Ripartire dopo pandemia, a Scuola Umbria alza la voce, c’era Azzolina

Empatia, dialogo, riflessione questa per noi la ricetta per ripartire

Ripartire dopo pandemia, a Scuola Umbria alza la voce, c'era Azzolina

Ripartire dopo pandemia, a Scuola Umbria alza la voce, c’era Azzolina

di Martina Leonardi*

“Per crescere un bambino serve un intero villaggio” è all’insegna di questa frase, che si è svolto ieri, presso la Provincia di Perugia, il convegno “Soluzioni educative per un mondo post- Covid: Torniamo a Vivere!” promosso ed organizzato dal Comitato a Scuola Umbria con il patrocinio della Provincia di Perugia. Scopo dell’incontro è stato quello di fare un punto della situazione dopo i due anni di pandemia appena trascorsi con la maggior parte di coloro che fanno parte della “comunità educante”, in linea con quanto previsto dal nostro Statuto.

Partendo dai dati statistici, introdotti dalla presidente del Comitato Francesca Leone e ricavati dalla recente ricerca Istat su come hanno vissuto la “vita quotidiana a distanza vissuta dai ragazzi e dalle ragazze delle scuole secondarie”, si sono susseguiti i relatori raccontando in base alla propria professionalità, il loro punto di vista su giovani e scuola post pandemia.

Mascherine, assenza di attività fisica e socialità tra pari

L’intervento della Dott.ssa Sara Gandini ha ribadito quanto la narrazione ufficiale in cui vengono descritti i giovani come untori e le scuole come motore di contagio sia lontana dalle evidenze scientifiche e come adesso anche Save the Children parli dell’Italia come un paese ingiusto in quanto applica misure sempre più restrittive su bambini e ragazzi rispetto al resto della popolazione. Bambini e ragazzi che invece sono coloro che rischiano meno il contagio da Covid ma che, sempre secondo le evidenze scientifiche stanno subendo gravi danni derivanti dalle misure di contenimento quali mascherine, assenza di attività fisica e socialità tra pari.

Onorevole Lucia Azzolina

Importante la presenza dell’Onorevole Lucia Azzolina, ex ministra dell’Istruzione, che ha sottolineato con forza l’importanza della scuola pubblica per la crescita personale dell’individuo ma anche della società, constatando quanto purtroppo la politica sia lontana dal capire questo scegliendo di non investire su questa Istituzione non ritenendola un elemento produttivo del paese. Sguardo miope questo, poiché i paesi che più investono nella scuola hanno Pil nettamente più alti del nostro così come più elevato è il tasso di occupazione femminile nonché la natalità.

Di grande impatto le parole di John Lawrence Dennis, docente di psicologia dell’Università degli studi di Perugia sui danni psicologi causati dalle misure di contenimento: i nostri ragazzi, le nostre ragazze sono stati bravi sottostando a tutte le regole imposte ma hanno subito danni che comprometteranno capacità cognitive e relazionali nonché lifeskills quale ad esempio l’empatia.

Tutti gli altri relatori dal dirigente Angelo Stumpo di Città di Castello a Damiano Bernardini di Anci, da Arianna Angeli (esperta di cittadinanza digitale) a Rossella Spina di Libera Umbria passando dal mondo dello sport con la testimonianza di Alessandro Ruisi (allenatore Federazione Italiana Rugby) hanno sottolineato quanto siano necessari questi momenti di riflessione e scambio al fine di lavorare ad una nuova società che si prenda davvero cura dei più piccoli.

Coinvolgere anche le famiglie nel processo decisionale

Da segnalare purtroppo l’assenza delle istituzioni provinciali e regionali: per questo, è stato ribadito dal Comitato quanto sia importante invece coinvolgere anche le famiglie nel processo decisionale in merito alle politiche scolastiche: c’è bisogno di una politica che ascolti e che sia in grado di accogliere il cambiamento avvenuto all’interno delle famiglie negli ultimi venti anni.
I bisogni delle famiglie, delle ragazze, dei ragazzi, dei bambini e delle bambine sono mutati è l’ora quindi che muti anche la scuola nei metodi didattici e pedagogici, a livello strutturale creando spazi attrattivi, ma anche nell’organizzazione quotidiana degli orari.

Empatia, dialogo, riflessione questa per noi la ricetta per ripartire, ricordando che la scuola si fa a scuola mettendo al centro i bisogni degli studenti e delle studentesse.

* Per il Comitato a Scuola Umbria

 

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