Coronavirus Umbria, Tesei: “Già superati contagi fase 1, quadruplicato numero tamponi”

 
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Coronavirus Umbria, Tesei: "già superati contagi fase 1"

Coronavirus Umbria, Tesei: “Già superati contagi fase 1, quadruplicato numero tamponi”

I casi positivi 4558, ricoveri 270, 29 in terapia intensiva, isolati domiciliari 5596. “Numeri che fanno comprendere – ha detto la presidente – come la seconda fase di questa emergenza sia completamente diversa da fase 1: superati già i contagi, a un ritmo giornaliero mai visto, come in tutte le altre Regioni. Una velocità di propagazione mai vista, numeri che nella fase 1 si sono sviluppati in mesi, ora in 10 giorni. Un attacco quattro volte più forte del precedente e senza la presenza di focolai, ma massivo e diffuso, dobbiamo gestire una fase molto diversa. Guardiamo i numeri relativi agli anziani: fra i ricoverati sono solo il 5 per cento, in terapia intensiva sono anziani lo 0,6 per cento dei contagiati e il 10 per cento dei ricoverati, con indice di letalità del 1,42 per cento. Non possiamo negare che si tratta di un’onda completamente diversa, fatta prevalentemente da sintomatici, è stato isolato un numero maggiore di contagi che in tutta la fase 1. I tamponi sono più che quadruplicati, da 700/1000 a 4500 al giorno. Umbria fra le prime 4 in Italia per numero di tamponi in proporzione agli abitanti. Testiamo il 3 per cento della popolazione complessiva tutte le settimane. Non siamo avulsi da un sistema nazionale dove è saltato il tracciamento proprio a causa dei numeri straordinari in tutte le regioni.

AZIONI ATTIVATE: Cerchiamo di prevenire il più possibile il ricorso agli ospedali, cerchiamo di implementare il nostro sistema di tracciamento, fatto accordo con l’Università per 150 nuovi tracciatori. I positivi sono il segno che il virus circola ma il tracciamento regge. Ma la velocità e la forza di questa onda, che colpisce altre regioni fra cui noi, si vede dai dati. Con le prime ordinanze abbiamo cercato di abbattere momenti antropici legati a attività non essenziali o che si possono fare da remoto. Evitare luoghi dove è facile il contagio. Ci stiamo muovendo su più livelli: sulla scuola abbiamo cercato di applicare la didattica a distanza per il 50 per cento degli alunni delle scuole superiori, per l’Università quasi totale, esclusi laboratori.

Abbiamo implementato il trasporto pubblico locale scendendo al di sotto della percentuale di riempimento indicata, il 60 per cento, che si unisce al meno 50 per cento di presenze nelle scuole superiori, per tutelare studenti e gli utilizzatori dei mezzi pubblici. Non è una cosa fatta tanto per fare, comporta impiego di risorse e progetti che gli assessorati hanno svolto. Oltre a ciò, seguo i tavoli con Prefettura e Questura per i controlli. Le ordinanze mostrano effetti dopo 15 giorni, ma serve anche il controllo. Individuare luoghi di aggregazioni, stazioni dei pullman, esterni delle scuole, per evitare che i ragazzi tolgano la mascherina. Il contagio poi passa alle famiglie, dove ci sono gli anziani da tutelare. Serve grande senso di responsabilità da parte di tutti. Nel contempo, abbiamo rinforzato la capacità di risposta dei nostri ospedali, proteggendo chi ci lavora. Ho fatto richieste di ulteriori strumenti di difesa.

TERAPIE INTESIVE: Questa capacità di risposta passa per un piano modulare ma non poteva che essere così, perché quando la fase 1 è venuta meno, dando respiro alle comunità, abbiamo cercato di riattivare tutto quello che era possibile per poter dare risposte alle liste di attesa. Se tutto questo non viene preso in considerazione, non si è corretti intellettualmente, non dimentichiamo da dove siamo partiti. Appena arrivati abbiamo trovato 59 terapie intensive più 10 posti in sala operatoria. In quella fase è stato fatto un miracolo: 124 posti di terapia intensiva, di cui utilizzati al massimo 104. A maggio, con la fase 1 attenuata, abbiamo ridotto i posti di terapia intensiva per il covid, mantenendone 77. Appena ripreso il virus, in maniera furiosa, abbiamo ripreso il riallestimento, come tutti gli altri. Oggi abbiamo 97 posti, numero che cresce, con 23 oggi ancora liberi, e arriveremo a 124. Stiamo seguendo questi allestimenti modulari predisposti. Non è il momento delle polemiche, stiamo gestendo un’emergenza gravissima, non dimentichiamo che siamo partiti da 59 posti. Perché non sono stati utilizzati i 25 milioni del commissario Arcuri? Saremmo rimasti come prima, coi progetti strutturali approvati, con la separazione dei percorsi, tutto fatto nei tempi previsti, approvati in Aula, ma i bandi Arcuri li ha fatti partire a ottobre, questa è la situazione, questi sono i dati veri.

LISTE D’ATTESA: Sul problema del recupero delle liste d’attesa e del mantenimento dell’operatività stiamo cercando di garantirli attraverso un allestimento modulare e portando avanti l’accordo quadro con le cliniche private, con nostro personale sanitario, per evitare ritardi e recuperare il più possibile le altre tipologie di cure. I posti letto per isolamento dalle proprie famiglie sono attualmente villa Muzi a Città di Castello, l’hotel Melody a Deruta e stiamo facendo un accordo con Federalberghi.

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