Dodicimila posti di lavoro in più, Tesei ha presentato il piano per la ripartenza

 
Chiama o scrivi in redazione


Dodicimila posti di lavoro in più, Tesei ha presentato il piano per la ripartenza

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza che riguarda l’Umbria punta a mettere “un punto fermo dopo la fase tre dell’emergenza Covid”. “E’ un documento che ci consentirà poi di discutere con il Governo sulla base di un documento organico e non con interlocuzioni per interventi spot” ha aggiunto.

“E’ un documento condiviso con i territori – ha detto Tesei -, con le associazioni di categoria, le parti sociali e l’Università. Insomma con tutto il mondo regionale. Abbiamo voluto mettere in questo progetto dei programmi chiari che hanno una duplice caratteristica, alcuni sono programmi ‘verticali’ che vanno a intervenire su specifiche questioni e settori, altri sono sono programmi declinabili in modo orizzontale che riguarderanno tutto il territorio”.

45 progetti strategici e capaci di rimettere in moto l’economia umbra post Covid. Per le opere che la Regione ha inserito nel Recovery plan, sono stati chiesti al Governo 3,1 miliardi. Un valore capace di generare sul Pil un impatto di crescita tra i 500 e 800 milioni entro il 2026, quindi con un contributo aggiuntivo al Prodotto interno lordo regionale pari a 3 punti percentuali l’anno. Mentre sul fronte occupazionale, sempre basandosi su stime di massima fornite dagli uffici regionali, l’impulso potrebbe portare a un incremento di 10-12 mila occupati l’anno.

“Per stilare il documento, che contiene 45 progetti organizzati nelle 6 misure previste dal Pnrr europeo – ha sottolineato la Presidente – abbiamo messo in campo una condivisione con i rappresentanti di territori, categorie e numerosi stakeholder, che saranno inoltre nuovamente coinvolti nell’importante fase della messa a terra dei progetti. Lo scopo, come detto, creare un nuovo posizionamento dell’Umbria nel post Covid: una regione verde e poco popolata dove va creato il terreno fertile per vivere, lavorare, investire, fare ricerca e fare impresa, coniugando il tutto con l’alta qualità della vita che la regione offre. Un territorio che sia dunque ancora più attrattivo grazie alle nuove infrastrutture materiali e anche alla nuova frontiera digitale che rimetteranno l’Umbria al centro del Paese. Un’Umbria sempre più protagonista del turismo nazionale ed internazionale di qualità, con positivi effetti sui consumi. Una terra dove i giovani vogliano e possano rimanere, dove le famiglie riescano a crescere e dove le donne realizzino una vera parità di genere anche nel lavoro. In questa visione di futuro il Pnrr ha il ruolo di volano, attraverso l’attuazione dei 45 progetti che prima di tutto dovranno rimettere in moto la fiducia e l’impresa, perché questi sono i veri motori del ritorno allo sviluppo”.

Quanto ai 45 progetti è stato specificato che sono accumunati da linee comuni come: i tempi di esecutività, cantierabilità, realizzazione e rendicontabilità entro il 2026; la possibilità di inserimento nelle linee guida nazionale diventandone una dimensione attuativa fondamentale; la possibilità di partecipare ad eventuali bandi nazionali previsti nel Pnrr; l’essere base fondante della programmazione comunitaria 21-27, in una logica di complementarità delle risorse comunitarie e condivisione della programmazione. Ora il prossimo passo a cui l’Umbria è pronta, dopo aver fatto i “compiti a casa”, è iniziare la vera partita che prevede il proseguimento dell’interlocuzione con il Governo, la progettazione fattiva e la realizzazione dei progetti.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*