Terremoto in Albania, Tesei, se sarà necessario Umbria non farà mancare il suo sostegno

 
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Terremoto in Albania, Tesei, se sarà necessario Umbria non farà mancare il suo sostegno

Si aggrava il bilancio delle vittime del terremoto in Albania. Secondo gli ultimi dati del ministero della Difesa i morti sono 26: almeno 12 sono stati tratti dalle macerie in varie zone di Durazzo, 13 a Thumana, a circa 20 di chilometri a nord della capitale mentre una vittima è stata trovata a Kurbin. Restano invece una ventina le persone che mancano ancora all’appello.

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Giunte a Tirana tra la sera di ieri e questa mattina 175 Vigili del fuoco, molti dei quali già al lavoro tra Durazzo e Shijak in aiuto alla popolazione. Il team è composto da 65 unità specializzate USAR (Urban Search and Rescue), 44 dalla Toscana e 21 dal Lazio, per la ricerca e il soccorso tra le macerie, sezioni operative da Puglia e Campania, integrate con personale medico dell’AREU della Regione Lombardia. In Albania anche ingegneri e tecnici del Corpo nazionale esperti nella valutazione speditiva di strutture lesionate e analisi del danno a seguito di terremoto.
Sarà compito delle squadre italiane garantire il soccorso alla popolazione e il supporto alle autorità locali nelle attività di valutazione dell’agibilità di strutture interessate da crolli e lesioni.

“Se sarà necessario l’Umbria non farà mancare il suo sostegno alle popolazioni terremotate dell’ Albania”: lo ha detto la presidente della Regione, Donatella Tesei, a margine della prima riunione di Giunta. “La solidarietà è nel Dna degli umbri e della nostra Protezione civile e quindi se sarà richiesto faremo la nostra parte”, ha aggiunto.

Secondo i sismologi gli effetti del terremoto “potrebbero essere stati amplificati dalle condizioni geologiche della regione”. Qui si trovano infatti bacini di sedimenti non consolidati, nei quali l’ampiezza delle onde sismiche può aumentare anche di 4 o 5 volte rispetto a quella che si avrebbe in un suolo roccioso e consolidato. Le scosse successive alla principale, la cui magnitudo è
stata ricalcolata in 6,2, risultano al momento almeno 70. Di queste sono state circa 50 di magnitudo compresa fra 3 e 4, dieci di magnitudo fra 4 e 5 e restano ferme alle tre registrate ieri quelle di magnitudo superiore a 5. Si aggiungono inoltre il terremoto di magnitudo 5,3 avvenuto ieri in Bosnia-Erzegovina e quello di magnitudo 6 con epicentro non lontano dall’isola di Creta (Grecia) avvenuto alle ore 8:23 di oggi.

 

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