Richiesta esecuzione tamponi COVID-19 a tutto il personale sanitario

 
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Cala l'aumento dei positivi, quattro in più di ieri, dato task-force

Richiesta esecuzione tamponi COVID-19 a tutto il personale sanitario

Ad un mese dall’esplosione di quella che è divenuta la pandemia da SARS-Cov 2, il virus sembra essere anche responsabile di quadri asintomatici o paucisintomatici in soggetti che contribuiscono in questo modo alla diffusione del virus stesso e, conseguentemente, della malattia e dei quadri di polmonite da COVID-19.

Pur avendo accolto molto favorevolmente le misure stringenti applicate dal Governo e conseguentemente da questa Regione, crediamo che uno screening, attraverso tamponi naso-faringei, più esteso e non rivolto solo ai casi sintomatici possa contribuire ad intercettare ed isolare tempestivamente questa tipologia di soggetti portatori che stanno contribuendo ad aumentare i casi di contagio. Tra questi gli infermieri e il personale sanitario che ad oggi conta 2300 contagiati in Italia.

Pertanto con la presente chiediamo che la Regione Umbria, come sostenuto anche dalla Organizzazione Mondiale della Sanità, si attivi per individuare il maggior numero di infetti attraverso i tamponi da praticare in modo massiccio, a cominciare da tutto il personale infermieristico e sanitario delle strutture regionali.

 Crediamo che investire in modo cospicuo in questa attività di prevenzione porti innanzitutto a rallentare l’epidemia, con conseguente riduzione del numero dei malati e dei decessi ed ovviamente della spesa sanitaria in prospettiva.

Confidando in una Vostro positivo riscontro, per il bene di tutta la popolazione sanitaria e della cittadinanza umbra, cordialmente saluto.

Duole constatare che mentre il personale sanitario è impegnato a combattere il COVID-19 gli operatori preposti alla sicurezza, datori di lavoro in primis, non lo proteggono a sufficienza con evidenti ripercussioni sulla salute del personale e della collettività.

In particolare si segnala:

  • La distribuzione di mascherine non idonee a proteggere il personale sanitario, ossia “mascherina filtra batteri” il cui utilizzo previsto sulla stessa confezione è: I) in aereo; II) in treno; III) in autobus;
  1. IV) nei luoghi affollati, con esclusione di ospedali o ambulanze e non può certamente proteggere dal rischio di contagio del personale sanitario che si trova in contatto diretto con pazienti affetti da COVID-19 il quale è almeno 100 volte più piccolo di un batterio;
  • L’indisponibilità di dispositivi di protezione individuale come mascherine FFP2 e FFP3 che il Ministero

della Salute individua, con circolare n° 5543/2020, quali dispositivi idonei in caso di aerosol;

  • Il D.L. n° 9/2020 all’art. 34 dispone al punto 3 “In relazione all’ emergenza di cui al presente decreto, in coerenza con le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e in  conformità  alle attuali evidenze scientifiche, è consentito fare ricorso alle mascherine chirurgiche,  quale  dispositivo idoneo a proteggere gli operatori sanitari”;

 Per quanto sopra, si denunciano le gravi inadempienze e la grave violazione della normativa sopra menzionata e il grave pericolo cui sono esposti gli infermieri (e il personale sanitario tutto) mediante l’utilizzo delle citate mascherine e dell’assenza di altri dispositivi idonei non equiparati a dispositivi medici e sanitari utili alla protezione dei rischi da virus.

Ebbene la mancata adeguata protezione del personale sanitario si traduce, oltre che in una inaccettabile offesa alla dignità degli infermieri impegnati in prima linea a tutela della salute pubblica, anche ad un notevole aumento del rischio clinico per gli operatori che si trovano a lottare quotidianamente.

Premesso quanto sopra si rende necessario da parte delle SS.VV. di dotare immediatamente il personale sanitario tutto di idonei dispositivi di protezione per come individuati dalla normativa di settore e dalle linee guida della Organizzazione Mondiale della Sanità.

In merito alla descritta situazione, la scrivente O.S. adirà le competenti sedi giudiziarie per il perseguimento di reati di colposa diffusione dell’epidemia ai sensi dell’art. 452 c.p. e, ove necessario, tentate lesioni e /o omicidio colposo di cui agli art. 582 e 575 c.p.

 In mancanza di riscontro adirà le competenti autorità giudiziarie civili per la tutela dei diritti nel personale sanitario anche in via urgente e l’Ispettorato del Lavoro per l’emissione dei dovuti provvedimenti.

 Inoltre, in difetto di risposta immediata alle nostre richieste, NurSind proclamerà lo stato di agitazione del personale infermieristico di tutte le Aziende Sanitarie e Ospedaliere umbre.

 

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