Ondate di calore, sembra di essere dentro un forno, caldo fino a giovedì

 
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Ondate di calore, fase forte disagio anche per il 13 giugno

Ondate di calore, sembra di essere dentro un forno, caldo fino a giovedì. L’Italia e’ un vero e proprio forno. L’espansione del promontorio anticiclonico africano sta arroventando in queste ore il nostro Paese, dove si soffre il caldo da Nord a Sud. Il team del sito ilmeteo.it avvisa che tutta la settimana sarà all’insegna del sole e di un clima bollente, con valori in progressiva crescita nel corso della settimana, fino a 38/39 gradi su diverse città del Centro Nord, Capitale compresa.

Almeno fino a giovedì 2 agosto. Poi qualcosa si muoverà , in particolare al Centro Sud, dove nella giornata di venerdì 3 agosto sono previsti temporali anche forti, con rischio di grandine: oltre alle regioni meridionali peninsulari, a rischio anche il Lazio, con possibilità di fenomeni fino a Roma.

Antonio Sano’, direttore e fondatore del sito ilmeteo.it avvisa che nel prossimo weekend l’anticiclone potrebbe essere ancora prevalente, ma non per tutti. A rischio temporali, oltre all’arco alpino, anche il medio/basso Tirreno e le Isole maggiori. Anche la Capitale potrebbe essere colpita da rovesci.

Caldo intenso in gran parte dell’Umbria ma gli ospedale di Perugia e Terni non segnalano alcuna emergenza legata alle temperature elevate. Con gli accessi al pronto soccorso rimasti nella norma. A Perugia – una delle città con il “bollino rosso” – alle 14 si sono toccati i 34 gradi, 36 a Terni. Il direttore del pronto soccorso del capoluogo umbro, dottor Paolo Groff, ha spiegato che “nonostante il caldo non è stata registrata un’attività assistenziale fuori dalla norma”. “E’ però opportuno – ha aggiunto – che la cittadinanza non abbassi la guardia”. L’ospedale di Perugia dispone comunque di un piano per fronteggiare eventuali emergenze e posti letto sempre disponibile per accogliere i pazienti se necessario. Non ha registrato incremento di accessi anche il pronto soccorso di Terni. Nei giorni scorsi pochi anziani si sono presentati per l’aggravarsi di patologie cardiorespiratorie ma sono stati rimandati a casa dopo brevi periodi di osservazione.

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