Virus aumenta nelle residenze protette e RSA, sono 29 i morti

 
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Virus aumenta nelle residenze protette e RSA, sono 29 i morti

Il virus aumenta nelle strutture residenziali (Rsa e Residenze Protette). “In questa seconda ondata – come ha evidenziato il direttore Claudio Dario, durante la conferenza stampa online – hanno risentito di un contagio diffuso sul territorio completamente differente dalla prima ondata che ha investito prevalentemente il Nord Italia”.

Nel corso dell’incontro, al quale hanno partecipato il direttore alla Salute della Regione Umbria, Claudio Dario, il commissario per l’emergenza covid, Antonio Onnis, Carla Bietta e Marco Cristofori del nucleo epidemiologico regionale, Ilaria Vescarelli, referente Usec per le Rsa, il direttore sanitario dell’Usl1, Massimo D’Angelo, sono stati resi noti i dati relativi al monitoraggio delle strutture residenziali (Rsa e Residenze Protette) che permette di applicare gli stessi protocolli in tutte le strutture.

“Al momento su 67 strutture monitorate, 48 hanno registrato casi di positività per un totale di 328 ospiti positivi (più 187 operatori) a fronte di 1.480 ospiti, – ha detto Ilaria Vescarelli – mentre gli operatori positivi sono 187”.

Il 6 novembre, tra operatori e ospiti, gli infettati erano 339. Il numero dei morti delle Rsa sale: sono diventati 29, erano sei. L’incidenza dei decessi si fissa tra l’1,9 e il 2,1%, per un dato in linea con quello nazionale.

Cresce anche il numero degli operatori sanitari che si sono infettati negli ospedali: erano 408 sono 446 con 167 guariti.

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