Coronavirus, a Pasqua il menu della tradizione a domicilio dai cuochi contadini

 
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Coronavirus, a Pasqua il menu della tradizione a domicilio dai cuochi contadini

Con i cittadini costretti tra le mura domestiche dall’emergenza coronavirus per queste festività pasquali, arrivano in soccorso i Cuochi contadini di Campagna Amica della Coldiretti con i menu della tradizione che gli agriturismi di Terranostra consegnano a domicilio.

Gli agriturismi di Terranostra – riferisce la presidente regionale Elena Tortoioli – sono impegnati a consegnare il pranzo pasquale direttamente nelle case degli umbri con la possibilità anche di offrirlo ai più bisognosi grazie all’iniziativa della spesa sospesa. L’emergenza coronavirus ha cambiato solo in parte le abitudini degli italiani che non vogliono rinunciare ai piaceri del palato anche se si fa pesantemente sentire – sottolinea Tortoioli – la chiusura forzata al pubblico di agriturismi, ristoranti e trattorie con un taglio del 27% della spesa complessiva per il pranzo di Pasqua.

Il comparto agrituristico umbro – afferma Tortoioli – ha da subito registrato l’azzeramento di prenotazioni, cene e pranzi conviviali, soggiorni e vacanze, con gravi perdite. Un danno indubbiamente destinato ad aumentare con l’approssimarsi delle festività pasquali caratterizzate ancora dal blocco degli spostamenti. Un conto salato per i circa 1400 agriturismi regionali – prosegue Tortoioli – che colpisce un sistema già in grande difficoltà dopo settimane di chiusura e per il quale la Pasqua segna tradizionalmente l’inizio della stagione turistica, con il risveglio della natura in primavera.  Con l’emergenza quindi, abbiamo dovuto cambiare strategia e operatività – aggiunge Tortoioli – per dare un po’ di sollievo al settore rimodulando l’offerta anche con i menu a domicilio, recapitando, come nel caso dell’agriturismo Parco Fiorito, le tipicità delle ricette pasquali, dall’antipasto al dolce.

La proposta dei nostri agriturismi con i pasti recapitati a domicilio – ricorda Tortoioli – è l’occasione per presentare i cibi della tradizione: dalla ciaramicola, dolce tipico perugino, alla pizza dolce di Pasqua caratteristica anche del ternano, fino alla torta di Pasqua, nota anche come pizza al formaggio. Oltre alle immancabili uova, nelle colazioni e nei pranzi di Pasqua in Umbria, difficile rinunciare poi ad accompagnare le torte, anche al testo, con i salumi del territorio, fare a meno dei classici primi fatti in casa, o alla delicatezza della carne d’agnello locale e ai formaggi nostrani; l’ampia scelta di vini del territorio completa i menù delle famiglie, da arricchire con il nostro prezioso olio extravergine di oliva.

L’obiettivo – sottolinea Elisa Polverini segretario Terranostra Umbria – è offrire una tavola di Pasqua “apparecchiata” a casa direttamente dai contadini nell’ambito della campagna #MangiaItaliano a difesa del Made in Italy, del territorio, dell’economia e del lavoro. Come Coldiretti e Terranostra – aggiunge Polverini – siamo impegnati per un piano di intervento a favore degli agriturismi, anche con la richiesta di un sostegno economico legato alle mancate presenze effettive sia come alloggio che come ristorazione, a fronte del completo annullamento di tutte le prenotazioni. Con l’emergenza gli agriturismi, prima di altri – ricorda Polverini – hanno risentito pesantemente della crisi. La stagione è ormai compromessa per i nostri operatori: una stagione che si apre con la primavera, con le nostre fattorie didattiche che ospitano le scolaresche, ma anche con le gite fuori porta, con le passeggiate a cavallo, con i pic nic, fino alle escursioni in montagna, o alle esperienze in fattoria per partecipare alle attività dell’azienda. Gli agriturismi sono innanzitutto aziende agricole – conclude Polverini – pertanto le misure del decreto Cura Italia dedicate all’agricoltura sono applicabili anche a loro. Una misura importante fra tutte è sicuramente la cassa integrazione in deroga che rappresenta un aiuto per i collaboratori aziendali, così come la sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali. Ma non sono sicuramente sufficienti per aiutarci ad andare avanti: i nostri agriturismi hanno bisogno in tempi brevi di sostegni economici.

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