Sparatoria Ponte Felcino, resta il giallo del primo sparo

Sparatoria Ponte Felcino, resta il giallo del primo sparo

Sparatoria Ponte Felcino, resta il giallo del primo sparo Continuano senza sosta le indagini sulla sparatoria di Ponte Felcino dopo il furto alla tabaccheria di Via Messina. Raid che ha causato la morte di un ladro in fuga. Resta da chiarire – scrive oggi la Nazione Umbria – il dilemma del primo sparo. I due carabinieri e il vigilante sono stati interrogati dal magistrato Mara Pucci. che coordina le indagini del Nucleo investigativo. Tutti e tre sono accusati di eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi.

Tutti – scrive il quotidiano – hanno sostenuto di aver sparato dopo aver sentito i colpi, senza saper dire da parte di chi. Chi ha sparato il primo colpo? I 14 bossoli provengono dalle armi in dotazione ai militari e al vigilante. I ladri – continua l’articolo della Nazione – potrebbero aver avuto anche una pistola a tamburo o una scacciacani che comunque simula il rumore dell’esplosione.

LEGGI ANCHE: Ponte Felcino, proseguono le indagini, si cerca una Uno blu

Gli accertamenti all’interno dell’Audi A6 della banda cominceranno nei prossimi giorni con il consulente tecnico, esperto di balistica Emilio Galeazzi. Gli investigatori in parallelo lavorano per individuare gli altri componenti della banda di cui faceva parte il ladro, Eduart Kozi, trovato morto dentro l’Audi A6. I complici, dopo aver abbandonato l’amico morente, hanno probabilmente rubato una Fiat Uno blu a Pretola per poi darsi alla fuga.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*