Autobus elettrici fermi in Umbria per mancanza di colonnine, [VIDEO] Ciro Zeno (Filt Cgil) a Fuori dal Coro

Investiti 10 milioni, ma i bus restano inutilizzati nel deposito

Autobus elettrici fermi in Umbria per mancanza di colonnine

Diciannove autobus elettrici acquistati per rinnovare il trasporto pubblico in Umbria giacciono inutilizzati nel deposito di Maratta, a Terni, da quasi un anno. La causa è l’assenza di colonnine di ricarica, mai progettate né finanziate. Il costo complessivo dell’operazione, sostenuto tramite un finanziamento del Ministero delle Infrastrutture, è di 10 milioni di euro. Gli autobus, presentati come una svolta ecologica per il trasporto locale, sono arrivati nel 2023, ma non hanno mai circolato. Secondo Ciro Zeno della Filt Cgil, si tratta di un “paradosso imbarazzante” e di un esempio di spreco di risorse pubbliche. Ed è lo stesso Zeno a raccontare il tutto nella trasmissione di Mario Giordano, Fuori dal Coro.

Problemi strutturali

La Regione aveva annunciato il progetto nel dicembre 2022, ma non è stato predisposto il necessario per l’operatività dei mezzi. Attualmente, gli autobus restano esposti alle intemperie, con il rischio di deterioramento delle batterie, apparecchiature particolarmente delicate.

Secondo un addetto alla manutenzione, alcuni mezzi vengono periodicamente accesi con metodi di emergenza, ma l’assenza di colonnine rende inutile ogni intervento. Immagini mostrano operatori che caricano un autobus con un cavo collegato a un trasformatore, una procedura descritta come improvvisata e inefficace.

Scaricabarile istituzionale

Umbria Mobilità, responsabile del progetto, sostiene che l’installazione delle colonnine sia compito della Regione, mentre quest’ultima attribuisce la responsabilità alla società di gestione. Nel frattempo, i mezzi restano inutilizzati, con un costo sempre più elevato per i contribuenti.

Il coordinatore di Umbria Mobilità, dottor Pasquini, ha dichiarato che gli autobus potrebbero entrare in servizio solo nel 2026, dopo l’affidamento della gestione a un nuovo operatore tramite gara d’appalto. Tuttavia, senza le infrastrutture di ricarica, la messa in funzione appare incerta.

Conseguenze e reazioni

La situazione sta suscitando critiche da parte dei cittadini e dei sindacati, che denunciano l’immobilismo delle istituzioni e l’inefficace utilizzo di fondi pubblici. I residenti umbri, che attendono miglioramenti nel trasporto pubblico, devono invece assistere al degrado di mezzi all’avanguardia.

L’investimento, finanziato dal Ministero nel quadro di politiche per la mobilità sostenibile, rischia di trasformarsi in un fallimento, compromettendo la fiducia nei progetti futuri.

La vicenda resta in stallo, in attesa di interventi concreti per sbloccare una situazione che pesa sui cittadini, sia in termini economici che di qualità del servizio.

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