Assegnati i riconoscimenti a 27 birrifici da 13 regioni
Umbria prima al Premio Cerevisia – Sono 27 i birrifici italiani premiati alla dodicesima edizione del Premio Cerevisia, selezionati tra 147 birre ammesse alla fase finale. La regione Umbria conquista il primato nazionale con sei birrifici vincitori, seguita da Campania, Calabria, Lazio e Lombardia, ciascuna con tre. Il Veneto porta a casa due riconoscimenti, mentre Friuli Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Toscana, Marche, Piemonte, Puglia e Sardegna ottengono un premio ciascuna. I risultati, presentati nel corso di una conferenza stampa a Deruta, testimoniano la crescita costante del settore brassicolo artigianale in Italia.
Il Premio Cerevisia, istituito nel 2013 su iniziativa della Camera di Commercio, della Regione Umbria, del Comune di Deruta, del CERB dell’Università di Perugia e di AssoBirra, rappresenta una delle principali manifestazioni italiane dedicate alla birra artigianale. L’evento si distingue per l’approccio scientifico e istituzionale, supportato dal patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, nonché dell’AITBM, l’Associazione Italiana dei Tecnici della Birra e del Malto.
A caratterizzare la selezione dei vincitori è un processo di valutazione che prevede una doppia analisi: chimico-fisica, affidata al CERB, e organolettica, svolta da un panel nazionale di degustatori. Le birre, anonimizzate secondo protocollo certificato, vengono esaminate individualmente per garantire obiettività, freschezza e rispetto degli standard qualitativi.
Umbria prima al Premio Cerevisia
L’Umbria, che ospita il premio, si conferma come regione trainante per il comparto. Con 25 birrifici iscritti al Registro Imprese, di cui 14 con attività prevalente, si pone come laboratorio attivo per lo sviluppo di una filiera brassicola regionale. La legge approvata nel 2023 a livello regionale per la valorizzazione della birra artigianale ha contribuito alla strutturazione della produzione, favorendo l’intera catena di valore, dal luppolo all’imbottigliamento.
La crescente partecipazione giovanile è un altro segnale del dinamismo del settore. Molti dei birrifici premiati sono guidati da imprenditori under 40, che investono in qualità, sostenibilità e radicamento territoriale. Un trend che il Premio Cerevisia mira a sostenere, ponendosi anche come vetrina e incubatore per le nuove generazioni di birrai italiani.
Nella cerimonia prevista per il 17 giugno al Centro Congressi della Camera di Commercio dell’Umbria a Perugia, saranno svelati i premi specifici attribuiti alle singole etichette. Durante la conferenza stampa di presentazione sono stati divulgati esclusivamente i nomi dei birrifici vincitori, senza collegamento ai prodotti, per mantenere il riserbo fino all’evento ufficiale.
Il valore attribuito alla competizione si basa sulla scientificità delle analisi, ma anche sulla conformità normativa delle produzioni. L’unicità del premio risiede nella certificazione completa delle birre partecipanti, comprensiva di etichettatura e packaging, secondo le leggi vigenti in materia.
Il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni, ha ricordato come il comparto sia passato da poche decine di realtà produttive a quasi mille microbirrifici attivi in Italia, con un impatto crescente sull’agroalimentare. L’espansione della coltura del luppolo, un tempo marginale, è diventata un elemento centrale per la filiera, in particolare in regioni come l’Umbria, che ha investito con decisione in questo segmento produttivo.
Il sindaco di Deruta, Michele Toniaccini, ha sottolineato il ruolo strategico del comune come sede del premio, ribadendo l’impegno dell’amministrazione nel sostenere eventi capaci di attrarre attenzione nazionale su talenti e prodotti locali. Il consigliere Giacomo Latterini ha evidenziato l’emergere di nuove imprese artigianali grazie alle politiche regionali incentrate sulla filiera brassicola.
Ombretta Marconi, direttrice del CERB, ha ribadito come il livello qualitativo delle birre italiane sia in continua ascesa, grazie anche al supporto tecnico-scientifico fornito dal centro. La struttura, prima in Italia per ricerca brassicola, continua a rappresentare un riferimento per il comparto, offrendo analisi, formazione e supporto sperimentale.
I birrifici vincitori per il 2025 sono: in Calabria Birra Cala, Birra Kalabra e Gladium; in Campania Birra Karma, Birrificio Artigianale Napoletano e Monaci Vesuviani; in Friuli Venezia Giulia Foglie d’Erba; nel Lazio Birrificio Montecassino, Itineris e Tip Torre in Pietra; in Lombardia Miamal, Qubeer e Riversa; nelle Marche Amarcord; in Piemonte Birrificio 2 Sorelle; in Puglia Rebeers; in Sardegna Birra Puddu; in Toscana Opificio Birrario; in Trentino-Alto Adige Birrificio Val Rendena.
L’Umbria conquista sei premi con Birra Flea, Birra Nursia, Birralfina, Birrificio Colfiorito, Fabbrica della Birra Perugia e Mastri Birrai Umbri. Infine, in Veneto, premiati Maghi di Orz e Theresianer Birra Italiana 1766.
L’Italia brassicola si conferma così un ecosistema in fermento, con un tessuto imprenditoriale giovane, diffuso e in continua evoluzione, sorretto da qualità, innovazione e legame con il territorio.

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