopportabile dal nostro Paese, d’altra parte ci meravigliamo solo di questi discorsi non guardiamo ciò che avviene gli altri paesi europei e poi se la devo dire tutta da Cattolica quale sono, certi tipi di ospitalità sono assolutamente contrari alla dignità degli individui e degli stranieri che arrivano in Italia. Questa gestione non è che brilla per dignità e rispetto delle persone, quindi bisogna farsi carico di tutti dell’accoglienza, quella giusta, quella dei regolari e sicuramente trovare delle forme per fare in modo che questa gente possa essere assistita nei paesi di origine senza arrivare in un paese che oggi non riesce più a dare lavoro, casa e quanto serve alla propria popolazione, agli italiani.

La moneta unica? «Anche questo è un tema che non è stato interpretato bene. Nessuno dice di uscire dall’Europa,m a tutt’altro, ma l’Europa non può opprimerci, avere l’autorevolezza è andare a chiedere delle regole certe per tutti, tipo per esempio la tracciabilità dei prodotti, delle nostre eccellenze, dell’agroalimentare. Chiedere e sostenere questo non è dire dobbiamo uscire dall’Europa o rinunciare all’Europa, però non possiamo continuare a permettere che noi che abbiamo regole certe e che le rispettiamo siamo poi invasi da prodotti che non hanno tracciabilità, non riusciamo a tutelare le nostre eccellenze questo credo sia un male per il nostro Paese. Su questo dobbiamo insistere perché ci sia rispetti per tutti delle stesse regole»

La neo senatrice infine ha ringraziato quanti l’hanno sostenuta: «Ringrazio e ringrazio ognuno dei miei cittadini che porto sempre con me nel cuore, perché ho amministrato sicuramente con la testa. Ho ho dato gambe alle mie idee a quelle della mia amministrazione però la cosa principale e fondamentale e che ho messo sempre il cuore e credo che questo sia l’atteggiamento che mi potrà caratterizzare anche in questo nuovo incarico».

 

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