Sindaco Andrea Romizi apre campagna elettorale davanti a 300 persone

Il conviviale era stato organizzato dalla lista civica del Sindaco Romizi, “Progetto Perugia”

Sindaco Andrea Romizi apre campagna elettorale davanti a 300 persone

Sindaco Andrea Romizi apre campagna elettorale davanti a 300 persone

del Direttore
Marcello Migliosi
Quando è arrivato al Park Hotel ha trovato oltre trecento persone ad aspettarlo. Chissà, forse non se l’aspettava, fatto sta che Andrea Romizi è apparso quasi stupito, imbarazzato. Ad accoglierlo un grande applauso. L’applauso di chi lo sostiene, di chi crede in lui, di chi, in sostanza, gli vuole bene. In ballo c’è la rielezione alle amministrative del 2019.  Il conviviale era stato organizzato dalla lista civica del Sindaco Romizi, “Progetto Perugia”. Tra le tante persone intervenute e tra queste, i  consiglieri comunali Marcacci, Numerini, eletti con Progetto Perugia alle amministrative del 2014, nonché il Presidente del consiglio Comunale Varasano e gli assessori Calabrese, Casaioli, Cicchi e Wagué.

All’inizio dell’incontro, il consigliere Otello Numerini ha illustrato brevemente le ragioni dell’impegno anche per le prossime elezioni della lista civica “Romizi Sindaco Progetto Perugia” che si candida ad essere il supporto principale al Sindaco Andrea Romizi: il garbo unito ad una autentica considerazione dei concittadini, la concretezza nell’amministrare associata ad una visione avveniristica della città, l’attenzione verso la coesione sociale, sono quei tratti che hanno caratterizzato l’agire politico del Sindaco Romizi e che rappresentano la trama che tutti unisce nella lista civica “Romizi Sindaco Progetto Perugia”.

Poi, dopo la cena e in maniche di camicia, Andrea Romizi. «Per quatto anni e mezzo – ha detto il sindaco – non ho quasi mai alzato la testa e ritrovarmi qui con voi è il segnale che quello che ho vissuto voi l’avete toccato con mano con me». Il sindaco ha ricordato la “sofferenza finanziaria vissuta dal comune di Perugia”. Riferendosi ad uno studio della Cna, Romizi ha ricordato che negli ultimi dieci anni (2008 – 2018) Perugia ha avuto un taglio di trasferimenti, da parte dello Stato, del 61 per cento, “a fronte – ha detto l’Alcalde – di una media nazionale di poco sopra il 50 per cento”,

Perugia, dunque, è andata in sofferenza più di altri comuni. «Come se non bastava questo – ha detto – ci siamo dovuti sobbarcare anche i “nostri mali”, il disavanzo di 35 milioni di euro che, appena insediati, abbiamo certificato e ci sono comuni che sono “saltati” per molto meno».

Forse è stato quello lo spunto per prendere una decisione. «In alcuni casi – sottolinea – questa decisione mi è stata persino contestata. La scelta è stata quella di dire mi interessa poco di lamentarmi o di fare l’elenco delle cose che non andavano bene e che abbiamo trovato». Andrea Romizi scelse la linea del “devo dare una risposta alla mia città”.

L’azione amministrativa, quindi, è stata quella dell’essere trasparenti senza piangere su ciò che il “destino” aveva lasciato in eredità. «Serviva prima di tutto – ha detto – restituire alla gente un sentimento di fiducia, e noi non ci siamo voluti fermare alla denuncia, alla lamentela e a stigmatizzare ciò che non era stato fatto in maniera compiuta. Abbiamo lavorato per restituirci una prospettiva».

L’unica via, quindi, era quella della “fatica e del lavoro”. «Questo è un paese che si è ammalato rincorrendo le scorciatoie – ha detto -, ma le scorciatoie non esistono e chi le propugna sta solo prendendo in giro la gente. La via è solo quella del lavoro, della fatica, un po’ come facevano i nostri nonni».

Una fatica che secondo il sindaco deve, però, essere condita dall’affezione, dall’amore per la “nostra terra e le radici e dalla visione lunga”.

«Abbiamo cercato – ha spiegato Romizi – di rimetterci un po’ in “sesto” e di sistemare i nostri conti e stiamo facendo un grosso lavoro. Per rimanere in piedi siamo riusciti a contenere la nostra spesa di 26 milioni l’anno. Con metodo, ufficio per ufficio, dirigente per dirigente, assessorato per assessorato, abbiamo visto tutte le spese, anche quella dell’acqua, e abbiamo contenuto e razionalizzato senza tagliare alcunché alla cittadinanza».

Seppure in una condizione sfavorevolissima, quindi, Perugia ha in ogni caso guardato avanti e Andrea Romizi su questo è chiaro. «Mettere a posto i conti sì – ha detto – ma siamo partiti subito su altri fronti. La fibra in cima a tutto». Ha ricordato l’art bonus, tecnica di finanziamento con la quale si sono recuperati tanti monumenti cittadini. «Questo grazie alla affezione che è stata recuperata – ha sottolineato -, noi con l’art bonus siamo riusciti a racimolare tanto quanto hanno raccolto intere regioni».

Il sindaco ha parlato di Perugia 1416 e poi è tornato sulla banda ultra larga. «Perugia – ha fatto notare – è la città capofila in un progetto capofila in Italia che, con questa infrastruttura, modifica il pil del territorio. Avere o non avere la banda ultra larga fa la differenza in ogni ordine e grado della vita di una città». Ha ricordato i tanti accordi internazionali, ma anche l’informatizzazione della Circoscrizione di Ponte Felicino…ricordando che poi a Parigi si è anche parlato di Perugia come città “avanti” in questo settore.

Romizi è passato poi su tutti i tavoli, facendo un saluto a tutti e cercando di non scordare nessuno. Di certo la sua campagna elettorale è cominciata nel migliore dei modi, con un bagno salutare tra la sua gente.

 

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