Incendio Ponte San Giovanni, M5Stelle chiede intervento commissione ecomafie

 
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Incendio Ponte San Giovanni, M5Stelle chiede intervento commissione ecomafie

Incendio Ponte San Giovanni, M5Stelle chiede intervento commissione ecomafie

Gentile Presidente,

come riferito da alcune Associazioni nel corso della visita della Commissione a Terni, conformemente allo stenografico della seduta del 26 febbraio, esiste e persiste una difficoltà nell’interloquire con alcune Istituzioni, a partire da quelle preposte alla tutela ambientale, come ARPA Umbria. Infatti, sulle molteplici questioni ecologiche aperte in Umbria, dinanzi a plurimi accessi agli atti redatti anche da parte degli scriventi, ARPA ha spesso opposto a vario titolo il diniego o il differimento sine die rispetto alle necessarie risposte urgenti e puntuali, conculcando così una normativa europea e nazionale che in sé è chiara quanto a libertà di consultazione e dovere di informazione al riguardo.

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Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari

Al riguardo, bene avere memoria -tra altre- delle condotte sin qui adottate da ARPA sulla cruciale questione del cromo esavalente a Terni: da mesi pendono diverse richieste di accesso immotivatamente inevase, a voler tacere del fatto che nessuna Autorità -e tantomeno ARPA- avevano reso noti i precedenti picchi dei piezometri in Thyssen nell’ottobre 2018, pur con “falde al cromo VI”. Ma cos’altro dovrebbe responsabilmente imporre la diffusione dei dati, se non dinanzi al cromo VI, al PCB, alle diossine, ai metalli pesanti in acqua o negli alimenti?

In linea di continuità con quanto sinora accaduto, sottoponiamo alla Sua attenzione, ritenendo meritevole di ulteriori approfondimenti e iniziative da parte dell’autorevole Commissione che presiede, il fatto che, pur dopo otto giorni dal furioso rogo della Biondi Recuperi a Perugia, avvenuto in area fortemente antropizzata e di pregio (zona di vincolo paesaggistico-ambientale!, con numerose e pure rilevantissime attività agricole), ARPA non abbia ancora pubblicato dati puntuali in merito a diossine, PCB, IPA e metalli, se non trasmettendo una nota sintetica dello status quo a pochissimi soggetti istituzionali in data 14 marzo -peraltro poche ore prima di una seduta di Commissione Ambiente regionale in cui doveva esser ascoltata l’assessore al ramo, Fernanda Cecchini.

Tuttora gli stessi consiglieri regionali non hanno in mano alcunché. Nemmeno la predetta nota. Figurarsi se costoro siano in possesso verbali di visite routinarie o a sorpresa di ARPA presso questa impresa, così come altrove, presso altri gestori di piattaforme di rifiuti, documenti tanto più necessari dopo le interdittive antimafia 2015.

Alla luce dei ripetuti denegati accessi agli atti del passato e del presente, nonché della mancata diffusione pubblica di informazioni precise e quotidiane sulle matrici ambientali, chiediamo pertanto un intervento formale, concreto e straordinario della Commissione: il rischio del contegno assunto in questi anni da ARPA non è soltanto quello di deprivare i rappresentanti eletti di elementi conoscitivi essenziali per l’adozione di politiche pubbliche efficaci, ma anche quello di disorientare e blandamente rassicurare le comunità, quando invece, tutt’attorno, tale assordante silenzio potrebbe confortare e incoraggiare proprio i responsabili di crimini ambientali, Ecomafie incluse

Andrea Liberati – Maria Grazia Carbonari
M5S Regione Umbria

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