Carla Spagnoli, lo Stato aiuti la Polizia Penitenziaria

Carla Spagnoli, lo Stato aiuti la Polizia Penitenziaria
polizia penitenziaria

da Carla Spagnoli (Presidente Movimento per Perugia)
Carla Spagnoli, lo Stato aiuti la Polizia Penitenziaria. In Italia ogni anno si parla delle condizioni dei carcerati e ci si “strappa i capelli” per tutelare i detenuti e invocare “pene alternative” e colpi di spugna vari, nessuno si preoccupa della Polizia Penitenziaria e dei suoi agenti, le prime e vere vittime dell’emergenza carceri!!! Ormai non si contano più le aggressioni contro i poliziotti penitenziari, specie nel carcere di Capanne: l’ultimo episodio noto riguarda un criminale nigeriano che ha aggredito tre agenti con calci sul volto e morsi sul collo e li ha mandati all’ospedale!

A questi tre fedeli servitori dello Stato e a tutti i loro colleghi va la mia massima stima, vicinanza e solidarietà. L’episodio di Capanne è l’ennesimo (e temiamo, purtroppo, che non finirà qui…) di una lunga serie di aggressioni, intimidazioni, insulti e offese ai danni della Polizia Penitenziaria, e ancora parliamo di tutelare i detenuti???

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Tra il 2013 e il 2017 in Italia si sono registrate circa 2.250 aggressioni e nello stesso periodo ci sono stati 35 SUICIDI tra funzionari della Penitenziaria (6 nel 2017)! Dal 2000 ad oggi i suicidi sono stati più di 100…  Una tragedia, che si consuma sotto gli occhi di uno Stato fino a ieri indifferente e in un silenzio assordante e vergognoso! I poliziotti penitenziari, a Perugia e in tutta Italia, si ritrovano ogni giorno a dover vivere sulla loro pelle l’emergenza carceri, a gestire e rieducare, tra mille difficoltà, una popolazione carceraria composta da molti stranieri, provenienti da culture ed etnie diverse e spesso in contrasto tra loro, a dover affrontare frequenti risse tra detenuti, devastazioni di celle, ribellioni, tentativi di fuga, atti di autolesionismo e persino suicidi…

Senza dimenticare il loro prezioso contributo nelle indagini di Polizia Giudiziaria, nelle scorte e nella gestione della banca dati dei DNA di tutti i soggetti che transitano negli istituti penitenziari. Tutto questo lavoro viene svolto fedelmente con una carenza d’organico e di risorse ormai cronica, in carceri sempre più sovraffollate, in condizioni di stress, scarsa autonomia, turni straordinari che diventano “ordinari” e carichi di lavoro massacranti…

Sono anni che la Polizia Penitenziaria denuncia questa situazione, senza ricevere risposte!!! Come si può lavorare in questo stato? Cosa ha fatto lo Stato fino ad oggi per venire incontro ai suoi uomini e garantire loro condizioni umane e decenti sul lavoro? Cosa ha fatto per contrastare la tragedia dei suicidi tra gli agenti? È mai stata strutturata un’apposita direzione medica, composta da medici e psicologi, per tutelare e promuovere la salute degli agenti?

Sono stati stanziati fondi per l’aggiornamento e la formazione dei poliziotti penitenziari? Si sono fatti accordi con altri Paesi per far si che i detenuti stranieri scontino la pena nelle loro patrie galere? La risposta, cari cittadini, potete immaginarla… Inutili sono le parole o le dichiarazioni di solidarietà rilasciate alla stampa dai soliti politici: se dalla politica non sono arrivati i fatti, oggi con il nuovo governo confidiamo nel cambiamento e che la voce di questi poliziotti venga finalmente ascoltata!

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