CAM e prezzario regionale, confronto tecnico in Umbria

CAM e prezzario regionale, confronto tecnico in Umbria

Imprese e tecnici riuniti per un’edilizia più sostenibile

Per approfondire l’applicazione dei nuovi Criteri Ambientali Minimi (CAM) nel settore delle costruzioni, ANCE Umbria, Regione Umbria e Rete delle Professioni Tecniche dell’Umbria hanno organizzato un incontro tecnico-operativo presso il rinnovato Auditorium di Confindustria Umbria. Al centro del confronto, l’integrazione dei CAM nel prezzario regionale delle opere pubbliche e le ricadute pratiche per imprese e professionisti del settore.

L’evento ha visto la partecipazione di un ampio numero di imprenditori e tecnici, testimoniando l’interesse crescente per la sostenibilità ambientale ed economica nella progettazione e realizzazione di edifici e infrastrutture, in particolare quelle stradali. L’incontro ha avuto l’obiettivo di chiarire le implicazioni operative derivanti dall’adeguamento del prezzario regionale ai CAM, soprattutto in relazione all’uso di materiali riciclati nei cantieri.

Il recepimento dei CAM nel prezzario regionale rappresenta un cambiamento significativo nel settore, poiché riconosce il valore delle soluzioni tecniche a basso impatto ambientale e introduce un approccio che tiene conto non solo della sostenibilità ambientale, ma anche delle esigenze economiche e gestionali delle imprese. Un passaggio strategico che rafforza il legame tra territorio e filiera edilizia, incentivando l’adozione di pratiche più virtuose e premiando, anche economicamente, l’innovazione ambientale nei cantieri.

Il confronto ha evidenziato come le imprese debbano essere messe nelle condizioni di adottare materiali di recupero, come gli inerti riciclati, per trasformare rifiuti in risorse utili e sostenibili. Tuttavia, sono emerse alcune criticità, in particolare sull’interpretazione del decreto “End of Waste inerti”, che rischia di rallentare le attività degli impianti di raccolta e di limitare l’effettiva applicazione dei CAM, creando ostacoli burocratici e incertezze normative.

Nel corso dell’incontro, è stato sottolineato come l’attuale fase di transizione richieda una maggiore chiarezza nell’applicazione della normativa, non solo per le imprese ma anche per i professionisti tecnici, i quali si trovano a dover affrontare nuovi obblighi documentali e procedurali. È stato inoltre ribadito che l’adozione dei CAM debba rappresentare un’opportunità di crescita per l’intero comparto, e non un aggravio di responsabilità.

Tra gli interventi tecnici, è stato dato spazio all’approfondimento dei CAM Strade, con una disamina sulle nuove tipologie di conglomerati bituminosi e sulle modalità di utilizzo di materiali provenienti da impianti di trattamento. L’analisi ha riguardato gli aspetti più rilevanti per progettisti e imprese, evidenziando la necessità di garantire standard ambientali elevati senza compromettere l’efficienza esecutiva delle opere.

I rappresentanti della Regione Umbria hanno illustrato il lavoro svolto per aggiornare il prezzario regionale, spiegando le motivazioni e i criteri con cui sono stati integrati i CAM. L’adeguamento è stato pensato per rendere economicamente sostenibili le scelte ambientali, allineando le tariffe ai nuovi requisiti tecnici e favorendo il riconoscimento del valore aggiunto delle pratiche a basso impatto.

Il convegno ha messo in luce un’esigenza comune tra i vari attori della filiera: rendere la sostenibilità un elemento strutturale del sistema edilizio, non solo dal punto di vista normativo, ma anche sotto il profilo economico e operativo. La presenza numerosa di imprenditori e tecnici ha confermato la centralità del tema e la volontà di contribuire a un’evoluzione del settore, capace di coniugare innovazione e rispetto per l’ambiente.

Le conclusioni dell’incontro hanno evidenziato la necessità di proseguire nel lavoro di affinamento delle norme e degli strumenti operativi, per facilitare la piena attuazione dei CAM nei cantieri pubblici e privati. Un percorso che, secondo quanto emerso, richiederà la collaborazione continua tra istituzioni, imprese e professionisti, affinché la sostenibilità diventi un principio attuabile e condiviso.

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