Acciaierie di Terni, mantenimento lavoro e salvaguardia delle produzioni

 
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Ast, sindacati incontrano parlamentari italiani ed europei 
ph Roberto Cavaliere

Acciaierie di Terni, mantenimento lavoro e salvaguardia delle produzioni

“Quello dell’Ast è un tema sul quale abbiamo sempre registrato grande compattezza al di là di valutazioni o sfumature differenti e che ha trovato una sintesi nel documento votato in Aula: la priorità è quella di salvaguardare il mantenimento del lavoro del sito ternano della TK-AST e la qualità delle produzioni”. Così il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Eleonora Pace, esprime soddisfazione per la votazione unanime della risoluzione unitaria sulla vicenda TK-AST,  sintesi delle tre mozioni sul tema, una della maggioranza di cui Pace era prima firmataria, sottoscritta da Lega, Forza Italia e lista civica Tesei presidente, una del PD e una del Movimento 5 Stelle.

“Le preoccupazioni che accompagnano da più parti questa nuova situazione di incertezza sul futuro delle acciaierie di Terni – commenta Pace – non sono purtroppo che l’ennesimo capitolo di un copione già scritto, un altro atto di questa lunga ed estenuante vicenda che, oramai da anni, ci propone sceneggiature a tutti note. Situazioni nuove e vecchie che, di volta in volta, hanno registrato novità, speranze e delusioni, rispetto alle quali, è giusto sottolinearlo, forte e coesa è sempre stata la volontà da parte di tutti gli attori istituzionali, economici, politici e sociali della nostra regione di difendere unitariamente la storia, la tradizione ed il futuro delle produzioni delle acciaierie di Terni”.

“Più volte – sottolinea Eleonora Pace – abbiamo espresso preoccupazione per le tante indiscrezioni e smentite che hanno accompagnato il modo nel quale si stava incanalando la vicenda AST. Lo abbiamo fatto già all’indomani dell’accordo del 2014 che concludeva una vertenza drammatica, che aveva visto una dura lotta dei lavoratori che, unitariamente ad una città e ad un’intera regione, difendevano il ‘lavoro italiano’ ed il diritto al futuro delle sue produzioni di eccellenza”.

“Le situazioni che stiamo vivendo – continua il consigliere FDI -, vengono da lontano ed è assolutamente indispensabile che questa istituzione ed ognuno di noi ne abbiano piena consapevolezza. Oggi, alla luce di quanto sta accadendo, è però tempo di chiarezza e determinazione per evitare che una nuova spirale involutiva condanni definitivamente il sito ternano ad un ruolo di ridimensionamento e marginalizzazione. Un  appuntamento, perciò, annunciato quello che stiamo vivendo, e che rischia di consegnarci dopo pochi anni di torpore e supino galleggiamento una realtà senza futuro”.

“La vicenda della TK Ast – rileva Pace – si salda con le tante altre vertenze nazionali industriali a cominciare da Taranto, in un’ultima  chiamata per l’Italia  e alla sua capacità di difendere interessi nazionali nell’ottica della difesa di produzioni strategiche per il Paese e per quell’Europa che a parole dovrebbe difendere gli interessi continentali. Oggi, più ancora di altre volte, nell’affrontare il problema delle acciaierie di Terni, mi auguro che ci sia realmente una consapevolezza generale della gravità del problema. Perché le scelte sbagliate di quei percorsi  di cui tante volte si è parlato, potrebbero purtroppo oggi trovare per l’AST la loro sintesi in scelte di nanismo industriale che sancirebbero ugualmente la fine definitiva della grande industria siderurgica nella nostra regione”.

“Ecco perché – continua Eleonora Pace – la risposta delle istituzioni deve essere perciò quella di favorire la ricerca di un nuovo percorso che sostenga le attuali produzioni, gli stessi volumi e gli attuali livelli occupazionali, favorendo  la concorrenza sul mercato globale ed evitando operazioni che impoveriscano il patrimonio del lavoro italiano che tale rimane al di là dei profitti che legittimamente le multinazionali possono fare. Questa nuova situazione per AST – conclude Pace – ha caratteristiche straordinarie e deve essere subito iscritta urgentemente nell’agenda del Governo e accompagnata da una forte mobilitazione di tutte le istituzioni umbre a partire dalla Regione, insieme a tutte le forze politiche, sindacali e all’intera società umbra”.

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