Ast-Thyssen di Terni, Liberati e Carbonari M5s, chiedono controllo standard retributivi

 
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Arpa Umbria, M5S, la giunta faccia rispettare la legge

Ast-Thyssen di Terni, Liberati e Carbonari M5s, chiedono controllo standard retributivi. “Un controllo rigoroso degli standard retributivi e dell’inquadramento degli esternalizzati di Ast-Tk; un’informazione su come la Regione stia agendo per tutelare dipendenti, storia e valore della ditta ‘Iosa Carlo’; una comunicazione, infine, circa i motivi per cui, nella estenuante attesa del vincitore della fantomatica gara Thyssen per il recupero delle scorie, la Regione Umbria non stia ancora imponendo l’aggiornamento della Via sul sito produttivo”.

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Questo è quanto chiedono all’Esecutivo regionale, in una interrogazione a risposta immediata (question time) di cui annunciano l’imminente deposito, i consiglieri Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari (M5S). E a proposito della vicenda delle scorie due esponenti pentastellati rilevano “un’ulteriore espansione in atto della nota discarica dei veleni di Vocabolo Pentima-Valle, a poco più di un chilometro dalla Cascata delle Marmore, in un quadro di ammorbamento generale e totale, pluricertificato da Ispra e Arpa”.

Nel proprio atto ispettivo, Liberati e Carbonari spiegano che “mentre AST-Thyssen Krupp, da anni, non è più interesse primario del gruppo tedesco, la multinazionale pare conseguire significativi risparmi non solo sul versante degli impianti, spesso inefficienti, come dimostrano le analisi di Ispra e Arpa sull’allarmante tenore dei metalli pesanti su aria, suoli, acque, ma anche sul fronte organizzativo, dopo i pesanti tagli occupazionali e di stipendi, seguiti alla vertenza del 2014.

AST-TK – aggiungono – ricorre infatti per quanto di suo interesse a decise esternalizzazioni, evitando assunzione di proprio personale dipendente e, fatta salva la verifica del Durc, senza rispetto degli standard retributivi di queste maestranze esternalizzate”.

I due consiglieri pentastellati ritengono che essendo la Thyssen “azienda ad altissima responsabilità sociale” sia “necessario almeno il ferreo controllo dei minimi tabellari e dell’inquadramento dei predetti esternalizzati, visto pure che, per appalti da eseguire altrove, soggetti che operano anche in AST-TK sono stati di recente giudiziariamente puniti proprio per aver violato questi principi di base del diritto del lavoro.

Frattanto – aggiungono Liberati e Carbonari – prosegue la crisi della ditta ‘Iosa Carlo’, impresa umbra qualificata che dà lavoro a oltre 140 famiglie e che è fortemente operativa dentro Ast-TK. Questa azienda – concludono – per molti motivi, è un boccone prelibato di svariati soggetti interessati a spolpare una storica realtà non solo locale, rischiando di mandarla in fallimento, pur dopo aver accettato in Umbria soggetti pseudo-imprenditoriali ben diversi, talora indegni”.

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