Manovra 2019 e decreto fiscale, Gallinella e Ciprini (M5S): “Uno Stato dalla parte dei cittadini”

La bozza contiene importanti interventi destinati a supportare misure espansive e sussidi che intendiamo introdurre, se tutto andrà secondo i piani, dai primi mesi del 2019

“La bozza del decreto fiscale, collegato alla Manovra 2019, contiene importanti interventi destinati a supportare misure espansive e sussidi che intendiamo introdurre, se tutto andrà secondo i piani, dai primi mesi del 2019: tra questi il Reddito di cittadinanza, la modifica della legge Fornero, fondi per la famiglia, Pubblica amministrazione e ricerca”. È quanto affermano i parlamentari 5Stelle, Filippo Gallinella e Tiziana Ciprini che spiegano nel dettaglio cosa prevede il decreto fiscale e chiariscono la questione relativa alla cosiddetta ‘pace fiscale’. “La dichiarazione integrativa a sfavore, esisteva già, non l’abbiamo introdotta noi, semmai abbiamo aggiunto dei paletti: massimo 30 per cento di non dichiarato e massimo 100mila euro in valore assoluto. Tra le imposte comprese nella dichiarazione integrativa – sostengono i deputati – non sono incluse quelle su patrimonio immobiliare e attività finanziarie detenute all’estero, quindi non c’è nessuno scudo fiscale sui capitali esteri. Stiamo semplicemente aiutando i piccoli debitori a far emergere errori od omissioni, mettendo paletti chiari ed impedendo il rimpatrio di capitali esteri, che sono più facilmente di natura illecita. Inoltre, la pace fiscale potrà essere fatta solo da chi ha presentato la dichiarazione dei redditi: i contribuenti che sono alle prese con il fisco, nei tribunali, potranno sanare la loro posizione pagando il 20 per cento del non dichiarato in 5 anni, in caso di vittoria al secondo grado, senza sanzioni e interessi.

Per quanto riguarda il Reddito di cittadinanza – proseguono i deputati – il Governo si propone di garantire il raggiungimento di un reddito annuo calcolato in base dell’indicatore di povertà relativa dell’Ue. I beneficiari del Reddito di cittadinanza saranno tutti i maggiorenni residenti in Italia da almeno 5 anni disoccupati o inoccupati (inclusi pensionati). Inoltre, superiamo la legge Fornero introducendo la ‘Quota 100’: si potrà andare in pensione con 62 anni di età e 38 anni di contributi versati. In questo modo aiutiamo chi deve andare in pensione e liberiamo posti di lavoro per i giovani. Per le donne abbiamo prorogato ‘Opzione Donna’, che permette alle lavoratrici con 58 anni se dipendenti e 59 anni se autonome e 35 anni di contributi di andare in pensione. Con la cosiddetta Flat tax l’aliquota al 15 per cento è riservata a Partite Iva e imprese con ricavi entro i 65 mila euro, che consente di superare l’Iri, imposta che sarebbe dovuta scattare il prossimo anno e che viene cancellata.

Oltre a ciò, la nuova Manovra taglia dal 24 al 15 per cento l’Ires sugli utili reinvestiti per ricerca e sviluppo, macchinari e per garantire assunzioni stabili, incentivando così gli investimenti e l’occupazione stabile. Arriva anche la cosiddetta cedolare secca sui nuovi contratti di affitto: una ‘Flat tax’ al 21 per cento che si applica anche ai locali commerciali come i capannoni. Inoltre, sono previsti incentivi fiscali per le imprese che riducono l’inquinamento, usando tecniche di produzione con minori emissioni. Nel nuovo bilancio dello Stato – continuano Gallinella e Ciprini – trova spazio anche l’ampliamento del fondo per risarcire tutte le vittime delle crisi bancarie che viene portato fino a 1,5 miliardi. Buone notizie anche per chi ristruttura casa: vengono infatti prorogate le detrazioni fiscali e l’ecobonus per le ristrutturazioni edilizie. Oltre a ciò, il Governo prevede spese per 540 milioni di euro per il 2019, che serviranno all’assunzione e alle code di rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici. Il decreto prevede anche una riduzione delle spese militari pari ai fondi necessari per la riforma dei Centri per l’impiego (1 miliardo di euro), ma anche tagli agli sprechi e più tasse sul gioco d’azzardo. Inoltre, sono previsti 15 miliardi aggiuntivi nei prossimi 3 anni per rilanciare gli investimenti pubblici (3,5 già nel 2019) con cui finanzieremo ponti, strade, infrastrutture idriche, misure antisismiche, efficientamento energetico, intelligenza artificiale e nuove tecnologie. Andremo a creare una ‘task force’ per valutare, monitorare e attivare rapidamente i progetti d’investimento, semplificheremo il Codice degli Appalti per velocizzare l’avvio degli investimenti ed estenderemo la compensazione tra crediti e debiti verso la Pubblica amministrazione. Stanzieremo 500 milioni per un grande piano di assunzioni per poliziotti, magistrati e personale amministrativo: in questo modo assicuriamo ai cittadini maggiore sicurezza e processi civili e penali più rapidi ed efficienti. Tagliamo gli assegni pensionistici sopra i 4.500 euro mensili di coloro che negli anni hanno versato molto meno di quanto percepiscono: una misura con cui vogliamo porre fine ad un’ingiustizia sociale che vede pochi privilegiati ricevere pensioni d’oro, mentre moltissimi altri pensionati sono costretti a vivere sotto la soglia di povertà. Risparmieremo circa 1 miliardo di euro in 3 anni: ogni centesimo servirà a finanziare le pensioni minime.

Inoltre – incalzano i parlamentari – stanzieremo un fondo da 50 milioni per le Regioni per gli interventi di abbattimento delle liste d’attesa e stanziamo 284 milioni per i rinnovi contrattuali di tutto il personale dipendente del Servizio sanitario nazionale: la salute dei cittadini è fondamentale e per garantirla bisogna investire, a partire dal personale, mentre altri 505 milioni saranno attribuiti alle Regioni per le spese farmaceutiche. Oltre a ciò, interveniamo per sanare una situazione inaccettabile creata dalla Legge Boschi per le banche, quella che vedeva imprenditori vantare crediti mai pagati dallo Stato e che si trovano al contempo aggrediti dalle banche che vogliono pignorare loro la casa: un’ingiustizia che non si dovrà mai più ripetere. Tagliamo i costi della politica mediante il calcolo contributivo dei vitalizi derivanti da mandato elettivo regionale e blocchiamo il trasferimento dei fondi per i vitalizi alle regioni che non ne prevedano l’abolizione.

Rinnoviamo la Cassa integrazione straordinaria abrogata dal Jobs Act di Renzi, sostenendo i lavoratori che si trovano coinvolti in crisi, ristrutturazioni o cessazioni aziendali. Infine, per quanto riguarda la Rc Auto, sarà più equa su tutto il territorio nazionale poiché l’obiettivo è evitare che i cittadini onesti, da Nord a Sud, debbano pagare tariffe maggiori per colpa dei disonesti. Con questo decreto fiscale – concludono Gallinella e Ciprini – lo Stato è finalmente dalla parte dei cittadini”.

 

 

 

 

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