Voli Cobrex, politica e stampa attaccano Aeroporto, la reazione dello scalo umbro

Voli Cobrex, politica e stampa attaccano aeroporto, la reazione dello scalo

Voli Cobrex, politica e stampa attaccano Aeroporto, la reazione dello scalo umbro. «La cancellazione dei voli Cobrex ha scatenato da ieri e anche stamattina qualche obiezione da parte di politici, giornalisti e direttori di qualche testata». Lo ha affermato il Presidente della SASE Ernesto Cesaretti.

Questa mattina una conferenza stampa veloce con in giornalisti per chiarire alcune cose, mettendone in risalto alcune. «Dovremmo tutti difendere questo aeroporto perché è una cosa pubblica che appartiene a tutti – ha detto Cesaretti – dovrebbero perlomeno riflettere prima di scrivere certe cose».

E poi spiega: «La Sase ha rinnovato la concessione l’anno scorso perché il San Francesco è stato uno dei migliori aeroporti italiani. E’ un aeroporto di piccole dimensioni che è cresciuto, è aumentato il numero di passeggeri, ha avuto sempre un incremento positivo e anche un bilancio positivo, questo è importante. Quindi dico a questi direttori che vengono da fuori e che magari si sentono importanti, credo che sia opportuno che conoscessero meglio le nostre realtà».

L’aeroporto non c’entra nulla: «Noi non abbiamo colpa, ma tutto è dipeso dalla compagnia, si tratta di startup giovani che dicono che partono che fanno accordi e poi si pentono perché magari non raggiungono un buon numero di iscritti. L’aeroporto è un contenitore, noi cerchiamo di spingere. E’ una realtà che va bene, non va male, io non ho capito il perché di tutte queste accuse. E’ vero che incappiamo in situazioni particolari. Una solo compagnia non basta e quindi ci siamo dati da fare cercandone altre. Non avendo società importanti che vogliono venire a Perugia, qualcosa dobbiamo rischiarla pure con le piccole compagnie».

Nel suo discorso ha ribadito più volte che l’aeroporto non ha colpa: «Noi ci impegneremo per cercare di incrementare, anche se prendiamo delle delusioni. Però la stampa ci deve dare anche una mano e oggi vi ho convocato qui per questo, invece di parlarne sempre negativamente. Non potete criticare l’aeroporto se c’è una compagnia che rinuncia. La compagnia non è nostra, forse in futuro potremmo anche pensare di studiare, se è possibile, di farci una compagnia per conto nostro. Le proveremo tutte, ma non rimarremo qui a non far nulla e a cercare di sopravvivere. Noi vogliamo che l’aeroporto cresca, che non abbia le problematiche che hanno gli aeroporti qui vicino, che chiedono 15 milioni di euro alle proprie regioni per vivere, perché ne hanno 50 di debiti, noi non siamo in quelle condizioni. Non siamo nelle condizioni di Rimini che ha chiuso, non siamo nelle condizioni di Firenze che è in crisi, non siamo in condizioni di Pescara che continuamente viene alimentato dai soldi della Regione.

E poi conclude dicendo: «Queste cose vanno valorizzate, difendiamo il nostro territorio, credo sia una cosa positiva questa, purtroppo qualche volta le scelte che si fanno sono sbagliate, ma ripeto se una compagnia non raggiunge in suo business, non è colpa nostra. L’aeroporto di Perugia funziona, è un aeroporto positivo, qualcosa di eccezionale che sta crescendo, anche con degli inciampi, ha la spinta per continuare a crescere. Io credo che questo sia positivo per tutta l’Umbria e non per noi, per tutta la società umbra».

Mauro Agostini di Sviluppumbria è infuriato con i politici: «La misura è colma, ci vuole un po’ più di equilibrio, bisogna guardare le cose un po’ più per quello che sono. La critica se è giusta può essere stimolante ed aiuta, altrimenti si trasforma in un atteggiamento pregiudiziale, e non lo sto dicendo nei confronti della stampa». Parole anche per il comune di Perugia che vorrebbe contare di più nell’aeroporto: «Questo non è un club, ma è una società per azioni, per contare di più bisogna mettere i soldi. Ogni anno Regione Umbria, Camera di Commercio e Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia mettono un milione ciascuno. Se il comune di Perugia è disponibile a mettere, non dico un milione, ma 200 mila euro l’anno, avrà tutto da dire e da esprimere».

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