Omicidio Polizzi, il fratello al ministro: «Non ci facciamo niente con gli ispettori»

Omicidio Polizzi, Menenti libero, Cassazione conferma la "svista"

Omicidio Polizzi, il fratello al ministro: «Non ci facciamo niente con gli ispettori»

«Non ci facciamo niente con gli ispettori signor Ministro Bonafede. Non mandate gli ispettori per farci vedere che fate qualcosa! Per prima cosa, vanno rimessi in custodia cautelare, poi pensate di chi può essere la colpa!!! Abbiamo già pagato a sufficienza!!! Rimetteteli subito dove devono stare questi due! Subito!»

A scriverlo sul suo profilo Facebook, rivolgendosi al Ministro Alfonso Bonafede, con un tag a lui diretto, è il fratello di Alessandro Polizzi, Francesco. Alessandro fu ucciso nella notte tra il 25 e il 26 marzo 2013 da Riccardo Menenti, nell’appartamento di via Ricci, con lui c’era la fidanzata Julia Tosti.

Il fratello si riferisce alla “svista” da parte della Corte d’Appello di Firenze, che da giugno non ha ancora trasmesso il fascicolo in Cassazione, con la Suprema Corte che non ha ancora potuto fissare la data del processo facendo così scadere i termini di custodia cautelare dell’uomo.

Menenti era stato condannato all’ergastolo per l’omicidio di Polizzi e per quello tentato di Julia Tosti, ma è uscito dal carcere di Terni il 10 gennaio, su disposizione della Corte d’Assise d’Appello di Firenze, che aveva indicato questa data già nella sentenza del 19 giugno scorso, se non fosse intervenuta nel frattempo una sentenza definitiva.

Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, dopo la protesta della famiglia Polizzi ha incaricato gli ispettori di compiere accertamenti sulla scarcerazione per decorrenza dei termini di Riccardo Menenti.

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